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Frana, primi 14 mln pronti per Petacciato. Tempi più lenti per Civita foto

Sarà la Regione a gestire i fondi statali per il centro costiero, con Toma commissario. Prima tranche stanziata, mentre Civitacampomarano per ora deve attendere

Qualcosa si muove e per fortuna non è la terra che frana sotto i piedi dei due paesi più martoriati dal dissesto idrogeologico in Molise. Petacciato e Civitacampomarano, così diversi e distanti, accomunati dalla gravità degli smottamenti che li attraversano. Proprio il tema affrontato martedì 7 agosto in una riunione a Roma alla Direzione generale del Ministero dell’Ambiente. Presenti il presidente regionale Donato Toma con una delegazione di tecnici da Campobasso e l’assessore Nicola Cavaliere, oltre ai sindaci Roberto Di Pardo e Paolo Manuele e i rappresentanti di Ferrovie italiane e di Anas e Autostrade, per quanto di competenza, oltre ai funzionari dell’Autorità di bacino.

Intanto è stato chiarito che sarà la Regione a gestire i fondi stanziati dallo Stato per la frana di Petacciato. Il presidente Donato Toma vestirà i panni del commissario di governo e guiderà le operazioni per l’intervento di mitigazione della frana secolare che più volte ha messo a rischio il belvedere del paese e la viabilità verso Vasto e Termoli.

I fondi per Petacciato ci sono, si tratta di quasi 41 milioni di euro suddivisi in quattro lotti. Stanziata la prima tranche da 14 milioni, come per altro riportato dalla Gazzetta ufficiale. Toma ha dato il via “alle procedure preordinate all’intervento stesso”. Tradotto, il progetto preliminare va trasformato in progetto definitivo.

“La cosa urgente che abbiamo chiesto è il monitoraggio anche in altri punti del paese e l’installazione di un sistema di allarme” ha chiarito il sindaco Di Pardo, per il quale è importante sottolineare che “questa frana non si può fermare ma mitigare”. Fra gli interventi da fare, oltre al sistema indispensabile di svuotamento dell’acqua dal sottosuolo tramite pozzi artesiani, anche “una viabilità alternativa in direzione Termoli. Perché la frana può sempre ripresentarsi”.

Un fenomeno per il quale di recente si è costituito in paese il comitato “No Frana”, composto principalmente di tecnici ed ex amministratori. Insomma nonostante tre anni abbondanti di relativa calma dopo l’importante smottamento del marzo 2015, il tema frana resta d’attualità a Petacciato.

Tramite Facebook il primo cittadino ha cercato di fare ulteriore chiarezza. “Non esiste una soluzione al problema ma una mitigazione dello stesso mettendo in campo una serie di azioni suggerite da studi e progetti vecchi e nuovi. Ho trovato grande disponibilità di collaborazione anche da parte di Ferrovie e Autostrade, interessate direttamente dal problema e da parte dell’Autorità di bacino che con i suoi tecnici seguirà da vicino la progettazione e le opere di mitigazione. Da settembre seguiranno incontri tra Regione, Autorità di bacino, Anas e Rfi, Comune di Petacciato sotto la guida della struttura commissariale. Ho avuto modo di riscontrare una grande attenzione rispetto al problema ma soprattutto una grande preparazione e conoscenza del problema, da parte dei tecnici ministeriali (presenti geotecnici e geologi). Netto e deciso l’intervento del Presidente Donato Toma determinato ad affrontare il problema senza ulteriori rinvii sin dopo le ferie estive”.

Il gruppo di lavoro dovrebbe rivedersi periodicamente a cominciare da metà settembre per fare di volta in volta il punto su come e quando operare. Come detto 14 milioni sono già stanziati: serviranno per la progettazione definitiva e i primi lavori di consolidamento del versante nord di Petacciato.

Mentre per Petacciato la strada pare finalmente tracciata, Civitacampomarano vive invece ancora in attesa di capire come e quando si agirà in concreto. Toma fa sapere di aver “disposto l’acquisizione dello studio preliminare dell’intervento redatto a cura del Comune”. “Sostanzialmente il Comune farà una scheda di studio preliminare che trasmetterà alla Regione. Il presidente in qualità di Commissario per il dissesto concorderà con il Ministero il caricamento in piattaforma Rendis” ha chiarito il sindaco Paolo Manuele.

Un po’ poco forse, specie dopo quanto più volte chiesto sia dal primo cittadino che dal comitato civico che aveva stilato una specie di decalogo delle operazioni richieste e ritenute necessarie. “Occorre andare oltre le promesse e stanziare dei fondi” la richiesta corale. Ad oggi il presidente regionale assicura che il suo governo è “attento sin dal suo insediamento ai problemi idrogeologici del territorio” e aggiunge di aver “accelerato l’impiego di tutte le risorse disponibili e l’acquisizione di nuove e importanti risorse finanziarie”.