La paura non si placa, molti dormono in auto. Il sindaco cerca volontari: “Non lasciateci soli” foto

A Palata l’emergenza non è solo più quella della terra che, inesorabilmente, continua a tremare. La necessità primaria, ora, riguarda i volontari: "Ci servirebbero persone del luogo che aiutino nella tendopoli, anche in vista dell'attivazione del centro COM e qualcuno che pulisca il vecchio edificio scolastico, in disuso da anni, dove da settembre trasferiremo materna, elementari e medie". Le verifiche degli edifici continuano ed al momento risultano inagibili il municipio, la chiesa di San Rocco, la scalinata interna della caserma dei Carabinieri e le poste che riapriranno in un camper in attesa del trasferimento nello stabile dell'ex pretura.

A quasi una settimana dal sisma che ha colpito il Basso Molise, l’emergenza non è solo più quella della terra che, inesorabilmente, continua a tremare. A Palata, centro molisano con poco più di milleseicento abitanti, si cercano volontari del luogo che possano coadiuvare il lavoro delle associazioni presenti sul campo dal 16 agosto, giorno in cui il terremoto di magnitudo 5.1 ha messo in ginocchio un Molise già ferito dal maltempo e dal ricordo dell’evento sismico del 2002.

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Proprio il crescente timore di nuove scosse e la possibilità di altri danni, ha spinto il sindaco Michele Berchicci ad indire una riunione con i residenti dinanzi al Municipio nella serata di martedì 21 agosto: “Voglio che i miei concittadini si tranquillizzino e continuino a segnalare le situazioni di pericolo – ha esordito Berchicci davanti ad una trentina di palatesi riuniti – Abbiate pazienza, verificheremo tutti gli edifici dando priorità a quelli pubblici ed agli appartamenti dove risiedono anziani e bambini”.

Lo sciame che in queste ultime ore continua ad interessare la zona, incrementa la paura dei residenti che preferiscono dormire in tenda o in auto. Con il passare dei minuti l’emergenza cresce e, se durante la scorsa settimana erano una cinquantina le persone che si recavano nella tendopoli per trascorrere la notte, nelle ultime serate il numero è salito. Attualmente c’è una carenza di persone che siano in grado di gestire la crisi e dare un aiuto concreto ai concittadini spaventati: “Non si tratta di veri e propri sfollati perché le verifiche sull’agibilità degli edifici sono tuttora in corso – ha ammesso il primo cittadino – Sono per lo più anziani e persone che hanno paura di rimanere a casa. La notte scorsa le tende non sono bastate”.

Un’emergenza che, finora, è stata gestita egregiamente dai volontari ma che potrebbe aggravarsi nel caso in cui, i sindaci dei comuni nelle vicinanze, firmassero le ordinanze di sgombero e gli sfollati avessero bisogno della tendopoli. Dal 2002, infatti, Palata è sede COM, centro operativo misto: “Scelto per la sua posizione geografica – continua il sindaco – Servirà i nostri vicini di Tavenna, Acquaviva, Montecilfone e Castelmauro in caso di necessità”. Per sopperire a questa eventualità stanno arrivando altre tende, oltre alle tre grandi da 16 posti letto ed alla decina di piccole da circa 10 brandine per un totale di 100 posti già montate, assieme alle panche ed ai tavoli per pranzare e cenare senza bisogno di rientrare nelle proprie abitazioni. Nel frattempo la vita nel campo da calcio che ospita la tendopoli va avanti tra disagi e voglia di tornare ad una vita normale: i ragazzi giocano a carte o a calcio, c’è chi legge e chi ne approfitta per parlare con i concittadini.

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Dal canto regionale, invece, le verifiche continuano a pieno ritmo: dopo aver sottoscritto l’inagibilità del municipio, della chiesa di San Rocco e dell’edificio che ospita l’ufficio postale e reputando agibile la caserma dei Carabinieri, fermo restando la chiusura della gradinata interna che dal piano superiore porta all’autorimessa, i tecnici della Protezione Civile stanno vagliando le schede delle abitazioni privati. Ad oggi, infatti, sono circa 270 le richieste di controlli compilate dai cittadini, di cui quattro o cinque con problemi già verificati. “La struttura che ospita gli uffici comunali è chiusa – continua il sindaco – Ci siamo trasferiti nell’edificio scolastico alle sue spalle, ma gradirei che restassero aperti almeno gli uffici al piano terra”. Nel frattempo si stanno cercando soluzioni alternative per le strutture pubbliche inagibili: “Le poste saranno ospitate all’interno di un camper in Viale San Pio, rendendolo funzionale sin da mercoledì – ha affermato ancora il primo cittadino – Almeno fin quando non troveremo una struttura più adatta. Hanno visionato l’ex pretura ed hanno inoltrato domanda a Roma per il trasferimento degli uffici”.

Le scuole, invece, non sono a rischio ed entrambi gli edifici sono stati giudicati agibili: “La vecchia scuola è un bunker – ha scherzato il primo cittadino – Faremo una riunione con genitori e personale scolastico per scegliere dove si svolgeranno le lezioni. Vi chiedo solo di collaborare per le pulizie interne, porte, pavimenti. L’edificio è chiuso da anni ed è sporco, chiamerò anche un’impresa di pulizie, ma se qualcuno volesse aiutare sarebbe ottimo”. L’idea è quella di trasferire materna, elementari e medie in un’unica struttura, divise da corridoi e collegate dalla palestra: “L’unico problema è l’assenza di una canna fumaria per la mensa – ha concluso il sindaco – Ma potremmo cucinare nel vecchio edificio e trasferire i pasti. Si tratta di circa cinquanta metri, il cibo non subirà alterazioni”.