Dopo Genova occhio ai ponti di via Corsica: “Sono sicuri”. Ma da anni si aspettano fondi per la manutenzione foto

I viadotti Molinello e Santa Maria ottennero nel 2012 l’idoneità statica, ma i 5 milioni chiesti alla Regione per il restauro conservativo non sono mai stati stanziati

I due maggiori ponti di Termoli città, esclusi quindi quelli di tangenziale e altre statali, non corrono rischi, ma è necessario rimanere vigili. In un futuro non troppo lontano avranno bisogno di manutenzione e sebbene il Comune si sia già attivato, per ora né Anas né Regione Molise hanno dato segnali positivi. I viadotti Molinello e Santa Maria, che collegano il centro con la periferia sud di Termoli lungo via Corsica hanno infatti ottenuto l’idoneità statica nel 2012, ma al tempo stesso la verifica effettuata all’epoca individuò la necessità di lavori di restauro conservativo.

Un tema che fino ad oggi ha fatto poco parlare di sé. Invece, all’indomani della tragedia di Genova coi suoi 43 morti, anche a causa del concomitante terremoto che ha coinvolto il Molise, in molti hanno cominciato a chiedersi se i ponti che chi frequenta abitualmente la zona sud di Termoli siano sicuri o meno.

La risposta, stando agli esperti, è sì. “Nel 2012 il laboratorio Labotech di Pescara eseguì, per volontà dell’allora dirigente ai Lavori Pubblici Silvestro Belpulsi, una verifica approfondita” riferisce l’attuale dirigente al settore, il termolese Gianfranco Bove. Una verifica scaturita dal fatto che uno dei pilastri presentava segnali visibili di deterioramento dell’intonaco. Niente di strutturale però, visto che quel problema era dovuto alla cascata d’acqua che si verificava coi temporali più forti. Risultato: “Fu decretata l’idoneità statica”.

Tuttavia il Comune, all’epoca guidato da Antonio Di Brino, non si fermò a quel controllo, bensì stabilì la necessità di lavori di manutenzione, quella che oggi è finita sotto accusa per la tragedia di Genova. Per quei lavori di restauro conservativo, un’opera che servirebbe a prolungare la vita di quei due viadotti che sovrastano il parco comunale, fu stabilito un preventivo di ben cinque milioni di euro. Una cifra importante, per la quale dalla Regione non è mai arrivata una risposta ufficiale.

Insomma è rimasta lettera morta. Nel frattempo il nuovo dirigente ai Lavori pubblici afferma di non essere rimasto con le mani in mano. “Ho chiesto preliminarmente informazioni all’Anas, ma anche loro non hanno risposto” dice Bove. Non avendo avuto riscontri dall’Anas, della costruzione dei ponti e dei dettagli tecnici si conosce ben poco in Comune.

Si sa che risalgono alla seconda metà degli anni Sessanta, realizzati in coincidenza con la variante alla statale 16/E2 che attraversa Termoli. Ma i dettagli, compresa la sua durata prevista nel tempo, non sono chiarissimi. Ergo, occorrerebbe un approfondimento, anche per capire dove e come intervenire per un’opera di manutenzione che non si potrà rinviare in eterno.

E allora? “Ho contattato – spiega Bove – l’Università di Ancona, ma per ora sono impegnati nello studio del ponte crollato a Camerino. Per questo sto pensando di rivolgermi all’Università del Molise o quella di Napoli. Servono professionalità e strumenti per capire quali sono le priorità di intervento, fermo restando che un pericolo non c’è, altrimenti i ponti non avrebbero ottenuto l’idoneità statica”. Manutenzione come parola chiave, anche a proposito di Genova. “Sono un fan dell’ingegner Riccardo Morandi – commenta –, lui è uno che ha fatto parlare bene dell’Italia. Il cemento armato precompresso era all’avanguardia all’epoca, ma se poi non ci si mette mano che colpa ha Morandi?”.

E a proposito di sicurezza degli edifici, Bove ci tiene ad aggiungere che “nonostante un terremoto di magnitudo 5.1 a Termoli non c’è stato alcun problema di lesioni o cedimenti. I controlli alle scuole sono stati immediati e non è stato riscontrato nulla di preoccupante”.