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Sisma e viabilità: Molise in ginocchio. “L’alternativa alla Bifernina è un disastro”. Guardialfiera isolata

E' attesa per oggi la decisione sull'eventuale riapertura al traffico della Bifernina nel tratto che attraversa il viadotto del Liscione. La vecchia statale 87 - percorso alternativo sul quale sono state deviate le auto in questi giorni - ha mostrato tutta la sua inadeguatezza alla situazione. E comuni come quello di Guardialfiera sono isolati.

Questa mattina, a iniziare dalle ore 10, ci sarà un summit in Prefettura, a Campobasso, per fare il punto sullo stato delle verifiche in atto sulla diga e viadotto del Liscione. Anas, Protezione Civile, Vigili del fuoco e Regione dovranno decidere se riaprire o meno la circolazione lungo la Bifernina.  “Gli ingegneri sono abbastanza ottimisti – ha dichiarato il presidente della Regione, Donato Toma – ma devono ancora ultimare il monitoraggio e non sono da escludere imprevisti. Stanno lavorando senza sosta, non appena avremo l’esito dei controlli sui piloni del ponte e sulla strada prenderemo una decisione”.

Il viadotto del Liscione è stato chiuso giovedì 17 agosto a seguito delle scosse di terremoto del giorno precedente. La statale 647, o semplicemente la Bifernina, è l’arteria principale regionale grazie alla quale si collega il capoluogo di regione con la costa, Campobasso a Termoli. In questi quattro giorni la circolazione dei mezzi è stata riversata sia sulla vecchia statale 87 che su strade provinciali, la maggior parte delle quali ormai in disuso.  Uno spostamento che ha creato non pochi problemi all’utenza sia per quanto riguarda i tempi di percorrenza, con un aumento medio di circa 30 minuti, ma anche la paura, di alcune comunità, di rimanere isolate qualora i tempi di riapertura del viadotto dovessero allungarsi.

È il caso di Guardialfiera, paese che sorge a ridosso del lago artificiale del Liscione. Il sindaco della cittadina, Vincenzo Tozzi ha lanciato l’allarme: Siamo isolati da diversi giorni per quanto riguarda la viabilità. Ho sollecitato il Presidente della Regione Molise Toma ed il Presidente della Provincia Battista a sistemare la ex Bifernina, la SP73 almeno per la viabilità locale”.  Con la chiusura della circolazione sul viadotto sono state chiuse anche, di fatto, le arterie stradali che dal paese vanno sul Liscione, viadotto1, e verso Lupara, viadotto 2. L’unica strada percorribile per i cittadini di Guardialfiera è “una vecchia provinciale in direzione Casacalendaspiega Tozzi a Primonumero – strada ormai non più utilizzata dalla stragrande maggioranza dei cittadini. E’ piena di buche e di erbacce che, in alcuni tratti, invadono la carreggiata rendendola davvero pericolosa”. Tozzi ha poi aggiunto che nel summit di questa mattina in Prefettura: “Oltre alla decisione di riaprire o meno la SS 647, i tecnici avrebbero deciso anche sulle condizioni e del destino dei due viadotti cittadini”. Qualora l’esito fosse negativo, per Tozzi “è fondamentale sistemare la strada provinciale 73. Metterla in sicurezza e dare così una via d’uscita e di circolazione extraurbana ai cittadini”.

Il grido di allarme del sindaco Tozzi si unisce a quello lanciato dal sindaco di Petrella Tifernina Alessandro Amoroso che, all’indomani del sisma della chiusura del viadotto del Liscione, si è fatto portavoce del grido d’aiuto lanciato da altri 33 comuni della provincia di Campobasso: Busso, Campochiaro, Casacalenda, Casalciprano, Castellino sul Biferno, Castropignano, Cercemaggiore, Civitacampomarano, Civitanova del Sannio, Fossalto, Guardialfiera, Guardiaregia, Guglionesi, Jelsi, Larino, Limosano, Macchia Valfortore, Matrice, Mirabello Sannitico, Montagano, Montemitro, Pietracupa, Provvidenti, Ripalimosani, Rotello, San Giuliano del Sannio, Sant’Angelo Limosano, Sant’Elena Sannita, Santa Croce di Magliano, Spinete, Tavenna, Toro e Vinchiaturo. Per questi amministratori mancata riapertura del viadotto sul Liscione destinerebbe alla morte le aree interne del Molise. Sarebbe la mazzata finale per tanti paesi che lottano quotidianamente con una viabilità molto precaria, già messa in crisi dalle frane.

Ragion per cui hanno chiesto al premier Giuseppe Conte e alla delegazione parlamentare molisana, finanziamenti per la messa in sicurezza dell’opera che collega fino alla costa con i suoi cinque chilometri che costituiscono un tratto importate della statale 647, la Bifernina, principale arteria di comunicazione del Molise. Richiesta che sino ad oggi non ha ancora trovato risposta.

