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Ex hotel Aljope trasformato in centro per minori stranieri. Sì dal Ministero: a giorni arriveranno 30 ospiti foto

La struttura ricettiva sotto concordato fallimentare diventa comunità alloggio. Trenta minori stranieri attesi a giorni nell’albergo di Guglionesi, dove lavoreranno 20 operatori. Di Giacomo, che titolare anche del Sayonara di Isernia riconvertito in centro di accoglienza, conferma: “Siamo pronti, il nostro progetto ha ottenuto il via libera dal Ministero”. Il Consiglio comunale si era espresso contro l’ipotesi e il M5S aveva anche raccolto firme, ma ormai i giochi sono fatti

Le finestre delle camere sono tutte aperte per “arieggiare”. Lavori anche nella cucina, quella che un tempo – fino a qualche anno fa – era utilizzata per i banchetti nuziali, pranzi e cene di gala. Il salone dell’ ex hotel Aliope, spazio circolare con la caratteristica architettonica di essere privo di pilastri, capace di ospitare centinaia e centinaia di coperti, sembra ancora più grande, vuoto com’è.

Lì dentro due ragazzi di colore sistemano le tovaglie e liberano gli ultimi tavoli, che verranno spostati in un locale più piccolo adibito a refettorio. Arrivano entrambi da una struttura di prima accoglienza gestita dalla cooperativa di Vincenzo Di Giacomo, lo stesso che si occuperà dei minori ospiti nell’ex hotel Aliope di via Dante Alighieri, a Guglionesi.

Nessun dubbio, nessuna incertezza: la comunità alloggio sta per diventare operativa. Lo stesso Di Giacomo, venuto a seguire gli ultimi preparativi di persona, conferma: “Paghiamo l’affitto dallo scorso ottobre, eravamo solo in attesa della graduatoria finale”. Graduatoria che ha premiato l’imprenditore isernino  specializzato in accoglienza stranieri. Il suo progetto per minori non accompagnati è tra quelli che, a livello nazionale, ha ottenuto il punteggio maggiore.

A breve trenta minori senza genitori, partiti in larga prevalenza dall’Africa e sbarcati sulle coste italiane dalla Libia,  saranno trasferiti qui, nell’ex albergo a 4 stelle di Guglionesi.

Questione di giorni: potrebbero arrivare già nel fine settimana. “Saranno 30, tutti sotto i 18 anni, e avranno a disposizione 20 operatori fra cui figure specializzate come assistenti sociali e psicologi” spiega Di Giacomo, che ha incassato l’autorizzazione dal Viminale, ultimo atto che mancava dopo i nulla osta degli organismi competenti sul territorio e il via libera del curatore fallimentare che di concerto col Tribunale ha rilasciato il permesso alla comunità alloggio, prevedendo un affitto che non arriva ai tremila euro mensili.

Le settimane scorse erano state segnate da polemiche, dichiarazioni politiche di contrarietà alla riconversione di “una bellissima struttura ricettiva, che in questo modo sarebbe destinata a perdere tutto il valore” e perfino da una raccolta firme. Il Consiglio comunale di Guglionesi aveva espresso all’unanimità, maggioranza e opposizione, parere negativo rispetto all’ipotesi che l’albergo dismesso e sotto concordato fallimentare potesse essere trasformato in un centro di accoglienza per minori non accompagnati. Nello scorso fine settimana il Movimento 5 Stelle aveva organizzato una petizione, provocatoriamente intitolata “giù le mani dall’Aljope”, alla quale hanno risposto moltissimi cittadini.

L’albergo per quasi 25 anni ha ospitato migliaia di matrimoni e ricevimenti e per i guglionesani sarebbe auspicabile che tornasse ad avere una finalità turistica legata allo sviluppo del territorio. Il nuovo “inquilino” si dice consapevole di questo desiderio e ammette di aver egli stesso sofferto “quando ha dovuto riconvertire il più bell’albergo d’Isernia, il mio Sayonara, in un centro migranti. Ma la verità è che oggi non ci sono più le condizioni per un tipo di turismo alberghiero dalle nostre parti”.

 

Non la pensano allo tesso modo alcuni imprenditori del posto che, durante il passaggio dalla vecchia alla nuova Amministrazione, erano uscito allo scoperto manifestando la volontà di acquistare l’Aljope all’asta fallimentare per adeguarlo, ristrutturarlo e farne un hotel con sala congressi, centro benessere e sala cerimonie. La prima – e finora unica asta giudiziaria – ha fissato il costo minimo per rilevare la struttura a un milione di euro. E’ andata deserta, nessuno cioè ha risposto. la seconda avrà luogo tra ottobre e dicembre 2018, ma a questo punto, con un centro accoglienza per minori in mezzo, i progetti verranno rimessi in discussione.

 

“Il nostro – dice ancora Vincenzo Di Giacomo – è un progetto di accoglienza diverso da quelli supportati dai Comuni. In questo caso i Comuni non c’entrano niente, dipende solo dal Ministero dell’Interno. E il Ministero ha riconosciuto la validità del nostro progetto”.

“Mi dispiace – aggiunge – se i guglionesani e lo stesso Comune hanno espresso pareri di ferma contrarietà al nostro progetto. Personalmente sono sicuro che non ci saranno problemi di convivenza. Si tratta di 30 giovanissimi seguiti da una ventina di persone fra i vari operatori specializzati”.

 

Circa la metà sono residenti a Guglionesi e sono stati reclutati da diverso tempo, anche prima che si sostituisse all’amministrazione Antonacci l’amministrazione Bellotti. Gli altri, circa 10, sono invece stati presi in zona “perché purtroppo qui non abbiamo trovato le competenze specifiche richieste: un progetto di questo tipo ha bisogno di personale altamente qualificato”.

L’Aliope, inaugurato nel 1989, è da circa 2 anni sotto concordato fallimentare. L’albergo occupa circa 4400 metri quadri su tre piani, ognuno dei quali sarà abitato nei prossimi mesi da 10 ragazzi, sistemati due per ogni camera. I giochi sono fatti, il destino dell’Aljope, con i suoi stucchi, le dorature e i soffitti dipinti, è segnato: sarà un centro per stranieri minorenni. Anzi, lo è già: “Li aspettiamo a giorni, abbiamo preparato già tutto”.