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Tentato omicidio, “i due giovani devono stare in carcere”. La Procura presenta ricorso

Il sostituto procuratore ha presentato ricorso contro la decisione del giudice di mandare ai domiciliari i due ragazzi accusati di aver accoltellato il geometra di Riccia e arrestati dai Carabinieri. Per la Procura era un tentato omicidio e c'è la premeditazione.

È scontro aperto fra la Procura di Campobasso e l’Ufficio gip.

Il procuratore Francesco Santosuosso ha infatti depositato un ricorso al Tribunale delle Libertà contro il decreto del giudice per le indagini preliminari che ha concesso i domiciliari ai due indagati per l’accoltellamento di Riccia ai danni del geometra comunale. Fatto, derubricato poi in lesioni aggravate rispetto alle quali lo stesso gip ha cassato anche  l’ipotesi della premeditazione.

Per il sostituto procuratore le cose invece non sono andate così: c’è il tentato omicidio e c’è la premeditazione. Probabilmente, quest’ultima,  rilevata proprio dalla presenza del coltello tirato fuori durante la lite avvenuta all’alba dello scorso 5 agosto e che è stato poi utilizzato per colpire il tecnico del comune di Riccia almeno da uno dei due indagati.

La coppia di presunti colpevoli sul fatto naturalmente ha fornito versioni diverse. O meglio, il giovane 25enne di Campobasso che sin da subito è stato rinchiuso in carcere ha detto anche al Gip di non aver mai partecipato alla lite ma di avere invece soltanto provato a dividere i due: l’amico suo conoscente (il 24enne del posto recluso in ospedale) e la vittima (36enne di Riccia, geometra dell’ufficio tecnico). Ma colpito anche lui da calci e pugni ha chiesto egli stesso l’intervento dei carabinieri.

Non ha parlato ancora invece il 24enne che sin dal momento dell’arresto è stato ricoverato al Cardarelli a causa di un malore dovuto – ha spiegato il suo avvocato difensore Nicolino Cristofaro – “ad una cardiopatia certificata”.

Convalidati gli arresti, il giovane – per mezzo del suo difensore – si è riservato di rispondere alla domande del gip non appena starà meglio.

Gli avvocati Giuseppe Fazio e Assunta Sulmona che difendono il giovane di Campobasso, finito ai domiciliari già subito dopo l’udienza di convalida che si è tenuta in carcere, hanno spiegato di non avere alcuna preoccupazione rispetto a questa scelta della procura di ricorrere avverso al provvedimento del Gip.

“E’ previsto dalla legge e quindi se un’autorità inquirente ritiene di dover fare certi passaggi è giusto che li faccia. Certo è che noi daremo battaglia anche in quella sede. Perché la posizione del nostro assistito – hanno dichiarato i due legali – è chiara e inequivocabile: lui con l’aggressione non c’entra se non in qualità di soccorritore e di paciere che stava anche per rimetterci la penne”. L’udienza è stata fissata il 19 settembre prossimo.