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Jacovitti rivive nella statua sul Corso: “Sorridete sempre, è l’unica arma rimasta” fotogallery

Seduto sulla panchina, gamba sinistra sulla destra, concentrato a scrivere sul suo taccuino con l'immancabile sigaro in bocca: il 'papà' di Cocco Bill, Benito Jacovitti, rivive attraverso una statua al centro di Corso Nazionale.

Diversi chili di puro bronzo nel centro di Corso Nazionale per ricordare il fumettista Benito Jacovitti che, nel corso della sua lunga e fiorente carriera iniziata all’età di sedici anni, ha dato vita a numerosi personaggi che spesso si sono intrecciati con le vicende storiche dell’epoca: Cip l’arcipoliziotto, Tom ficcanaso ed il più famoso Cocco Bill, il celebre cowboy ed abile pistolero amante della camomilla che difende la legge in groppa al suo cavallo Trottalemme. È questo l’omaggio che Termoli, la città che gli ha dato i natali nel 1923 e che lui ha sempre amato, ha riservato al suo compianto compaesano.

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Un ricordo che durerà per sempre, creato a immagine e somiglianza dell’artista, sottolineando l’eccentricità che gli apparteneva. Seduto sulla panchina, gamba sinistra accavallata sulla destra, l’opera è ricca di numerosi dettagli: dalle pieghe dei pantaloni e della camicia, alle venature delle braccia e delle mani, alle unghie perfettamente curate, fino alle rughe su una fronte che sta partorendo un’idea che successivamente sarebbe stata annotata sull’immancabile blocchetto. In bocca il sigaro, suo segno distintivo dal quale si separava raramente.

All’inaugurazione della scultura, avvenuta mercoledì 8 agosto lungo il Corso nei pressi dell’incrocio con via Frentana, erano presenti il sindaco Angelo Sbrocca, il vice Maricetta Chimisso, l’assessore Vincenzo Ferrazzano, i consiglieri Mario Orlando e Oscar Scurti, il delegato alla cultura Michele Macchiagodena ed il creatore materiale della statua Michele Carafa, oltre ad un numeroso pubblico di residenti e turisti curiosi di vedere l’opera. Qualche bambino ha anche provato a sbirciare sotto il lungo telo nero che la ricopriva e che non lasciava “trapelare nemmeno un’unghia”, come ha affermato qualcuno.

Una giornata impegnativa ed importante per la città, che conclude un percorso “durato un anno per rendere un tributo ad alcune delle persone che hanno dato lustro alla nostra città nell’ambito culturale – ha affermato il primo cittadino durante l’inaugurazione – Una forma di arte scultorea messa in opera da artisti termolesi. La prima statua la dedichiamo a Jacovitti, artista italiano ed internazionale conosciuto per i suoi salami e le sue opere dedicate a Cocco Bill. Il fatto che le opere sono posizionate al centro cittadino darà modo a residenti e turisti di conoscere la cultura e l’arte dei nostri compaesani. Al momento sono tre statue, ma potrebbero essercene anche altre in futuro. Speriamo che duri centinaia di anni”.

Il lavoro è nato da una serie “di filmati e di fotografie di Jacovitti – ha affermato il professore, scultore e creatore della statua Michele Carafa ai microfoni di primonumero.it – Insegnando al liceo artistico, a lui dedicato, ho avuto modo di conoscere questa figura. Un artista vero, che non ha mai voluto padroni, lasciando anche uno dei suoi editori storici con cui ebbe un diverbio a causa di idee non condivise. Da qui emerge il suo carattere forte”. La statua di bronzo è stata realizzata dalla fonderia artistica Magnifico di Bari che ha lavorato su quella in creta costruita da Carafa: “Un modello che ho realizzato in una settimana prima di inviarla. Lì ha subito una serie di passaggi, lunghi e precisi, che sono durati diversi mesi fino alla nascita della statua in bronzo”. Emozionante il momento in cui Oscar De Lena ha fatto ascoltare una delle ultime interviste a Jacovitti tramite un altoparlante posizionato sulle gambe della statua.

Contenta anche Silvia, la figlia di Jacovitti, regista a Roma, che ha inviato un messaggio ringraziando la città e ricordando una delle frasi celebri del padre: “Non dimenticate mai di sorridere, abbiate tanta autoironia, siate umili e semplici, non prendetevi troppo sul serio, ma fatevi le boccacce e le facce buffe quando vi guardate allo specchio. Bisogna saper ridere. È l’unica arma che ci è rimasta in questa vita così dura e difficile”.

Si tratta di una delle tre statue finora in programma: “Tra il 20 ed il 25 agosto inaugureremo quella dedicata al professore Gennaro Perrotta realizzata da Vanni Macchiagodena – ha svelato il delegato alla cultura del Comune Michele Macchiagodena – L’altra vedrà la luce tra metà e fine settembre e sarà intitolata a Carlo Cappella. Anche quest’ultima è stata realizzata da uno scultore termolese, Gianluca Spanu”.