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“Moduli non idonei e vincolo turistico”: per i 5Stelle si può revocare l’atto che trasforma l’Aljope in centro migranti foto

I pentastellati, che hanno raccolto 600 firme contro la riconversione dell'ex hotel a 4 stelle in centro migranti, chiedono all'attuale sindaco Bellotti di revocare la determina comunale che autorizza la struttura a ospitare minori stranieri e illustrano i punti deboli dell'iter

La riconversione dell’ex hotel Aljope in una comunità alloggio per minori stranieri non accompagnati è, secondo il Movimento 5 Stelle di Guglionesi, una situazione che si può ancora evitare. Malgrado la struttura sia in procinto di accogliere gli ospiti (trenta in tutto) dopo l’autorizzazione ottenuta direttamente dal ministero dell’Interno in forza di un progetto di accoglienza presentato lo scorso anno, esiste una strada percorribile finalizzata a scongiurare, in extremis, la trasformazione dell’albergo fallito e finito all’asta. I pentastellati la illustrano in un documento facendo presente soprattutto due fattori: la mancata idoneità dei tre piani rispetto al regolamento che stabilisce come ogni piano debba essere un modulo attrezzato per vitto e alloggio (e l’Aljope, dicono, non è così) e il vincolo turistico-alberghiero che grava sull’Aljope fin dalla sua primissima autorizzazione.

Per il 5 Stelle, che nello scorso fine settimana ha raccolto anche firme tra la popolazione, il sindaco può revocare l’autorizzazione concessa dallo Sportello Unico alle Attività Produttive del Comune nello scorso gennaio, sotto l’amministrazione dell’ex primo cittadino Leo Antonacci. “Il sindaco attuale Mario Bellotti può revocarla. Qualora non se la sentisse da solo, come Movimento 5 Stelle siamo disposti a votare tale atto anche in sede di Consiglio Comunale urgente. Quasi l’intera popolazione guglionesana lo chiede (così come dimostrano le oltre seicento firme raccolte in un solo giorno) ed i Rappresentanti eletti devono degnamente rappresentarla e tutelarla”.

Il Movimento, che in Consiglio comunale vede la presenza di Giuliana Senese, consigliere di minoranza e presidente dell’assemblea, ricostruisce la vicenda dell’Aljope e dei passaggi che l’hanno portato a diventare, come Primonumero ha documentato, una comunità alloggio per minori stranieri non accompagnati.

“E’ certo che il Comune di Guglionesi, lavorando a pieno ritmo durante le festività natalizie (giacché è certo che la domanda di autorizzazione è stata presentata a fine novembre e precisamente in data 22/11/2017 e successivamente integrata a dicembre), con determinazione del responsabile del SUAP n. 1 del 08/01/2018 (successivamente modificata con ulteriori due determinazioni la n. 2 del 12/01/2018 e la n. 4 del 21/02/2018) autorizzava la LIVING GROUP S.r.l.s. al funzionamento della struttura destinata a comunità alloggio per minori, denominata l’Archè, presso l’hotel Aljope. Ed è probabile, se non certo, che questa autorizzazione non poteva avvenire all’insaputa del sindaco e degli allora amministratori”.

 

Il Comune – proseguono i pentastellati – “ai sensi della normativa in vigore, ha il compito di verificare i requisiti prescritti per l’accreditamento delle strutture, così come è certo che in data 05/01/2018 il responsabile del SUAP ha convocato apposita conferenza di servizi propedeutica all’autorizzazione al funzionamento della struttura con lo scopo preciso di verificare i requisiti della struttura stessa. E’ probabile (se non certo) che tra tali requisiti rientrino anche quelli relativi alla sicurezza ed alla eventuale certificazione antincendio e certamente per tale fine il responsabile tecnico del Comune di Guglionesi in data 04/01/2018 ha interessato il Comando Provinciale dei VV.FF. per avere un “parere in merito alla documentazione presentata dalla società Living Group ed a firma dell’ing. Michele Gianico… rispetto alla nuova funzione/attività che dev’essere svolta”. È probabile che a tale nota ed alle successive (posteriori anche all’autorizzazione comunale) il Comando Provinciale dei VV.FF. non abbia mai risposto. E qui è possibile e lecito chiedersi per la prima volta se l’autorizzazione, senza il rilascio di tale parere, potesse essere concessa da parte del SUAP”.

