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Esonda il Sinarca: 60 centimetri di acqua e mezzi bloccati. L’elenco delle strade chiuse fotogallery

Emergenza nei comuni dell'hinterland costiero per la violenza dell'acqua che ha causato allagamenti, trascinando cumuli di fango sulle strade e rendendo difficile e pericolosa la viabilità. A Tavenna, Mafalda e sulla fondovalle Sinarca le situazioni più critiche

Il maltempo che da tutto il giorno ha interessato il Basso Molise ha causato criticità sulle strade, soprattutto provinciali con la presenza di fango, detriti, foglie e anche esondazione parziale delle acque come il torrente Sinarca. Per questo, a causa della pericolosità, sono diverse le strade chiuse a causa del maltempo: la Sp. 13 tratto di collegamento tra Sp. 163 – Montenero di Bisaccia, la Sp. 51 Sinarca, zona Fornace, la Sp. da Guglionesi alla Fondo Valle del Biferno, Sp 128 Campomarino (Nuova Cliternia), Sp. 150 da Palata alla Fondo Valle del Biferno, Sp.161 Campomarino, Sp. 163 tratto Palata-Tavenna-Mafalda-Montenero di Bisaccia, Sp. 168 tratto Palata – Guglionesi – Montecilfone.

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La cronaca

La Fondovalle del Sinarca, una delle principali arterie di collegamento del Basso Molise, è letteralmente in ginocchio ed è stata chiusa con l’arrivo della Polizia Municipale di Termoli, che ha sbarrato l’accesso in entrambe le direzioni all’altezza del vecchio gasdotto, proprio dove un automezzo è in attesa di soccorsi essendo rimasto impantanato nell’acqua alta oltre mezzo metro. Anche la vecchia statale che porta a Petacciato dalla fornace è stata chiusa perchè completamente allagata e impraticabile.

L’asfalto ha ceduto in diversi punti e i guardrail sulle bretelle di collegamento alla stessa si sono abbassati di decine di centimetri, sprofondando nel terreno reso friabile dalla bomba d’acqua che si è abbattuta con violenza inaudita nella mattinata di oggi, 16 agosto. Le coltivazioni sono sommerse dalla pioggia abbondantissima che in meno di un’ora ha riempito la terra come un catino.

Intorno all’ora di pranzo, e nel primo pomeriggio, i trattori della Protezione civile e della Provincia di Campobasso hanno provato a liberare dai detriti e dai massi di diametro importante che si sono riversati sull’asfalto le carreggiate, ma si circola con grandissima difficoltà anche per la presenza di acqua che nei punti più a valle raggiunge i 30 centimetri di altezza. Qui il video.

Il torrente del Sinarca ha esondato sommergendo frutteti, campi di grano e molte delle coltivazioni che si trovano in una delle zone più fertili del Basso Molise.

E’ solo l’ultimo atto di un’emergenza iniziata questa mattina. La bomba d’acqua ha provocato disagi soprattutto alla circolazione delle strade del Basso Molise. Chiuse le strade a Nuova Cliternia, frazione di Campomarino. Ad avere la peggio sono state le strade interpoderali e quelle provinciali. Sulla strada provinciale 163 che da Castelmauro porta a Montenero, nel tratto tra Tavenna e Palata questa mattina il tratto è stato interrotto a causa del forte acquazzone ma nel pomeriggio è stato riaperto.  La situazione più grave si registra sulla 163 in direzione Mafalda da Tavenna dove la presenza di ciottoli, terra, detriti misti ad acqua e fango hanno reso complicato il viaggio per chi si è trovato in quei momenti a transitare sulla provinciale. Il forte temporale delle scorse ore ha causato l’invasione delle carreggiate. Qui il video. Intanto il sindaco di Tavenna Simone Spadanuda sta seguendo l’evoluzione in attesa dei mezzi sul posto con un intervento della Provincia per eliminare il fango.  Anche il Comune di Tavenna questa mattina si è allagato a causa del maltempo, mentre alcune contrade del paese sono rimaste senza corrente.

Anche negli altri paesi del Basso Molise la situazione non è delle migliori e sono tanti i disagi che si stanno registrando, con la fine dei temporali. “A Guglionesi è un disastro“, segnalano alcuni cittadini. La violenza dell’acqua ha fatto saltare diversi tombini. Scantinati di alcune abitazioni e parcheggi allagati, in particolare quelli delle Case Fiat dove le auto sono in mezzo all’acqua. Qui il video. Circolazione in tilt: in alcune strade l’acqua raggiunge i 20 centimetri. Uno scenario quasi catastrofico.

