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Cittadini e sindaco insorgono: “Il serbatoio non è sicuro e va abbattuto, la Regione provveda subito” foto

Il terremoto ha evidenziato la pericolosità del serbatoio ed il sindaco ha chiesto a Molise Acque la sua demolizione. L’azienda, di tutta risposta, tace sulla questione e non ha previsto nessun appalto per l’eliminazione della struttura. I cittadini insorgono e chiedono a gran voce maggiore sicurezza

Lo sciame sismico partito il 14 agosto scorso non solo ha reso inagibili strutture che, fino al giorno prima del terremoto erano considerate sicure, ma ha messo in pericolo costruzioni già segnate da crepe. È il caso del serbatoio che sorge nelle vie del comune di Montecilfone e che, in seguito alla scossa di magnitudo 5.1 del 16 agosto, è stato completamente svuotato per evitare crolli. Un contesto che aggrava un clima in cui si respira preoccupazione e paura per il costante sciame sismico che sembra non voler dare tregua.

Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco aveva messo in evidenza una situazione di pericolo per le abitazioni che sorgono nei dintorni dell’enorme cisterna. Il rischio maggiore per le case, infatti, è rappresentato dal possibile crollo del manufatto che le raderebbe al suolo nonostante, dopo i controlli post terremoto, gli edifici siano risultati agibili.  La questione è stata prontamente affrontata dall’amministrazione comunale che è corsa ai ripari, dapprima eliminando completamente l’acqua e, successivamente predisponendo lo sgombero delle case lì vicino, per poi inoltrare richiesta di abbattimento alla Regione Molise, proprietaria della torre e disponibile – almeno stando alle parole del governatore Donato Toma – “a eseguire senza discutere l’ordinanza di Pallotta che ci ha intimato la demolizione”.

A quanto sembra dalle parole dello stesso sindaco che ha raccolto la preoccupazione della popolazione di Montecilfone la struttura regionale non ha ancora mosso un dito. Sotto accusa è finito il ritardo con il quale Molise Acque – gestore della cisterna – sta agendo evitando di predisporre la demolizione della struttura. La comunità sfollata, una ventina di famiglie su un totale di trenta che risiedono nella zona, chiede a gran voce che la Regione intervenga in tempi celeri per permettere loro il rientro nei rispettivi alloggi.

“Nei giorni scorsi il Commissario di Molise Acque S.p.A., l’ingegnere Massimo Pillarella  – si legge nella nota del Comune – Aveva incaricato tempestivamente l’ingegner Giovanni Di Iorio, per la redazione del progetto di demolizione, ma la Regione Molise, proprietaria della struttura, non considera il lavoro eseguito dal professionista, provocando una perdita di tempo che potrebbe essere fatale per un disastro e ulteriore disagio per gli sfollati, causando il conseguente danno al patrimonio edilizio, privato e pubblico, del paese capofila del Sisma”. Ad oggi, però, non è stato emesso nessun documento per l’appalto dei lavori ed il serbatoio continua a pendere sulle teste dei cittadini come una spada di Damocle.