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Terremoto, psicologi molisani tra gli sfollati. Chiesta collaborazione alla Protezione Civile

Gli psicologi molisani si mettono a disposizione dei tanti sfollati, e più in generale dei cittadini residenti nei centri colpiti dal sisma del 14 e 16 agosto, per portare loro un po’ di benessere e sollievo mentale. In una nota di oggi, martedì 21 agosto, il Presidente dell’ordine dei psicologi regionale, il dottor Nicola Malorni, chiede ufficialmente al Direttore del Dipartimento regionale della Protezione Civile, Giuseppe Giarrusso,  la possibilità di collaborare con il resto dei soccorritori (vigili del fuoco, Anas, protezione civile e tecnici regionali), alla “costruzione di piani di intervento coordinati in occasione di eventi emergenziali che in questo momento riguardano in particolare il basso Molise”.  Una collaborazione che dovrebbe essere “anticipata da un incontro preliminare esplorativo circa le possibili modalità” con le quali avviare la collaborazione.

Un aiuto che potrebbe rivelarsi fondamentale anche per evitare episodi come quello capitato nella serata ieri, lunedì 20 agosto, ad Acquaviva Collecroce. Quando, subito dopo la scossa registrata alle 20.30, una signora di 51 anni si è lanciata dal balcone presa dalla paura.

Attualmente sono due gli psicologi che, volontariamente, stanno operando nella tendopoli allestita a Guglionesi. Un lavoro molto apprezzato da chi in questi giorni deve vivere fuori dalla propria abitazione e convivere con la paura che ogni nuova scossa provoca.

L’iniziativa dell’Ordine dei psicologi molisani è in continuità con quanto il rispettivo Consiglio regionale ha deliberato nella seduta del 22 dicembre del 2017 ossia:  l’istituzione di uno specifico Gruppo di lavoro sulla tematica della Psicologia dell’Emergenza con l’obiettivo di interloquire e collaborare con tutti gli Enti competenti all’intervento in caso di “calamità naturali, disastri ecologici, sanitari, sociali  o gravi incidenti stradali o sul lavoro, atti delinquenziali di violenza con persone scomparse, rapite, torturate, conflitti fra stati o etnie”,  al fine di costruire “azioni sinergiche e concertate, connotate dal rispetto delle best practice a tutela del benessere psicologico  dell’utenza”.