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Vento e pioggia hanno provocato pure la caduta di alcuni alberi nella zona dello zuccherificio. A Guglionesi i vigili del fuoco sono intervenuti per le rotoballe di paglia andate a fuoco, che per fortuna non hanno provocato feriti e danni.

Inoltre, elettricità a ‘singhiozzo’ e piccoli blackout a Guglionesi, Petacciato, San Martino in Pensilis e in alcune zone di Campomarino paese.  A Portocannone gli sbalzi di corrente hanno bruciato un paio di televisori. Problemi pure alle linee telefoniche. 

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Ettari di vigneti distrutti in contrada Zezza a Campomarino. La pioggia battente, mista a grandine, ha rovinato le tantissimi grappoli d’uva mettendo a rischio la prossima, e imminente, vendemmia. La strada provinciale 128 in contrada Ramittelli a Campomarino, è completamente invasa dall’acqua e dal fango per via dello straripamento di un vascone industriale adibito per l’irrigazione dei campi.

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Difficile la situazione nell’area Pip, la zona artigianale, che risulta essere allagata. Così come è allagata piazza Primo Maggio, a ridosso della pineta lungo via Garbaldi. Qui il video.

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In questa zona si segnalano anche diversi garage allagati e problemi alla rete fognaria. Diversi centimetri di acqua anche nel piazzale del parcheggio dello stadio “Dei Pini”, in via Madanna Grande, che risulta impraticabile per motivi di sicurezza. In questa area si sarebbe dovuta svolgere la prima giornata della “sagra dei fusilli”. Data sposata al 25 agosto, mentre per ora rimane fissata quella del 18 agosto.  Altre segnalazioni di allagamenti arrivano in particolare da via G. Di Vittorio.

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La Strada Provinciale 140 a San Martino in Pensilis è invasa da fango e detriti: un’automobile è rimasta impantanata nella melma fangosa all’altezza del convento in direzione Ururi, dove la visibilità è molto bassa. 

Il maltempo non solo ha reso necessario, ma ha pure complicato il lavoro delle squadre dei vigili del fuoco. Gli uomini del distaccamento di Termoli hanno richiesto il supporto di una squadra da Campobasso per gestire le numerose emergenze: oltre al maltempo, continuano i controlli dopo il terremoto della notte di martedì 14 agosto. Le verifiche statiche dei palazzi, come anche degli edifici, vengono portate avanti dagli uomini del 115 con sopralluoghi sul posto. Sono gli stessi cittadini a chiamare la sala operativa per avere riscontri ed essere sicuri di poter restare in casa nonostante le crepe affiorate sui muri dopo la violenta scossa di 4.6 gradi.

Spiaggia deserta

Nuvole e temporali anche a Termoli. Chi sperava di poter andare al mare, dopo aver perso la giornata di ferragosto, ha dovuto trovare alternative per trascorrere la giornata. Non solo sulla costa, ma anche all’interno e nelle zone di Campobasso: sul capoluogo come anche sul Basso Molise un brusco e violento temporale ha bagnato la mattinata, proprio come si preannunciava dal cielo scuro.

La spiaggia termolese era deserta, con gli ombrelloni chiusi e i turisti a spasso per la città, alla scoperta del borgo antico e del centro, tra negozi dove poter fare shopping a prezzi scontati e ristoranti e luoghi da scoprire. Modi alternativi di vivere la città con il maltempo in piena estate.

Le conseguenze

Il nubifragio odierno ha ancora una volta, e in maniera ancora più pesante, messo a nudo la fragilità del Molise, una regione che dal punto di vista idrogeologico soffre moltissimo e dove la mancanza di manutenzione sistematica è la principale responsabile del disastro puntualmente annunciato.

Danni importantissimi alla viabilità e all’agricoltura che dopo una stagione già complicata mettono letteralmente in ginocchio l’economia del territorio. Per gli automobilisti e le migliaia di persone che ogni giorno, per ragioni prevalentemente professionali, devono attraversare il Molise, una nuova mazzata con una serie di strade pericolose per la presenza di fango e detriti che ora resteranno chiuse per giorni. Ma ancora una volta sotto accusa sono l’assenza di bonifica, sono i canali ostruiti, le interpoderali e le provinciali costruite e rappezzate senza criterio.

Un disastro che è sotto gli occhi di tutti, principalmente delle istituzioni che ora sono chiamate a fare qualcosa di concreto perché mai come questa volta, tra terremoti, frane, smottamenti e crolli la regione mostra il suo volto più vulnerabile e pericoloso.