 

 

L’accreditamento regionale propedeutico al funzionamento delle strutture è regolato dalla Legge Regionale 6 Maggio 2014 n. 13 “Riordino del sistema integrato degli interventi e servizi sociali” ed ancor più nel dettaglio dal Regolamento di attuazione n. 1/2015 della suddetta legge. “È certo che le caratteristiche strutturali (termine usato nel regolamento) che deve avere la comunità alloggio per minori sono fissate all’art. 30 del Regolamento ed è certo che già la struttura Regionale preposta all’accreditamento faceva notare con nota indirizzata all’allora Sindaco del Comune di Guglionesi (che dice di non sapere) che “il Regolamento Regionale all’art. 26 comma 9, pur prevedendo la possibilità di autorizzazione in forma modulare, precisa che gli stessi debbano essere divisi, identificabili e accessibili in maniera autonoma e separata, significando pertanto che ogni modulo oltre ad essere identificato, dovrà avere una propria ricettività”.

 

E allora perché, domandano i 5 Stelle, il Suap ha attestato l’idoneità della struttura ai requisiti richiesti dal Regolamento Regionale? Come ha potuto farlo se manca una cucina per ogni modulo? Se “nei vari moduli, ad eccezione di quello al piano terra, manca ad esempio il locale adibito a dispensa e cucina non inferiore a 15 mq?”.

 

“Forse perché – continua il documento  – l’arch. Fabrizio Tedeschi, tecnico sottoscrittore della relazione tecnica per il rilascio dell’autorizzazione da parte del SUAP, dichiarava nella sua relazione che “su ogni piano sono presenti (… omissis…) n. 1 locale cucina, ma come indicato in una direttiva Regione Molise (senza specificarne alcuna – n.d.r.), che si allega alla presente (ma che di fatto non risulta allegata – n.d.r.) nel caso ci sia disponibilità di un adeguato locale cucina unico, questo può essere utilizzato per tutti i moduli e nel nostro caso ciò è possibile”? Ma né la Legge n. 13/2014, né il Regolamento n. 1/2015, unici due atti vigenti dopo il riordino del sistema, prevedono possibilità di deroga alla presenza della cucina su ogni modulo. E qui è possibile e lecito chiedersi nuovamente se, senza il rispetto delle caratteristiche strutturali richieste (così come sembrerebbe), l’autorizzazione potesse essere concessa dal SUAP”.

 

Altro punto cruciale che si potrebbe far valere per evitare la riconversione dell’ex hotel a 4 stelle è il vincolo di realizzazione. “Perché il SUAP non ha tenuto conto del vincolo di realizzazione di complesso turistico alberghiero che l’allora amministrazione D’Anselmo con deliberazioni n. 121 del 22/12/1979 e n. 152 del 6/12/1980 aveva imposto per la concessione del diritto di superficie su cui sorge l’Aljope?”.

 

 

“Riteniamo pertanto – concludono  – che ai sensi dell’art. 23 del Regolamento n. 1/2015 ci siano gli estremi per sospendere o revocare l’autorizzazione concessa da parte del Comune. Il Sindaco può farlo. Qualora non se la sentisse da solo come Movimento 5 Stelle siamo disposti a votare tale atto anche in sede di Consiglio Comunale urgente. Quasi l’intera popolazione guglionesana lo chiede (così come dimostrano le oltre seicento firme raccolte in un solo giorno) ed i Rappresentanti eletti devono degnamente rappresentarla e tutelarla”.