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Gasdotto Larino – Chieti, le ragioni del No in un incontro pubblico

Questa sera, lunedì 13 agosto, nella splendida cornice della Villa comunale di Guglionesi, il comitato “I Discoli del Sinarca” ha organizzato un incontro/dibattito per sensibilizzare e informare i cittadini dei comuni del basso Molise i cui territori sono interessati dalla realizzazione del gasdotto Larino – Chieti sui rischi che tale opera potrebbe comportare. A iniziare dalle ore 21, quindi, con i rappresentanti del  comitato ci saranno Augusto De Sanctis, autorevole rappresentante del Coordinamento No Hub del Gas-Abruzzo, e di quello di Mario Pupillo, Sindaco di Lanciano, fermamente contrario alla realizzazione del gasdotto, spiegheranno il perché della loro contrarietà all’opera. Con loro  anche l’ex Presidente dalla Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio il quale “si dimostrò essere lungimirante – affermano gli organizzatori – quando ricopriva la carica di Presidente, nella scelta di contrarietà al progetto Sinarca Stoccaggio”.

“In considerazione dell’assenza di qualsiasi dibattito – dichiarano i Discoli del Sinarca – e della quasi totale remissività degli Enti molisani preposti a rilasciare pareri e/o permessi sulle opere da realizzare, l’opera del Comitato consiste essenzialmente nel porre riparo a tale grave mancanza, dando voce alle comunità che su quei territori vivono”.

Recentemente, il 28 giugno scorso, il Ministero dello sviluppo economico ha reso pubblico il decreto di autorizzazione del progetto denominato metanodotto Larino-Chieti. Un atto con il quale il Ministero di Luigi Di Maio ritiene positiva la conclusione dell’iter e di fatto approva il progetto concedendo il nullaosta a un’opera che anche sul territorio basso molisano ha creato e sta creando malcontento e polemiche, considerata inutile e “a esclusivo vantaggio delle multinazionali”.

La realizzazione del gasdotto spianerebbe la strada, di fatto, al serbatoio di gas del Sinarca. Previsto dal progetto. Il ”Sinarca Stoccaggio” dovrebbe sorgere nei territori di Montecilfone, Palata, Guglionesi e Montenero di Bisaccia. Sostanzialmente si tratterebbe di un sito di “stoccaggio di gas naturale in giacimento di idrocarburi” con una capacità di immagazzinamento di 200 milioni di metri cubi e una erogazione massima giornaliera di 3,2milioni di metri cubi al giorno. 

Complessivamente il metanodotto Larino -Chieti si sviluppa per una lunghezza complessiva di 111,450 chilometri, interessa 25 Comuni della Regione Abruzzo e, in Molise, i Comuni di Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna e Mafalda della Regione Molise. Una infrastruttura che dovrebbe collegarsi con il controverso gasdotto Tap e percorrere tutta l’Italia, fino alla Lombardia. Secondo Gasdotti Italia un’opera indispensabile e a impatto zero, necessaria a unire le aree di produzione (i pozzi) con i siti di stoccaggio del gas. Ma l’opera è da anni finita nel mirino di ambientalisti e comitati contrari, che ne hanno rilevato la pericolosità mettendo in evidenza come il percorso complessivo ricalchi fedelmente le linee di rischio sismico presenti sul tratto appenninico.