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La Transiberiana d’Italia diventa treno del folklore. A Carpinone è uno spettacolo foto

La transiberiana d’Italia ha compiuto per intero la sua magia. Sabato scorso i fortunati 450 passeggeri di uno dei treni (per l’occasione denominato treno del folklore) e tratti paesaggistici più suggestivi non solo in Italia hanno potuto percorrere la storica tratta da un capolinea naturale all’altro quindi da Sulmona a Carpinone e ritorno.

Spettacolo reso ancora più unico dall’arrivo, non frequente, a Carpinone alla confluenza della ferrovia proveniente da Campobasso e diretta a Napoli e Roma. Lo scalo di Carpinone è proprio al centro del paese, nella cornice incantata del borgo dove era in corso di svolgimento il XIX festival del folklore (organizzato dal gruppo ‘Ru Maccature’ si è concluso ieri sera) che richiama in paese migliaia di persone. Sono infatti 150 le delegazioni di gruppi folk di tanti Paesi del mondo. Performance dal vivo e balli per un totale di oltre 3000 artisti che ogni anno raggiungono quest’angolo tutto particolare del Molise, noto per il castello Caldora (dal nome dei capitani di ventura, Giacomo e Antonio) e per la Transiberiana, appunto.

I viaggiatori hanno sostato per circa sei ore a Carpinone, alcuni si sono fermati nel borgo gustando le prelibatezze della tradizione culinaria molisana, altri hanno pure raggiunto in autobus il santuario di Castelpetroso.

In precedenza il treno d’epoca, proveniente dall’Abruzzo aveva fatto tappa in Molise, dopo aver penetrato le suggestioni dalla vallata di Castel di Sangro. Primo scalo (tecnico) a Carovilli, attraversando i boschi dell’Alto Molise e il Parco regionale dei Tratturi, poi il passaggio a Pescolanciano, in direzione Carpinone. Gioia negli occhi dei viaggiatori, molti dei quali hanno ammirato per la prima volta un paesaggio unico che potrebbe presto vedere incentivata la sua vocazione culturale. A Carovilli è salito, con la nipotina, anche l’assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Vincenzo Cotugno, il quale ha vissuto come un normale turista il tratto fino a Carpinone godendo della breve tratta e mostrando grande interesse e sensibilità istituzionale.

Il nuovo esperimento della Transiberiana d’Italia, concepito dall’Associazione Le Rotaie, questa volta con la collaborazione dell’amministrazione comunale di Carpinone e di altri carpinonesi, tra i quali Niko Travasso, è quindi riuscito in pieno. Si tratta di un progetto di turismo di nicchia che è destinato a svilupparsi e a portare con sé nuove iniziative. Il 19 agosto altro giro altra corsa nel verde e tra i monti, sempre con l’associazione Le Rotaie.