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Antincendio, scuole in regola dal 1 gennaio: avviate le verifiche. L’asilo di via Jezza “va abbattuto e ricostruito”

Dal 1 gennaio tutte le scuole dovranno essere dotate del certificato prevenzione incendi: manca solo l'ok definitivo al Milleproroghe alla Camera dei Deputati. Intanto, preoccupano le condizioni delle scuole oggetto delle indagini di vulnerabilità da parte dell'Università. Pure l'asilo di via Jezza, che presenta irregolarità geometrica e inadeguatezza delle armature, va abbattuto e ricostruito. Cretella (M5S): "Il Comune decida cosa fare".

La proroga promessa dal governo sulle certificazioni antincendio nelle scuole è al rush finale. Manca l’ultimo passaggio, il voto alla Camera per rendere operativo il Milleproroghe, che allunga i tempi per l’adeguamento di scuole e asili alla normativa antincendio. Scaduto il 31 dicembre 2017, il termine è stato fissato al 31 dicembre 2018. Quindi dal 1 gennaio 2019 tutte le scuole dovranno essere dotate del certificato prevenzione incendi.

In attesa che arrivi la buona notizia, che eviterà di rendere ancora più problematico l’avvio dell’anno scolastico, la giunta comunale ha approvato una delibera per stabilire il percorso da seguire per colmare un gap accumulato in anni di proroghe concesse dai vari governi ai Comuni in materia di prevenzione incendi nelle scuole.

Per mettere gli istituti in regola infatti occorrono parecchi interventi, pure costosi. E Campobasso non fa eccezione. Non tutti i plessi possiedono il certificato, senza il quale l’attività didattica non può essere svolta.

In Municipio quindi è stato tracciato un primo quadro della situazione. Lo ha fatto il Settore Lavori Pubblici che, attraverso i propri tecnici, ha stilato un documento nel quale, oltre alla valutazione dello stato in cui si trovano le scuole, ha stilato una stima dei finanziamenti necessari al raggiungimento del completo adeguamento degli immobili.

Per ora il Comune ha programmato una ricognizione nelle scuole per verificare quali sono le eventuali misure compensative da attuare. E poi ha confermato i 600mila euro per i primi tre interventi. Di queste risorse, 220mila euro sono destinati alla ‘Igino Petrone’, dove non sono bastati i soldi spesi dall’ex giunta Di Bartolomeo. Anzi, visto che è stato necessario intervenire di nuovo, l’amministrazione Battista ha deciso di rivolgersi alla Corte dei Conti per capire come sono stati spesi i soldi pubblici che erano stanziati dal suo predecessore per l’antincendio alla Petrone.

Una parte delle risorse sarà invece utilizzata per completare la scia (Segnalazione certificata di inizio attività) alla palestra D’Ovidio, mentre 150mila euro saranno spesi per l’acquisizione del certificato antincendio su un altro immobile scolastico. Forse la ‘Jovine’.

Campobasso asilo scuola via Jezza

Oltre ad adeguare le scuole alla normativa antincendio, il Comune deve fare i conti anche con l’ultima indagine sulla vulnerabilità sismica arrivato sulla scrivania del sindaco Antonio Battista. Riguarda l’edificio che ospita la scuola dell’infanzia ‘San Vito’ di via Jezza. Secondo lo studio condotto dai tecnici dell’Università del Molise, la scuola dovrebbe essere abbattuta e ricostruita oppure, in subordine e dopo un’accurata analisi costi-benefici, nonché con lo sviluppo di una serie di ulteriori indagini conoscitive sull’edificio, l’adozione di un programma di interventi strutturali mirati al miglioramento dell’immobile, la cui costruzione è iniziata nel 1979.

Le criticità rilevate dal gruppo di lavoro guidato dal professore Carlo Callari sono parecchie, a cominciare dalla irregolarità geometrica dell’edificio e dalla inadeguatezza delle armature. Ci sono “incertezze circa la resistenza del calcestruzzo”, definita “inaccettabile non solo dalle vigenti normative ma anche dalle norme tecniche del tempo”. Il che fa ipotizzare che quando sono ripresi i lavori di costruzione della scuola, interrotti dal terremoto dell’Irpinia del 1980, non sarebbero state rispettate le prime norme antisismiche nel frattempo entrate in vigore.

Né depone a favore dell’edificio la presenza di una vicina centrale, come rilevato dagli ingegneri dell’Ateneo, che hanno pure manifestato dubbi sul terreno di fondazione dell’asilo di cui non si è in possesso di molti dati.

Simone Cretella Movimento 5 Stelle Campobasso

L’indagine dell’Ateneo molisano anche questa volta ha scatenato reazioni. La prima è quella del consigliere di opposizione del Movimento 5 Stelle Simone Cretella: “Quello che emerge dalla relazione è in sostanza lo stesso quadro già visto anche per buona parte dei plessi finora analizzati dal team dell’Unimol, ovvero quello di edifici non in linea con gli attuali standard”. E sul mancato rispetto della normativa antisismica già negli anni Ottanta osserva: “Non sorprende più di tanto, quindi, che nonostante l’edificio non sia certo tra i più datati in città, presenti criticità significative tali da influenzare negativamente la risposta sismica della struttura”.

Infine, Cretella sollecita l’intervento dell’amministrazione comunale: “Ne deriva che l’edificio presenta un’elevata vulnerabilità con criticità strutturali in termini di valori gravemente deficitari degli indicatori di sicurezza. Ci si aspetta adesso che l’amministrazione prenda atto del responso e decida quale delle soluzioni indicate dall’Unimol adottare”.