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Agricoltore azzannato da cinghiale finisce in ospedale. “Ormai è una emergenza”

A Oratino ieri sera un agricoltore 30enne è stato morso da un cinghiale mentre lavorava. L'uomo si è messo in salvo e portato in ospedale. L'episodio ha riacceso il dibattito sul problema del sovraffollamento di questi animali nelle campagne molisane il cui numero potrebbe essere ridotto con una misura drastica: la caccia tutto l'anno.

E’ stato azzannato alle braccia e alle gambe, ha riportato ferite profonde e solo grazie alla sua prontezza di riflessi è riuscito a mettersi in salvo dal cinghiale che lo aveva aggredito. E’ successo ieri sera, martedì 4 settembre, intorno alle 20 a Oratino.

L’uomo, un agricoltore di Macchiagodena di circa 30 anni (C.P. le sue iniziali), si trovava in contrada Pianella. La giornata di lavoro era quasi terminata quando, dopo essere sceso dal trattore col quale aveva provveduto con altri alla trinciatura di una piantagione di sorgo, si è trovato di fronte all’animale selvatico.

 

L’aggressione è stata violenta e improvvisa: la scarsa visibilità non gli aveva fatto notare l’animale tra i cespugli che, forse spaventato dalla presenza dell’uomo, ha affondato i denti negli arti. Sanguinante e terrorizzato l’agricoltore è riuscito a risalire sul mezzo agricolo e rientrare nell’azienda per la quale stava lavorando come terzista. Poco dopo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli dal titolare, Anselmo Fatica.

Trascorsa la notte il ragazzo è stato dimesso stamattina con 15 giorni di prognosi per i morsi ricevuti.

 

“Un problema gravissimo quello dei cinghiali – riferisce Fatica – qui a Oratino, ma anche a Castropignano, Baranello, Busso sono una presenza massiccia e devastante. Seminare è diventata un’attività inutile tanto mangiano tutto loro. Anche per il sorgo raccolto ieri ne sarà rimasto sì e no il 30 per cento del raccolto totale, insomma è una situazione intollerabile”.

E per di più pericolosa perché i cinghiali – è ormai alle cronache quasi quotidiane – distruggono le automobili, causano incidenti stradali, devastano i campi e, come avvenuto in questo caso, aggrediscono le persone se spaventati.

Da tempo i cacciatori chiedono una modifica al calendario venatorio che gli permetta la caccia la cinghiale durante tutto l’anno e sulla base di criteri selettivi. La modifica alla legge regionale potrebbe avere esito positivo come avvenuto in altre regioni come l’Abruzzo visto l’elevato numero di animali che invade le campagne molisane.