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Sequestrato il motorino che ha investito Cristian, sotto choc l’amico. Possibile l’autopsia sul 16enne foto

Sarà il Tribunale per i Minorenni di Campobasso, organismo competente sul caso, a decidere probabilmente entro la giornata del 14 agosto se effettuare o meno l’autopsia sul corpo di Cristian Zara.

16 anni ancora da compiere, è stato investito nella notte tra domenica e lunedì, intorno all’una e 30, sulla Ripaltina, cioè all’ingresso del centro abitato, dal motorino guidato dall’amico di sempre. Una dinamica ancora tutta da chiarire, che tuttavia sembrerebbe – dalle primissime ricostruzioni –  riconducibile a una tragica fatalità, innescata da uno scherzo.

Il conducente dello scooter, ancora più piccolo della vittima, è sotto choc da quando ha visto l’amico riverso a terra, dopo essere stato urtato dal motorino. Secondo i primi accertamenti la causa della morte sarebbe un trauma cranico. Cristian è caduto battendo la testa. L’ispezione cadaverica, che si è svolta questa mattina  nell’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove la salma è stata portata la notte stessa, ha confermato il trauma cranico e la possibile emorragia cerebrale.

La dottoressa Rossana Venditti, che sta seguendo il caso per il Tribunale dei Minorenni, potrebbe disporre entro domani l’esame autoptico, alla presenza quindi anche dei periti di parte. Un accertamento irripetibile ipoteticamente fondamentale, seppure straziante per la famiglia, in possibili strascichi giudiziari di una vicenda che ha scosso profondamente la piccola comunità di San Felice del Molise e che configura una duplice tragedia. Quella di Cristian e della sua famiglia e quella dell’amico, che involontariamente e prima di darsi la buonanotte è stato suo malgrado protagonista di un evento atroce.

Il ragazzo è ancora sconvolto, e si aspetterà che possa sentirsi meglio per avere la sua versione. È stato lui a dare l’allarme, a chiamare i soccorsi che sono arrivati con una corsa disperata da Castelmauro, la postazione medica più vicina, ma che si sono rivelati inutili perché quando il medico ha provato a rianimare il giovane steso sull’asfalto non c’era già più nulla da fare.

Intanto il motorino è stato sequestrato ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Anche sul veicolo verranno eseguiti accertamenti tecnici. I carabinieri di Montefalcone, che procedono su delega del Tribunale coordinati dal luogotenente Di Caterino, hanno cercato eventuali testimoni in grado di chiarire la dinamica. Ma a quell’ora, l’una e trenta di notte, in un tratto di strada che separa la Provinciale che collega San Felice a Montefalcone dal centro abitato del paese, non c’era nessuno.