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Droga: in un anno 3010 chili tolti dalle strade in provincia di Campobasso

Campobasso è tra le prime dieci province italiane per droga sequestrata: con 3.010 Kg si piazza al nono posto. Isernia, con soli 6 chili, è agli ultimi posti della classifica. Numeri importanti che evidenziano come in Molise drogarsi sia una triste normalità.

In una recente infografica pubblicata da Il Sole 24 Ore, la provincia di Campobasso risulta al nono posto in Italia per quantità di droga sequestrata nel 2017. Ben 3.010 chili. Il capoluogo molisano in questa speciale classifica, guidata da Brindisi (10.830 chili), Lecce (8.990), Parma (8.236), è davanti a Napoli 2.787 chili. Agli ultimi posti, invece, la provincia di Isernia con soli 6 chili di droga sequestrata.  Complessivamente, nel 2017, sono state sequestrate 144 tonnellate di stupefacenti. Droga tolta dalla strada grazie ai sequestri effettuati da tutte le forze dell’ordine attive sul territorio italiano. I dati, in questione, arrivano dalla Direzione centrale per i servizi antidroga della Polizia di Stato. Ma riguardano anche gli altri corpi con funzioni di polizia.

Se l’industria arretra e l’agricoltura arranca facendo registrare il segno meno sul Pil regionale, in Molise c’è una economia che non conosce ostacoli anzi è in continuo progresso: è il mercato della droga. Cocaina, eroina, hashish e marijuana invadono le strade molisane e riempiono le tasche di spacciatori rovinando la vita di tanti molisani. Secondo i dati della Direzione centrale per i servizi antidroga della Polizia di Stato in Molise, nel 2017, sono stati sequestrati complessivamente 3.016 chili di droga. Di questi ben 3.010 nella provincia di Campobasso, numeri che la fanno entrare nella top ten delle province italiane al nono posto. Davanti a Napoli ferma a 2.787 chilogrammi. Isernia e la sua provincia, invece, è ferma a soli 6 chili. Dato che la piazza negli ultimi posti della classifica. Droga tolta dalle strade e dal commercio ma che evidenzia come il Molise sia una regione dove la droga e drogarsi sia diventata una brutta abitudine, una triste normalità.

La droga più ricercata, e di conseguenza più consumata, nella provincia di Campobasso è l’eroina: 1,637 grammi sequestrati ogni 100 abitanti. A ruota segue la marijuana con 1,337 grammi ogni 100 abitanti. Poi abbiamo l’hashish con 0,786 grammi ogni 100 abitanti, e infine la cocaina ferma a soli, si fa per dire, 0,3989 grammi ogni 100 abitanti. Diverso il discorso nella provincia pentra. Qui a farla da padrona è l’hashish con i suoi 4,546 grammi sequestrati ogni 100 abitanti. Poi abbiamo la marijuana con 2 grammi ogni 100 abitanti, segue la cocaina con i suoi 0, 5361 grammi e infine l’eroina ferma a 0,030 grammi.

A fare la differenza, sia nella qualità che nella quantità di droga sequestrata e consumata, tra le due province molisane è l’influenza criminale che i due territori subiscono. In particolare la fascia costiera è oggetto delle attenzioni della mafia foggiana ma anche dalla criminalità organizzata straniera. Nella relazione semestrale della Dia, inerente la seconda metà del 2017, un lungo approfondimento è dedicato alle relazioni internazionali della criminalità organizzata italiana.  Nel ricordare l’avanzata della criminalità organizzata pugliese (sanseverese e foggiana) nel territorio regionale, la Dia segnala come quest’ultima abbia allacciato proficui rapporti di ‘lavoro’ con il cosiddetto Cartello dei Balcani, organizzazione criminale in continua evoluzione, articolata in sottogruppi, radicati nei territori della ex Jugoslavia (Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia e Slovenia) e Albania.

“La principale attività in cui risulta coinvolta – si legge sulla relazione – riguarda il traffico internazionale di cocaina e eroina, business favorito dalla posizione geografica, dalla forte instabilità politica dell’area e dalla disponibilità di scali marittimi”. La vicinanza geografica e, soprattutto, portuale, tra Italia ed Albania ha, nel tempo, fortemente agevolato la creazione di canali diretti fra le organizzazioni delinquenziali pugliesi e quelle albanesi.