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Case lesionate, aumenta di ora in ora il numero degli sfollati. Tendopoli anche a Larino

Con le verifiche in atto, sale a dismisura il numero di persone che non possono rientrare in casa. Campo d'accoglienza per gli sfollati di Larino

Un’altra tendopoli, il medesimo incubo. Anche a Larino nella mattinata di oggi, mercoledì 22 agosto, è stato allestito un campo di accoglienza per gli sfollati. Per il momento sono solo due le tende montate dalla Protezione civile e dalla Misericordia di Larino, ma il numero è destinato a crescere.

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Infatti, come riferisce Sandro D’Agostino della Misericordia “ci sono già 7-8 persone in una tenda e altre arriveranno fra oggi pomeriggio e stasera. Per ora ci sono due tende per un totale di 24 persone, ma da quello che sappiamo ci sono circa 50 famiglie che hanno case lesionate, sia in paese che in campagna”. Nel pomeriggio odierno quindi, con l’arrivo dei letti per le tende, è possibile che le richieste di avere una tenda aumenteranno di molto e a quel punto la Protezione Civile sarebbe autorizzata a far giungere al campo sportivo una cucina da campo.

Dalla notte del 16 agosto tantissimi larinesi hanno deciso di dormire in auto o in case dislocate in zone rurali di Larino. Un centro che ancora ricorda con dolore il terremoto del 31 ottobre 2002, i suoi danni e i disagi andati avanti per anni. Adesso quei disagi sono tornati. Il centro storico è stato quasi interamente transennato, i danni sono evidenti.

Il sindaco Pino Puchetti sta guidando le operazioni di verifiche e sopralluoghi e da quanto emerso le strutture lesionate sono molte. A rischio ci sarebbero anche due chiese e altre strutture pubbliche, ma non l’ospedale Vietri, che invece risulta perfettamente agibile.

Intanto da domani, 23 agosto 2018, sarà attivo, presso l’ex Pronto Soccorso dell’ospedale frentano, il servizio H24 della guardia medica. “Si ringrazia per la disponibilità il direttore del Distretto dottor Giovanni Giorgetta” dichiara Puchetti. Continua, intanto, l’impegno finalizzato al potenziamento degli esami di laboratorio a supporto di tutti i cittadini dell’ex Asl di Larino.

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Il numero delle persone fuori casa aumenta anche negli altri centri del cratere. A cominciare da Guglionesi, il più grande, dove man mano che le verifiche vanno avanti edifici, appartamenti singoli o stanze sono interdetti per motivi di sicurezza. Crepe profonde, in alcuni casi – i più gravi – pilastri lesionati, muri portanti che mostrano cedimenti. Situazioni per le quali i Vigili del Fuoco in prima battuta e gli ingegneri della Protezione Civile successivamente rilasciano un report di non abitabilità. La fotografia emersa finora sui fabbricati mostra in particolare che il centro storico, la parte più antica, ha numerosi edifici a rischio. “In caso di scosse di pari magnitudo a quella che si è verificata – spiegano i tecnici – potrebbero non reggere. Da questo punto di vista non hanno l’agibilità”.

In molti casi sotto accusa la scarsa manutenzione, la mancanza di lavori di consolidamento necessari da anni. “Il terremoto ha acuito la gravità di situazioni già compromesse, specie nei terreni caratterizzati da dissesti idrogeologici”. Anche oggi si lavora alla rimozione di parti pericolanti e al recupero di beni ed effetti personali in abitazioni non sicure. Complessivamente quasi un migliaio le richieste al vaglio delle squadre 115, delle quali la metà è stata evasa.

Ma in generale le richieste di verifiche sono molte di più. Arrivano da 24 paesi, perché il sisma ha avuto ripercussioni anche in centri – come Campomarino o Petacciato e Termoli – più lontani dall’epicentro. Il personale delle due unità mobili di Campobasso ed Isernia, coadiuvato da funzionari tecnici e personale operativo arrivati da altri comandi limitrofi, ha effettuato nelle ultime 48 ore almeno 700 controlli. Molti proprio a Larino, uno dei comuni più popolosi e già duramente colpito dal sisma del 2002. Qui si viaggia alla media di oltre 100 interventi al giorno per presunta inagibilità.

Intanto ad Acquaviva Collecroce ci sono sette sfollati da una azienda agricola in contrada Cerritello. Si tratta di persone suddivise in tre nuclei familiari che verranno sistemate in una tenda montata proprio fuori dalla struttura nelle campagne del paese.

Verifiche sulle abitazioni private e sugli edifici pubblici anche a Montenero di Bisaccia. Dai sopralluoghi effettuati non si è ritenuto di dover disporre la chiusura dei plessi scolastici e della sala Consiliare. L’amministrazione ribadisce come l’intervento di alleggerimento della copertura dell’edificio della Scuola elementare si sia rivelato positivo poiché “ha migliorato la risposta della struttura statica alle sollecitazioni del sisma”.

A tal riguardo e a seguito della pubblicazione di una foto della scuola da parte del ‘Comitato Bambini Scuole Elementari’, dal Comune sottolineano come “non corrisponde alla realtà attuale, in quanto precedente alle opere di ristrutturazione e di alleggerimento dell’edificio”. Polemiche dunque per quello che viene considerato un “ingiustificato procurato allarme” che “strumentalizza politicamente le paure della popolazione”. Il Comune ricorda inoltre a tutti i cittadini che nell’Ufficio Protocollo del Comune di Montenero di Bisaccia, dalle ore 8 alle ore 20, è presente il personale della Protezione Civile per raccogliere eventuali richieste di sopralluogo e verifica delle strutture private.

Intanto nel pomeriggio di mercoledì una squadra di vigili del fuoco da Termoli è intervenuta con l’autoscala per la messa in sicurezza di un comignolo ritenuto a rischio a San Giacomo degli Schiavoni. all’intervento di rimozione della parte pericolante erano presenti anche il sindaco Costanzo Della Porta, l’assessore alla Protezione Civile Massimo Fiocchi e diversi residenti.