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Trasporto, è guerra. La Regione: “Diamo al Comune 172mila euro, garantire il servizio è un problema loro”

Muro contro muro tra l'Assessorato regionale ai Trasporti e l'amministrazione di palazzo San Giorgio che ha minacciato di sopprimere dal 13 settembre le corse da e per il terminal. "La Regione - puntualizza Niro - trasferisce ogni mese più di 172mila euro al Comune di Campobasso per il trasporto urbano. Sono problemi loro se con queste risorse non si riescono a garantire i servizi".

Forse la paralisi del trasporto urbano a Campobasso è sempre più vicina. Soprattutto dopo la guerra iniziata con l’annuncio shock dell’assessore alla mobilità del Comune di Campobasso, Francesco De Bernardo, di voler cancellare dal 13 settembre le corse da e per il terminal per destinare tutte le risorse previste per il servizio sulle linee cittadine.

Apriti cielo. Si sono arrabbiati alla Seac, la società concessionaria del trasporto urbano nel capoluogo che ha messo le mani avanti: “In queste condizioni è impossibile garantire il servizio scolastico e lavorativo” e poi “non ci assumiamo responsabilità per eventuali disservizi conseguenti la notevole riduzione delle corse imposte dal Comune di Campobasso”.

Invece l’esponente della giunta comunale, che sperava in una apertura da parte della Regione Molise come successo l’anno scorso, si è invece trovato di fronte un muro.

Consiglio regionale Molise

La risposta di Vincenzo Niro, titolare dei Trasporti nel governo regionale, è netta: “Questi sono servizi che ha appaltato il Comune a cui noi trasferiamo ogni mese più di 172mila euro. Sono problemi del Comune di Campobasso se con queste risorse non riesce a garantire il servizio”.

Anzi, insiste, “non può scaricare la responsabilità sulla Regione, è un problema del Comune di Campobasso che non interviene a sostegno del trasporto pubblico. Non può intervenire la Regione Molise, lo dice una legge del 2014 che è stata modificata nel 2016 da quella stessa maggioranza di cui De Bernardo fa parte (l’ex assessore regionale ai Trasporti era Pierpaolo Nagni, coordinatore del movimento di cui fa parte pure De Bernardo, ndr). C’è una disposizione di legge che stabilisce che la Regione interviene con un contributo per sostenere le spese che affronta il Comune per il servizio di trasporto pubblico urbano”.

A fare da sfondo alla querelle le prime manovre politiche in vista delle prossime elezioni Amministrative a Campobasso. Ne è convinto pure il consigliere dell’opposizione a Cinque Stelle Roberto Gravina: “L’assessore regionale ai trasporti, Vincenzo Niro, ex presidente del consiglio regionale con Frattura e sostenitore dell’elezione del sindaco di Campobasso (i Popolari per l’Italia fanno parte della maggioranza e a palazzo San Giorgio sono rappresentati dall’assessora Maripina Rubino e dal consigliere Federico Sarli, ndr), che oggi scarica dopo essere passato nel centrodestra di Donato Toma, pronto a sostenere il futuro candidato sindaco di centro-destra, dichiara che il problema è del Comune di Campobasso, non della Regione.

In tutto questo giro di poltrone – accusa Gravina in un post pubblicato sui social – chi ci rimette sono gli stessi cittadini/elettori”.

Roberto Gravina consiglio comunale di Campobasso

Dal suo punto di vista ci sono due soluzioni dopo il taglio ai chilometri del trasporto pubblico locale operato dalla giunta Frattura: “O il Comune di Campobasso, per garantire invariato il servizio, decide di mettere mano al portafoglio oppure taglia le corse, partendo, come già dichiarato, da quelle a minore valenza cittadina (intesa come servizio per i cittadini di Campobasso) ovvero il servizio navetta da e per il Terminal di Campobasso (passando per le scuole di vazzieri).

Quindi, ad una stazione già fatiscente, i pendolari dovranno subire anche l’assenza della navetta della Seac per raggiungere scuole e centro città”.

Infine, l’esponente del Movimento 5 Stelle rincara la dose e accusa sia la Regione che l’amministrazione comunale: “L’assessore Niro si impegni a riconoscere al Comune di Campobasso, anziché scaricarlo, una quota chilometrica maggiore, posto che il servizio offerto sul Terminal ha indubbia valenza regionale, mentre la giunta Battista, che in quattro anni ha collezionato ritardi, errori ed omissioni nella gestione del trasporto e soprattutto nella gara per l’affidamento del servizio, ancora ferma in violazione di normative di settore, si adoperi per migliorare ed efficientare il servizio Seac”.

Di certo, il muro contro muro tra Regione e Comune rischia insomma di danneggiare migliaia di utenti. Ne sono circa 10mila, secondo i calcoli del Municipio, a gravitare ogni giorno sul Terminal di via Vico. Lavoratori e studenti innanzitutto, provenienti da tutti i centri della provincia di Campobasso, ma anche da Isernia e Venafro che rischiano di rimanere a piedi una volta arrivati nel capoluogo, di non poter raggiungere la scuola, il posto di lavoro o l’ospedale.

Il taglio di questo servizio essenziale inoltre preoccupa la Cgil che ha chiesto interventi strutturali per il trasporto pubblico su gomma perchè “saranno solo colpite le fasce più deboli della cittadinanza”.