Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Sisma, a San Giacomo 5 case sgomberate. Sindaco di Montecilfone: “Senza stato di emergenza mi dimetto” foto

Continuano le verifiche nei centri colpiti dal sisma. Il sindaco di Montecilfone Franco Pallotta minaccia di dimettersi se non arriva lo stato di Emergenza. A San Giacomo 5 case sgomberate, i cittadini hanno già una sistemazione

C’è un clima di attesa nei Comuni colpiti dal sisma, primo tra tutti Montecilfone, uno dei centri maggiormente coinvolti dalle scosse del 14 e del 16 agosto scorso. Un clima di attesa che coinvolge maggiormente il sindaco Franco Pallotta in merito alle risposte da ricevere dal Governo sulla richiesta di stato di emergenza e di conseguenza da dare ai suoi concittadini che aspettano di sapere quando e se potranno rientrare nelle loro case e soprattutto se l’acquedotto comunale, ormai inagibile dopo le scosse sismiche, verrà abbattuto.Io ho firmato l’ordinanza ed entro 30 giorni dovrà arrivare una risposta e soprattutto dovrebbero abbatterlo definitivamente“, ha aggiunto.

serbatoio acqua montecilfone

Una situazione di certo non facile da gestire tanto che il sindaco ha annunciato le sue possibili dimissioni: “Se non dovessero arrivare notizie in tempi brevi dal Consiglio dei Ministri – ha fatto sapere a primonumero.it – sono pronto a dimettermi. Come faccio a gestire una situazione del genere senza fondi e senza aiuti? Da solo non ce la posso fare. E’ fondamentale che sia concesso lo stato di emergenza. Continuo ad essere in contatto con la Protezione Civile regionale e anche con i rappresentanti politici, ma devo avere risposte dal Consiglio dei Ministri“.

risveglio-135183

Sono tante le emergenze che la Regione si ritrova a gestire: a partire dal palazzo pericolante, quello conosciuto come Palazzo Vernucci a Guglionesi, in attesa di essere definitivamente abbattuto per la pericolosità. E poi le famiglie che abitano nelle case sottostanti, le villette che in pochissimo tempo sono state sgomberate per sicurezza. E ancora l’acquedotto di Montecilfone dichiarato inagibile poche ore dopo le scosse di metà mese. Per questo, dopo l’arrivo in Molise e la verifica sul posto del Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli arrivato in elicottero per visitare i luoghi colpiti dal sisma la scorsa settimana, la Regione ha portato sul tavolo del Consiglio dei Ministri la sua richiesta: 4 milioni di euro per gestire anche l’emergenza nata dopo il maltempo che non ha risparmiato il cratere sismico.

Intanto il primo cittadino del paese con forte presenza arbëreshë continua a monitorare la situazione grazie alla collaborazione di due squadre dei vigili del fuoco che controllano le abitazioni, tra le nuove costruzioni e quelle più antiche del paese, per rispondere alle numerose richieste pervenute in Comune dai cittadini. Nel frattempo ha anche rimesso mano all’organizzazione logistica del paese: “Ho trasferito il Comune nella scuola, dove le insegnanti potranno riprendere a lavorare nelle loro aule dal prossimo primo settembre quando gli istituti scolastici riapriranno in vista delle lezioni, perché non abbiamo invaso in nessun modo i loro spazi dove frequentano le lezioni delle scuole dell’infanzia, delle elementari e delle medie circa 130 bambini e ragazzi”.

Centinaia di suoi concittadini continuano a dormire fuori casa, alcuni nelle tende allestite, altri al centro Caritas nella struttura di fronte al Municipio e altri ancora nelle abitazioni che hanno trovato e che altri hanno messo a disposizione, o dai parenti. “Le verifiche portano ogni giorno a numerosi controlli nelle case, quelle più pericolose vengono chiuse, fino a ieri (28 agosto ndr) sono una cinquantina le famiglie sfollate, quindi un centinaio di persone“, ha concluso il sindaco.

tendopoli montecilfone

Controlli e verifiche anche negli altri comuni dove i tecnici e le squadre dei pompieri lavorano nei centri abitati per visionare le strutture, alcune delle quali hanno riportato dei problemi strutturali come a San Giacomo dove sono 5 le abitazioni sgomberate dal sindaco Costanzo Della Porta. “Si tratta di abitazioni datate i cui proprietari, una decina, non vivevano lì o vivevano da soli, hanno quindi avuto la possibilità di trovare grazie alle famiglie altre sistemazioni, perciò il Comune non è intervenuto”. Sempre in paese verifiche sulla scuola di nuova costruzione, “che dovrebbe essere pronta tra qualche mese”, ha aggiunto il primo cittadino, e al centro sociale dove non si sono riscontrati problemi.

Anche a Portocannone nella mattinata di oggi, mercoledì 29 agosto, sono stati effettuati interventi di verifica sui locali di Palazzo Manes e dell’oratorio Madre Teresa di Calcutta e controlli sulla documentazione tecnica per accertare se ci sono le condizioni minime previste dalla normativa per trasferire gli alunni,o parte di essi, negli stabili dopo la chiusura dell’edificio scolastico perchè inagibile a causa delle scosse.

scuola-portocannone-135636