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Serbatoi idrici ai raggi X: quello di Montecilfone sarà demolito. Interdetto anche il Municipio

La torre di Montecilfone danneggiata dalle scosse: la Regione la demolirà dopo l'ordinanza del sindaco che ha interdetto al pubblico anche il Municipio. Lunedì una commissione di esperti sarà a Guglionesi e Palata per studiare i vecchi serbatoi dell'acqua che hanno bisogno di una manutenzione non più rinviabile.

Il serbatoio comunale di Montecilfone sarà abbattuto.

Lo ha fatto sapere il presidente della Regione Molise, Donato Toma a seguito del ricevimento di una ordinanza firmata dal primo cittadino del piccolo comune dell’epicentro sismico, Franco Pallotta il quale ha intimato alla Regione la demolizione del manufatto di via IV Novembre. La struttura dovrebbe sparire entro 30 giorni a partire dalla notifica del provvedimento che è arrivato questa mattina sulla scrivania del governatore nel suo ufficio di via Genova.

Non solo: l’ordinanza è rivolta anche alla società Molise Acque che gestisce il serbatoio “affinché ponga in essere tutti gli accorgimenti necessari per assicurare il flusso idrico nella condotta cittadina” come ha scritto Pallotta.

 

Il sindaco era apparso da subito molto determinato affinché si procedesse alla demolizione della torre sconsigliandone la messa in sicurezza.

I danni riportati dalle scosse sismiche del 14 agosto (di magnitudo 4.6) è del 16 agosto (magnitudo 5.1) hanno reso la struttura pericolosissima. Tanto che, dopo un primo sopralluogo da parte dei vigili del fuoco – era il 18 agosto – Pallotta aveva emesso una prima ordinanza per disporre lo sgombero immediato delle abitazioni vicine al serbatoio svuotato della metà del suo contenuto così come suggerito dai pompieri.

Ma c’è voluta la relazione dell’architetto Giovanni Di Iorio per convincerlo definitivamente a intimare alla Regione, proprietaria del manufatto, la demolizione.

“Lo faremo abbattere – queste le parole di Donato Toma – non mi metto a discutere con i sindaci, se Pallotta ritiene che non ci siano altre strade vuol dire che ha valutato anche le conseguenze. Noi eseguiamo”.

Soddisfatto della risposta ottenuta il primo cittadino di Montecilfone: “Quel serbatoio è una scorta di acqua, se non ci saranno carenze idriche a livello dell’acquedotto nel ramo sinistro non ne sentiremo la mancanza. Ad ogni modo ritengo che una vasca interrata, di capacità anche inferiore a quella del serbatoio, sarà meglio realizzarla per ogni evenienza”.

L’operazione dovrebbe essere a carico della Regione o, al limite, dell’ente che gestisce il flusso idrico, cioè Molise Acque. “E’ escluso che i costi ricadranno sul Comune” questo ha spiegato Pallotta.

serbatoio acqua montecilfone

MUNICIPIO INTERDETTO: FUNZIONI TRASFERITE NELLA SCUOLA ANTISISMICA

A proposito di Municipio la situazione è complicata anche qui visto che lo stesso non potrà essere più utilizzato come edificio di interesse strategico. Il sindaco lo ha interdetto al pubblico e trasferito tutto nella scuola elementare di via Roma, una struttura recentemente ristrutturata e interessata da importanti adeguamenti strutturali.

La sede comunale declassata potrà essere ancora utilizzata ma solo in parte: il piano terra e il primo piano fungeranno da archivio della documentazione tecnica e amministrativa mentre il piano interrato sarà destinato a magazzino.

ACQUEDOTTI DI GUGLIONESI E PALATA A RISCHIO: SERVE MANUTENZIONE

E se a Montecilfone quello del serbatoio comunale è una vera e propria emergenza, negli altri centri del nuovo cratere sismico molisano si potrebbero replicare situazioni simili, sebbene al momento non ci siano elementi significativi per poter gridare l’allarme. Però, come hanno riscontrato le prime ispezioni dei vigili del fuoco effettuate, per esempio, a Guglionesi, così come a Palata, gli acquedotti in questi casi di proprietà del Comune presentano un bisogno urgente di manutenzione straordinaria con problemi e criticità soprattutto per quanto riguarda infiltrazioni e piccoli cedimenti antecedenti alle scosse sismiche che ora non sono più rinviabili

E’ per queste ragioni che lunedì prossimo una commissione di tecnici e ingegneri esperti in questo tipo di edificio, che risale a circa 50 anni fa, sarà in Molise, nei luoghi del terremoto, per prendere visione delle strutture e valutare eventuali interventi da effettuare con la massima urgenza.

Non si escludono disagi idrici per la popolazione che però, auspicano i sindaci, dovrebbero essere risolti in poche ore.