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Prova a strappare bimbo dalle braccia di una donna, Polizia indaga sul caos al Terminal

Sono ancora in corso le indagini per ricostruire quanto avvenuto ieri pomeriggio, 10 agosto, al Terminal degli autobus di Campobasso, dove una nigeriana 28enne ha strattonato una donna italiana, mamma di un bambino africano di 3 anni adottato. La straniera deve rispondere di violenza privata.

Perché ha afferrato per il braccio quel bimbo di 3 anni adottato da una donna italiana? E per quale motivo alla mamma ha detto “quello non è tuo figlio”? E’ quello che sta cercando di capire la Polizia dopo l’episodio avvenuto ieri pomeriggio, 10 agosto, al Terminal degli autobus di Campobasso.

Sembrava quello che tecnicamente viene definita ‘una sottrazione di minore’, come emerso dai racconti di alcuni testimoni e dalle prime frammentarie indiscrezioni trapelate da via Tiberio riportati poi dagli organi di informazione.

Questa mattina la questura ha diramato un comunicato ufficiale per fornire la versione ufficiale di quanto accaduto, con gli agenti della Squadra Volante intervenuti nella stazione dei pullman di via Vico.

Qui una donna 28enne di origini africane “con atteggiamento arrogante”, si legge nel comunicato, si era avvicinata ad una donna italiana che portava in braccio un bambino di colore, regolarmente adottato. Non si sa cosa sia scattato nella testa della giovane straniera. Ma ad un certo punto, pare senza alcun motivo, ha tirato il bimbo per il braccio, dicendo alla mamma: “Quello non è tuo figlio”. A quel punto, la mamma del bimbo, spaventata, si è allontanata velocemente chiedendo l’intervento della Polizia. Poi, guardandosi intorno smarrita e non sapendo a chi chiedere aiuto in quegli attimi di concitazione e di agitazione, ha preso il telefono e allertato al 113.

Quando i poliziotti sono arrivati al Terminal, hanno individuato immediatamente la nigeriana che aveva preso per il braccio il piccolo. In quel momento, era in compagnia di una donna e un uomo, anche loro originari della Nigeria. I tre sono stati accompagnati in Questura per ulteriori accertamenti: sono stati tutti identificati e sono risultati tutti regolarmente presenti in Italia.

Ma la svolta c’è stata quando in via Tiberio è arrivata la madre del bambino che ha riconosciuto la giovane nigeriana che l’aveva spaventata e infastidita. La signora ha deciso di denunciarla. La 28enne dovrà rispondere del reato di violenza privata, ma sono ancora in corso le indagini della Polizia per andare a fondo alla vicenda.