Eppure il Presidente Toma, qualche ora dopo la chiusura e le prime verifiche a vista del viadotto si mostrava più fiduciosa nella riapertura dell’arteria stradale. Così parlava nel pomeriggio del 17 agosto: “Le prime verifiche hanno dato esito positivo ma aspettiamo ancora due giorni prima di poter decidere se riaprire il viadotto del Liscione. Lo faremo solo quando saremo certi che non c’è alcun pericolo ad attraversarlo”. Rassicurando poi anche sulle vie alternative, “le strade provinciali sono tutte percorribili”, chiudendo a un rischio isolamento. Parole, purtroppo, smentite dai fatti e dalle denunce dei sindaci molisani. “Gli eventi sismici delle ultime ore – denunciato i sindaci di Larino e Casacalenda, Giuseppe Puchetti e Michele Giambarba, e il consigliere regionale Nicola Romagnuolo – hanno riportato in primo piano la necessità di un piano straordinario per la viabilità del territorio per consentire collegamenti più agevoli e valide alternative in caso di emergenze”.

Dunque se Sparta piange, Atene non ride. Se da un lato la maggioranza delle strade provinciali negli anni sono state abbandonate diventando davvero difficili da percorrere, la vecchia statale 87 non è da meno. L’ammodernamento di un tratto della statale 87 (secondo lotto dalla zona di Casacalenda fino a Larino) è atteso da moltissimo. “Le vicende di questi giorni evidenziano i disagi e le problematiche di una strada che, di fatto, andrebbe migliorata così come è avvenuto in direzione Campobasso con innumerevoli benefici.  Un intervento che andrebbe a rappresentare, dunque, anche una valida e comoda alternativa alla Bifernina.  Il progetto esiste, l’opera va finanziata al più presto per dare una risposta concreta all’intero territorio”.

Statale 87 che diventa davvero pericolosa per gli automobilisti tra il km 192 e 194, precisamente in località Creta Rossa a Larino dove, a ridosso del manto stradale, da molti anni c’è una frana. Ma non solo: il tratto Casacalenda-valico di Campolieto è diventato una vera carrettera.

Inoltre, la statale 87, è intollerante alla velocità. Sulle piane di Larino il traffico proveniente dalla Bifernina si è unito a quello tradizionale che in questi giorni è fatto per lo più di mezzi agricoli che entrano e escano dalle vicine campagne. Quel tratto di strada è molto pericoloso perché in apparenza dritto e lineare ma in realtà pieno di dossi. “Capiamo l’emergenza e l’esigenza di dare una strada alternativa ai molisani, ma è anche vero che qui c’è bisogno di controlli per la velocità e di maggiore segnaletica. Inoltre la strada va sistemata per renderla sicura” è la denuncia che arriva da chi lungo quella strada ci vive.

Oltre ai problemi tecnici e strutturali della statale 87, sono peggiorati anche i tempi di percorrenza. Solitamente, se prendiamo come esempio un mezzo pubblico, il tempo di percorrenza da Campobasso a Termoli e viceversa è di un’ora e dieci minuti.  Tempo impiegato, ovviamente, se il mezzo percorre il viadotto del Liscione. Con la chiusura di quest’ultimo e le relative deviazioni, il tempo è notevolmente aumentato: circa 30 minuti in più. Ritardo dovuto al fatto che i mezzi son costretti a salire, arrampicarsi e addentrarsi all’interno di paesi, quali Casacalenda ad esempio.

Tuttavia la riapertura della vecchia statale 87 potrebbe essere un buon motivo per riammirare e apprezzare nuovamente i paesaggi regionali. “Ad esempio potreste ammirare il tratto più bello e suggestivo di tutta la rete stradale molisana. Larino-Casacalenda, una decina di chilometri paragonabili per valore paesaggistico e identitario alla vecchia statale Firenze-Siena” scrive Matteo Patavino, compositore e musicista molisano.

Lo stesso Patavino, poi, invita a percorrerla: “Tutta la Statale 87, e capirete i disagi eterni che i comuni del ‘cratere 2002’ affrontano per raggiungere il capoluogo. San Giuliano di Puglia, Colletorto, Santa Croce di Magliano, Bonefro, da quei comuni partì l’allargamento bulimico della zona sismica a tutto il Molise. Ci dissero che l’intera regione avrebbe potuto trarre altre prospettive di crescita. Stiamo ancora a parlarne”.

Tuttavia il terremoto, le scosse, la chiusura del viadotto del Liscione ci hanno detto ancora una volta che in Molise non si può viaggiare in eterno sulla sola Bifernina e che la statale 87, seppur sempre a svolgere il proprio compito in casi di emergenza, non è più sufficiente. C’è bisogno di migliorare la viabilità esistente e di crearne della nuova: sicura e veloce.