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Il sisma riaccende la paura per le scuole. Il comitato non si fida: “Vogliamo vedere il collaudo della Don Milani”

Il terremoto di Montecilfone ha scoperto un nervo sensibile: la sicurezza delle scuole. La Provincia di Campobasso ha già ordinato la chiusura in via precauzionale e temporanea degli istituti di sua competenza che si trovano a Termoli, Campomarino, Guglionesi, Larino e Montenero di Bisaccia. Occorrono le verifiche dei tecnici dopo le ultime forti scosse.

Tuttavia, il sisma ha riacceso pure le paure dei genitori di Campobasso. La scossa di 5.1 si è sentita parecchio pure nel capoluogo, dove da anni i vari comitati combattono per avere scuole sicure.

Il Comitato scuole sicure non è ancora soddisfatto. Perché, ricorda, “avevamo chiesto in sede di Consiglio comunale, e se ne era dato atto, di istituire la carta di identità degli edifici sensibili”, l’unico modo per poter accedere in maniera diretta “a documenti e certificati esistenti sulle scuole ed asili nido”. Un impegno che però è stato disatteso.

Uno dei fronti più caldi riguarda la ‘Don Milani’. In via Leopardi i lavori di adeguamento sismico sono finiti il 14 agosto. “L’edificio potrà riaprire a settembre, abbiamo pure l’ok dei vigili del fuoco”, hanno detto dal Comune di Campobasso.

Ma c’è chi nutre più di qualche dubbio sull’intervento, costato 480mila euro: una parte dei soldi (380mila euro) è stata spesa per la messa in sicurezza secondo le indicazioni dei tecnici dell’Università del Molise, un’altra parte (110mila euro) per l’efficientamento energetico e la copertura del tetto.

Il comitato chiede all’amministrazione comunale di pubblicare “l’esito della consegna lavori, l’eventuale collaudo, la relazione del direttore dei lavori redatta al termine degli stessi” e di poter leggere “la certificazione di vulnerabilità raggiunta, le certificazioni antincendio, l’agibilità e/o abitabilità”.

scala don Milani

Anche perché, osservano i referenti del comitato Iride Luzi e Nicola Simonetti, all’ingresso della scuola c’è ancora “una scala in muratura per l’accesso e l’uscita dei bambini e del personale scolastico”, mentre mancano “solette di copertura, a protezione da agenti atmosferici, sui nuovi pilastri costruiti come rinforzo alla stessa struttura”. Chiedono, inoltre, la messa in sicurezza ambientale e sanitaria del corpo A, la porzione di edificio non adeguato sismicamente.

Inoltre, esprimono perplessità pure sulla spesa sostenuta dal Comune “rispetto alla fruizione ed ai servizi offerti. Tutto questo poi in virtù di quanto già speso e programmato. Ci riferiamo agli ultimi investimenti ed a quanto messo in campo per i prossimi interventi cittadini. Non le abbiamo, ma vorremmo avere le giuste competenze per capirne di più e comprendere le priorità, le scelte e la congruità degli investimenti “Scuole sicure”. Noi crediamo che, con gli stessi tempi di attesa che abbiamo avuto per ottenere l’adeguamento della Don Milani e la restante attesa che avremo per la realizzazione della nuova “Mascione”, e rispetto alla esistente criticità, se avessero praticato i nostri suggerimenti oggi, con le stesse somme, non avremmo avuto una nuova scuola, autosufficiente, ecosostenibile, sicura, e che poteva accogliere agevolmente 1000/1200 studenti. Tutto questo in virtù anche, di un decremento demografico scolastico e di un piano, ancora non adottato pienamente, di dimensionamento scolastico”.

Per avere i necessari chiarimenti il comitato si rivolgerà alla Corte dei Conti di Campobasso “solo per evitare opere non terminate, costruite e/o subito dopo abbandonate per ragioni diverse e non tempestivamente analizzate. Siamo certi che quanto messo in campo dagli Enti e dalle Amministrazioni in questi anni non vogliono essere risposte isolate e sufficienti alle esigenze della sicurezza e della serenità negli ambienti di lavoro solo come mera risposta a singole e personali esigenze politiche, ma i nostri Comitati, i gruppi di genitori, o anche i singoli, che si stanno battendo in questi anni per l’ottenimento degli standard minimi di sicurezza secondo le ultime leggi, vivono e sussistono in una unica missione comune che è la salvaguardia del patrimonio umano, indispensabile per dar vita e sostegno ad un Paese civile, le ultime cronache vissute lo dimostrano”.