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Rapinò la farmacia di via Calabria, condannato a 4 anni

Mario Moffa, 26 anni, di Ripalimosani, fu arrestato dagli agenti della squadra mobile qualche ora dopo il colpo avvenuto il 13 maggio scorso con modalità singolari. Determinanti per le indagini sono state le testimonianze dei cittadini

Il 13 maggio scorso la rapina alla farmacia di via Calabria.

Volto coperto da un passamontagna e un coltello con una lama di 25 centimetri contro la dottoressa, Mario Moffa, tossicodipendente di 26 anni eseguì in pochi minuti il colpo che gli fruttò 500 euro.

Fu arrestato poco dopo nonostante la fuga e il tentativo di depistare la Polizia che era sulle sue tracce. Anzi, gli agenti in realtà lo seguivano dal colpo effettuato più o meno con le stesse modalità qualche giorno prima all’Automobil club di via Piave.

Ora Mario Moffa è stato condannato: 4 anni di reclusione e mille euro di multa.

rapinatore via Calabria

Nella farmacia di via Calabria il 26enne si era recato la prima volta con un amico, così come ripreso dalle videocamere di sorveglianza poste all’ingresso e all’interno del locale. Avevano chiesto siringhe e aghi, ma non avevano nemmeno i soldi a sufficienza per pagarli. “Questi vogliono arricchirsi con noi, gliela faremo pagare”, le parole che ha pronunciato l’amico.

Nel giro di pochi secondi lui salta sul bancone mentre la dottoressa si dà alla fuga e inizia ad urlare per attirare l’attenzione dei residenti nei palazzi vicini.

Fuori dalla farmacia una sorta di inseguimento: il rapinatore prova a investire la farmacista. E lei memorizza un numero di targa che sarà utile alla svolta.

I poliziotti si appostano vicino all’abitazione del giovane, in una contrada di Ripalimosani. Lo aspettano fino a quando non rientra a piedi, senza lo scooter dunque, abbandonato in aperta campagna, a qualche metro dalla casa. Dove lui arriva facendo finta di nulla e anche quando la Polizia lo dichiara in arresto lui reagisce con rabbia. Poi durante il tragitto in Questura, dice agli agenti: “Non ho fatto nulla in farmacia, anzi portatemi dalla farmacista che mi conosce e sa che sono un bravo ragazzo”. Una mezza confessione, di certo una conferma per la Polizia. E probabilmente anche per i giudici che hanno firmato la condanna a 4 anni di reclusione.

 

C.Enne