Gasdotto Larino-Chieti: Legambiente chiede lo stop al progetto. Presentata interrogazione a Di Maio

Il 28 giugno scorso è stato reso pubblico il decreto di autorizzazione da parte del Ministero dello sviluppo economico del progetto definitivo denominato Metanodotto Larino-Chieti. Un atto con il quale il Ministero di Luigi Di Maio ritiene positiva la conclusione dell’iter e di fatto approva il progetto concedendo il nullaosta a un’opera che anche sul territorio basso molisano ha creato e sta creando malcontento e polemiche, considerata inutile e “a esclusivo vantaggio delle multinazionali”.

A tal proposito Legambiente Molise e Legambiente Abruzzo dopo aver più volte criticato l’autorizzazione alla realizzazione dell’opera, hanno chiesto ai deputati di Liberi e Uguali Rossella Muroni e Giuseppina Occhionero di interrogare il Ministro Luigi Di Maio per capire “se intenda, in attesa di una rivalutazione da parte del Ministero dello sviluppo economico del progetto del metanodotto Larino-Chieti, assumere le iniziative di competenza per sospendere, per i motivi di cui in premessa, l’avvio del progetto.”

“Chiediamo – affermano il direttore di Legambiente Molise Andrea De Marco e Luzio Nelli del direttivo di Legambiente Abruzzo – al Governo nazionale ed ai rappresentati abruzzesi e molisani del MoVimento 5 Stelle di impegnarsi per mettere in atto quanto affermato dal Ministro Luigi Di Maio in merito alla valorizzazione delle energie rinnovabili quale motore per il futuro dell’economia italiana.”

Il metanodotto denominato “Larino – Chieti” si sviluppa per una lunghezza complessiva di 111,450 chilometri, interessa 25 Comuni della Regione Abruzzo e, in Molise, i Comuni di Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna e Mafalda della Regione Molise. Una infrastruttura che dovrebbe collegarsi con il controverso gasdotto Tap e percorrere tutta l’Italia, fino alla Lombardia. Secondo Gasdotti Italia un’opera indispensabile e a impatto zero, necessaria a unire le aree di produzione (i pozzi) con i siti di stoccaggio del gas. Ma l’opera è da anni finita nel mirino di ambientalisti e comitati contrari, che ne hanno rilevato la pericolosità mettendo in evidenza come il percorso complessivo ricalchi fedelmente le linee di rischio sismico presenti sul tratto appenninico.

Il gasdotto ha ottenuto giudizio favorevole di compatibilità ambientale: il decreto di Via risale al 2008 e porta il progetto della Gas Plus, quarto produttore italiano di gas naturale (dopo Eni, Edison e Shell Italia), nella fase finale del progetto. A questi giudizi si devono aggiungere i pareri positivi della regione Abruzzo e quello della regione Molise il cui nullaosta è arrivato con la delibera di Giunta n. 97 del 25 febbraio scorso, con la quale l’allora presidente Paolo Frattura e gli assessori Pierpaolo Nagni, Carlo Veneziale e Vittorino Facciolla autorizzavano, nel tratto di competenza molisano, la realizzazione del cosiddetto metanodotto Larino-Chieti. Un atto richiesto e atteso dal ministero nell’ambito dell’intesa Stato-Regioni, limitato all’autorizzazione di “conformità urbanistica” e al vincolo preordinato dell’esproprio, oltre che alla dichiarazione di pubblica utilità del metanodotto.

L’opera è controversa e già contestata, anche perché spiana la strada, di fatto, al serbatoio di gas del Sinarca. Previsto dal progetto. Si chiama Sinarca Stoccaggio, e dovrebbe sorgere nei territori di Montecilfone, Palata, Guglionesi e Montenero di Bisaccia. E’ un sito di “stoccaggio di gas naturale in giacimento di idrocarburi” con una capacità di immagazzinamento di 200 milioni di metri cubi e una erogazione massima giornaliera di 3,2milioni di metri cubi al giorno.