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Andrea, il primo molisano nella scuola dell’Aeronautica di Firenze. “Da grande voglio fare il pilota di aerei militari” foto

Andrea Colucci è il primo molisano ad accedere alla scuola dell'Aeronautica Militare Douchet di Firenze. Da qualche giorno è ufficialmente un militare. "Vuole fare il pilota militare da quando ha dodici anni - rivela il papà - e adesso il suo sogno può davvero cominciare a diventare realtà"

Da quel suo sorriso semplice, aperto e spontaneo davanti alla sua nuova scuola si capisce che Andrea ce l’ha fatta. E a capirlo, davanti all’ingresso a Firenze, è proprio lui che a pochi passi dalla sua nuova vita ha compreso davvero di essere riuscito a realizzare un sogno, o almeno una parte. L’inizio di ciò che lo porterà ad essere un pilota militare. Perchè Andrea Colucci, 16enne di San Martino, quel sogno lì ce l’ha da quando era un bambino di 12 anni e navigava per caso su internet. “Voglio fare il pilota, papà – racconta suo padre Giuseppe – e voglio andare a studiare nella scuola Giulio Douhet di Firenze”. E adesso, quattro anni dopo, ci è riuscito. Ed è pure l’unico molisano, almeno fino ad ora, ad aver varcato quella soglia ed essere riuscito a superare il Concorso d’accesso.

E’ una bella soddisfazione“, rivela a poche ore dall’ingresso ufficiale suo padre Giuseppe. E proprio a lui il compito di raccontare la storia di suo figlio, determinato e anche un po’ testardo, pronto a fare di tutto e a studiare tanto pur di raggiungere il suo obiettivo. Andrea infatti, come vogliono le ferree regole della scuola e la rigida disciplina militare, non può parlare al telefono, “se non per una ventina di minuti al giorno con la famiglia”, aggiunge ancora il papà che quindi ha ripercorso il lungo cammino che l’ha condotto con il resto della famiglia nel capoluogo toscano “per lasciarlo alla sua nuova e impegnativa vita”.

Andrea è uno dei 18 ragazzi provenienti dai Licei Classici di tutta Italia che sono riusciti a superare i lunghissimi e complicatissimi test d’ingresso e valutativi, da quelli di tipo culturale – con più di 8mila domande di italiano, storia, latino e tanto ancora – fino a quelli di tipo fisico con prove anche di tipo sportivo e poi i test attitudinali di tipo psicologico. Con loro anche 27 studenti del Liceo Scientifico provenienti da tutta la Penisola. “La prima selezione – racconta papà Giuseppe – l’ha fatta all’aeroporto militare di Guidonia, prevedeva 60 domande in 60 minuti e l’ha superato. Poi – aggiunge – le visite mediche sempre a Roma, superate brillantemente, e ancora i quattro giorni nella scuola militare di Firenze per i test psico attitudinali e le prove fisiche”.

“Poi penso quella che è stata la prova più difficile – aggiunge Giuseppe, raccontando dal suo punto di vista come è arrivato alla vita militare Andrea – 100 domande in 100 minuti a Firenze, di tutte le materie scolastiche estratte da un computer tra le 8800 che si era preparato a casa. Non pensavamo, ma quando è arrivata la telefonata del Maresciallo responsabile del corso e la raccomandata con cui si chiedeva di arruolarlo è stata una emozione indescrivibile, un momento di orgoglio”.

andrea colucci

Pochi giorni dopo, con una valigia piccola piccola “visto che dal giorno della vestizione ufficiale, venerdì 7 settembre, indosserà solo abiti militari, tra mimetica e divisa con l’alta uniforme fatta di giacca a doppio petto, mantello e poi anche spadino”, Andrea è arrivato nell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche nel Parco delle Cascine di Firenze. Dopo anni di sacrificio, impegno e tanto studio. “Ma Andrea è così, sente davvero di voler fare la vita militare, non lo spaventa il sacrificio e l’impegno, la fatica e i sacrifici che serviranno. Lui è patriottico, italiano vero e con la passione per gli aerei e le macchine”.

E ora che ha indossato ufficialmente la divisa militare e la mimetica, tutto cambierà. Lontano chilometri dalla famiglia, dagli amici e dalla scuola, Andrea tornerà a frequentare il liceo classico, proprio come faceva al Perrotta di Termoli, a studiare il latino e il greco e poi continuerà con la musica e con il suo pianoforte e inizierà ad andare all’Opera e a fare sport. “Un merito anche al Liceo Classico di Termoli che è riuscito a dargli la giusta preparazione per affrontare un concorso, non possiamo che ringraziare tutti”.

“Ci è riuscito – rivela papà con un pizzico di orgoglio – e pensare che quando a 12 anni doveva scegliere la scuola superiore io decisi di portarlo a Firenze per fargli vedere cosa fosse l’Accademia e già allora era pronto ad entrare. Adesso che è entrato davvero era un bambino e l’ho lasciato uomo, è un orgoglio per noi e siamo contenti che possa realizzare il suo sogno. Speriamo possa essere d’esempio anche per altri, quando hai una passione vera e decidi di inseguirla puoi riuscirci davvero. Se sarà un pilota, come dice di voler fare, lo sarà grazie a lui stesso. Ce l’ha davvero messa tutta“. Parola di papà.