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Raddoppio ferroviario, Di Lucente contro barriere antirumore in città: “Trovare soluzioni alternative”

Il Consigliere regionale Andrea Di Lucente si scaglia contro la realizzazione di barriere antirumore, nel percorso ferroviario di attraversamento della città di Termoli, collegata all’intervento di raddoppio della tratta ‘Termoli –Lesina’ lungo la linea ‘Pescara –Bari’.

Una contrarietà che viene messa nera su bianco su un ordine del giorno presentato in sede di Consiglio regionale nel quale Di Lucente chiede al Presidente Toma e alla Giunta regionale “di attivare tutte le iniziative necessarie per impedire la realizzazione delle barriere antirumore a cui fa riferimento l’ordine del giorno promuovendo e contribuendo alla ricerca di soluzioni alternative, aprendo ad una revisione complessiva dello sviluppo della costa adriatica molisana”.

Per il Consigliere regionale in quota ‘Popolari per l’Italia’, la costruzione delle barriere antirumore va contro la vocazione turistica della città e avrà un importante impatto ambientale. “Un serpentone di barriere antirumore, che si snoda per una lunghezza complessiva di quasi 12 chilometri, tra altezze che variano dai 2 ai 7,5 metri, spezzando di fatto il tessuto urbanistico e socio-economico cittadino, non può di per sé non destare qualche perplessità. Nel momento in cui tale intervento viene contestualizzato all’interno di una realtà socio-economica incentrata su un’offerta turistica che ha il suo punto di forza proprio nella qualità del contesto socio-ambientale, la perplessità diviene inesorabilmente preoccupazione” spiega Di Lucente.

Inoltre, sottolinea il Consigliere regionale, “per già ben due volte il progetto era stato valutato negativamente, diciamo più semplicemente bocciato, dalla Commissione Speciale di Valutazione di Impatto Ambientale e, sembrerebbe, sia stato successivamente approvato grazie ad un artificio, apparentemente banale, consistente nell’aver spezzato in due il progetto originario; in merito a quest’ultima questione credo sia atto dovuto accertarne la veridicità da parte degli organismi di controllo preposti”. Motivi per quali “Toma e la Giunta regionale debbono trovare soluzioni alternative al progetto”. L’ordine del giorno è stata firmata anche dal resto della maggioranza consiliare e dal rappresentante del Gruppo misto.