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Scuola, in ruolo solo 83 insegnanti. Flc Cgil: “Beffa per i precari, 100 posti non assegnati”

Ci sono 83 insegnanti molisani che hanno conquistato l’agognata cattedra, l’agognato incarico a tempo indeterminato: 48 tra infanzia e primaria, e 35 tra scuola secondaria di primo e secondo grado. Nomine assegnate alla fine delle operazioni di immissione in ruolo del personale docente in Molise. Nonostante “le attività si sono svolte con celerità e trasparenza, grazie all’ottimo lavoro organizzato dagli Ambiti Territoriali di Campobasso ed Isernia”, la Flc Cgil vede il bicchiere mezzo vuoto. “Il numero delle nomine in ruolo effettuate – il bilancio tracciato dal segretario Pino La Fratta – è di gran lunga inferiore al contingente attribuito da Ministero dell’Istruzione: oltre 100 posti disponibili per le scuole secondarie di I e II grado non sono stati attribuiti per assenza di graduatorie. Una vera e propria beffa per i tanti precari che pure avevano svolto l’ultimo concorso riservato agli abilitati: molti di loro non sono stati assunti perché gli Uffici scolastici regionali che hanno gestito le procedure concorsuali (tra gli altri Campania, Puglia, Sicilia) non hanno ancora pubblicato le graduatorie da utilizzare per le operazioni”.

I precari ‘esclusi’ possono solo sperare che il loro nome compaia nelle graduatorie che dovranno essere pubblicate entro il 31 agosto. La Flc Cgil inizierà dunque a sollecitare il Ministero su questo fronte: “Molti lavoratori vedranno svanire la possibilità di essere immessi già da questo anno scolastico, prolungando (loro malgrado) il loro stato di precarietà. In tal caso, sarebbe necessario disporre almeno delle nomine giuridiche per il personale interessato: ci muoveremo in tal senso sollecitando il Miur, vero responsabile dell’ennesimo pasticcio, tra l’altro largamente prevedibile visti i ritardi nei tempi in cui si è svolto il concorso”.

Ultima riflessione del sindacato sui neo assunti: “Pochi sono stati i giovani, molti quelli che hanno raggiunto l’ambito traguardo dopo decine di anni di precariato. Sintomatica, in tal senso, è stata la nomina in ruolo di un docente che ha raggiunto l’agognato incarico all’età di 62 anni. Si tratta delle conseguenze di un sistema di reclutamento ingiusto e farraginoso, che costringe da decenni i lavoratori della scuola a lavorare senza certezze, a cambiare decine di sedi, in dispregio alla propria professionalità ed alla continuità didattica”.

Fatte le nomine, il pensiero ora è per i tanti docenti molisani “che in seguito all’assurdo piano di reclutamento della legge 107 hanno conseguito negli anni scorsi il ruolo altrove, ed ora sperano di avvicinarsi a casa: sono circa 200 gli insegnanti che hanno presentato domanda di assegnazione provvisoria, e che ora sperano d avvicinarsi a casa. Lo ripetiamo da tempo: è necessario – insiste La Fratta – risolvere in maniera definitiva questo problema stabilizzando gli organici, in modo da venir meno la farsa della distinzione tra organico di diritto e di fatto. E’ tempo di dare risposte a questi lavoratori, che da anni contribuiscono a garantire il funzionamento delle nostre scuole”.