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Pino e i prosciutti che hanno conquistato Borghese: “Tutti vogliono vedere la sala dei lampadari”

L’agriturismo di Cercemaggiore che ha partecipato alla famosa trasmissione tv “I 4 ristoranti” ha trovato grande riscontro in termini di prenotazioni e curiosità. “Da noi vengono in tanti e la prima cosa che chiedono: la sala dei lampadari”. Ma l'azienda agricola è diventata anche una fattoria didattica.

La Ginestra di Cercemaggiore, a soli 15 chilometri da Campobasso rappresenta uno dei tanti piccoli gioielli nascosti tra i paesaggi misconosciuti e bellissimi del Molise.

In quest’oasi accogliente capti sin da subito semplicità, raffinatezza ed il calore di un’ospitalità sincera.

Avvertita questa prima emozione, nel chiacchierare con Pino, titolare dell’agriturismo, capisci poi che qui, in questo lembo di terra ad un passo dal traffico di Campobasso e ad un altro da Altilia, dall’oasi di Giuardiargia, dalla magia del Matese e persino dalla vivacità del mare, potrebbe essere allestito un laboratorio. Una sorta di fabbrica della ristorazione. Perché Pino le ha ingegnate tutte. Assieme alla famiglia ha valorizzato ogni pezzettino della sua terra, ogni prodotto che questa gli dona giorno per giorno e non c’è sbavatura che vada rivista. Quaranta ettari di terreno trasformati in un percorso benessere. Un’azienda agricola diventata fattoria didattica. Un’antica segheria (“Mio padre ha iniziato lavorando il legno e il ferro” ci svela) trasformata in un diamante della cucina locale.

Fattoria didattica Pino la Ginestra

Lo diciamo noi. Ma lo dice anche Alessandro Borghese.

Pino con la sua “Ginestra” ha partecipato infatti alla famosa trasmissione “I 4 ristoranti”. E Borghese – con il quale ha mantenuto “un buon rapporto di amicizia” racconta Pino – ancora oggi lo chiama per sapere dei suoi prosciutti nella ormai famosa “sala dei lampadari”. Che lui, il giovane imprenditore, ci fa subito vedere con l’orgoglio di chi sa di avere qualcosa di più unico che raro. Entrare in questa stanza, volgere lo sguardo al cielo significa riempirsi la bocca di acquolina. I prosciutti sono grandi, magri, chiamano ad un morso con tanto di pane appena sfornato. E c’è la gara a chi riesce ad accaparrarsene uno. Ma Pino dice: “Sono prodotti che arrivano dalla nostra azienda e che io voglio garantire alla mia clientela che qui viene per mangiare bene e trascorrere del tempo in mezzo all’aria pulita e lontano dallo stress”.

E alla Ginestra di stress e contaminazioni di altro genere non ne trovi. Tant’è che le stanze ognuna delle quali racconta una storia attraverso una ricercata cura nel dettaglio, sono tutte occupate fino alla fine del mese.

“Abbiamo avuto tante prenotazioni, soprattutto dopo la trasmissione – dice – e molti arrivano dal Nord: Trieste, Torino, Milano ma anche Roma e Napoli. Poi ci sono le comitive di stranieri, a breve per esempio avrò 15 ospiti al Brasile”.

La Ginestra è circondato da alberi, frutteti dirimpetto ad una vallata incontaminata. C’è un edificio che Pino punta a trasformare in area wellness dove “voglio realizzare spazi per bagni di fieno ma soprattutto di Tintillia”. Già, bagni di Tintillia, novità assoluta del panorama ma che la genialità di Pino ha già cavalcato e segnato come prossimo traguardo.

Nel frattempo in cucina si produce di tutto e di più. Affettati locali, pane casereccio e pasta pure. Formaggi, carni tutto prodotto a casa sua. Verdure dell’orto e una ricerca di materie prime di qualità. Poi, tutto il resto che correda i piatti realizzati da mani sapienti e meticolose è soltanto molisano. Qui si assaggia il Molise, lo si avverte nei profumi e lo si vede nella bellezza del paesaggio.
Non è un hotel, non è un relais, non è un normale agriturismo ma è… La Ginestra.

Svegliarsi al mattino baciati dal sole e abbracciati dal verde di questo bel Molise… Sedersi in questi locali saggiamente arredati a tema pur conservando le antiche strutture… Un retreat immerso nelle colline che ci riporta ai ritmi di un passato dimenticato.