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Viadotto Liscione chiuso, la paura di 34 paesi: “Rischiamo di morire, subito gli interventi”

Il sindaco di Petrella Tifernina Alessandro Amoroso si fa portavoce del grido d’aiuto lanciato da altri 33 comuni della provincia di Campobasso. "Chiediamo di destinare una parte dei 100 milioni annunciati dal ministro Tria per effettuare controlli strumentali sofisticati sul viadotto Liscione e per realizzare eventuali opere di consolidamento”

La mancata riapertura del viadotto sul Liscione destinerebbe alla morte le aree interne del Molise. Sarebbe la mazzata finale per tanti paesi che lottano quotidianamente con una viabilità molto precaria, già messa in crisi dalle frane.

Per questo, poche ore dopo la chiusura dell’importante infrastruttura dopo il sisma del 16 agosto, il sindaco di Petrella Tifernina Alessandro Amoroso si fa portavoce del grido d’aiuto lanciato da altri 33 comuni della provincia di Campobasso: Busso, Campochiaro, Casacalenda, Casalciprano, Castellino sul Biferno, Castropignano, Cercemaggiore, Civitacampomarano, Civitanova del Sannio, Fossalto, Guardialfiera, Guardiaregia, Guglionesi, Jelsi, Larino, Limosano, Macchia Valfortore, Matrice, Mirabello Sannitico, Montagano, Montemitro, Pietracupa, Provvidenti, Ripalimosani, Rotello, San Giuliano del Sannio, Sant’Angelo Limosano, Sant’Elena Sannita, Santa Croce di Magliano, Spinete, Tavenna, Toro e Vinchiaturo.

Per gli amministratori sono ore difficili, in attesa della fine delle verifiche sui pilastri. Hanno paura in un destino analogo al ponte ‘Morandi’ di Genova crollato probabilmente a causa della scarsa manutenzione. Ma su questo c’è una inchiesta della magistratura che consentirà di fare luce e capire le cause del cedimento dell’opera che ha provocato la morte di 42 persone.

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Per evitare un’altra tragedia i 34 sindaci si rivolgono al premier Giuseppe Conte e alla delegazione parlamentare molisana. Chiedono finanziamenti per la messa in sicurezza dell’opera che collega fino alla costa con i suoi cinque chilometri che costituiscono un tratto importate della statale 647, la Bifernina, principale arteria di comunicazione del Molise.

“L’opera è stata costruita in cemento armato più di 50 anni fa, in zona ad alto rischio sismico e abbiamo ricevuto rassicurazioni dall’Anas sull’assenza di criticità, anche dopo le violenti scosse di terremoto del 14 e 16 agosto 2018. Tuttavia – scrivono i sindaci – chiediamo di destinare una parte dei 100 milioni annunciati dal ministro Tria per effettuare controlli strumentali sofisticati sull’infrastruttura e per realizzare eventuali opere di consolidamento”.

La speranza è che il Governo possa ascoltarli. Del resto, il ministro Salvini ha già annunciato aiuti per il Molise.