Pomodori, amore e fatica: il ‘mito’ della salsa non muore mai e conquista le nuove generazioni fotogallery

E' questo il periodo in cui in tante abitazioni del Molise si prepara la 'salsa', una tradizione che cerca di resistere nel tempo e alla modernità. Riscoperta dalle giovani generazioni e da chi è più attento ad una sana alimentazione, piace anche agli amanti di stili di vita più lenti e a contatto con la natura.

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Conserve di pomodoro sugli scaffali dei supermercati ce ne sono tante. Differenti per gusto e adatte ad ogni tipologia di portafoglio. Ma per molti molisani acquistare un prodotto del genere è quasi un oltraggio. Perché per molti realizzare la ‘salsa’ in casa è obbligatorio, quasi come fare il presepe a Natale, e probabilmente si può considerare uno dei rituali di avvicinamento all’inverno.

San Basso 2018

Giardini o garage o finanche la cucina di casa vengono trasformati proprio in questo periodo dell’anno in piccoli laboratori del gusto: qui vengono portate le cassette di pomodori profumati (solitamente acquistati dal contadino di fiducia) che poi diventano la ‘salsa’. Un lavoro che comincia all’alba quando, dopo aver acceso il fuoco, i pomodori vengono lavati (almeno due volte), tagliati e messi in un pentolone di rame.

salsa

Dopo la cottura, sono ‘passati’, ossia privati di bucce, semi e altri residui. Un’operazione che oggi si compie con un’apposita macchina elettrica, ma che in passato era fatta a mano. Infine, le bottiglie vengono riempite di salsa e chiuse con l’apposito tappo, poste nel cosiddetto fusto riempito di acqua calda dove devono bollire per alcune ore. Decine di bottiglie che poi vengono riposte in cantine e consumate durante l’inverno.

Passaggi imparati ‘a memoria’ e trasmessi oralmente dai padri ai figli dopo che a loro volta avevano ricevuto gli insegnamenti dalle loro mamme. Una tradizione che sembra quasi una festa che riunisce tutta la famiglia, arricchita dai profumi del pomodoro fresco e del basilico e che si conclude con una spaghettata: la pasta viene condita con la salsa appena realizzata.

Salsa

C’era pure una sorta di rito propiziatorio ad accompagnare questa usanza: quando una persona entrava nella in un posto in cui si stava preparando la salsa, diceva in segno di augurio “Sante Martine!”. A loro volta i proprietari dell’abitazione rispondevano: “Benvenuto”.

Anche se i ritmi sono sempre più veloci e il lavoro occupa gran parte delle nostre vite, è una tradizione che cerca di resistere nel tempo e alla modernità, che perdura soprattutto nei paesi molisani piuttosto che a Campobasso. Le giovani generazioni e chi è più attento ad una sala alimentazione la stanno riscoprendo, ma piace anche agli amanti di stili di vita più lenti e a contatto con la natura. Dunque, la ‘salsa’ sta diventando irrinunciabile, non solo per un fatto di gusto e di consuetudini antiche.

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