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Caporalato, Polizia ferma furgone con 20 braccianti africani. Arrestato ivoriano

In manette un uomo beccato sulla Statale 16 a trasportare su un Ducato modificato ben 20 immigrati che stavano andando a lavorare in un campo di pomodori

I fatti di Ripalta portano subito a una operazione di polizia con l’arresto di un uomo di nazionalità ivoriana per caporalato. Ulteriori indagini sono in corso dopo la scoperta di 20 lavoratori immigrati africani che viaggiavano su un furgone da soli 9 posti, esattamente come quello nel quale hanno trovato la morte 12 braccianti lunedì scorso 6 agosto nell’ormai tristemente noto incidente al bivio di Ripalta.

In seguito all’apertura di due diverse inchieste da parte della procura di Foggia e del polverone di polemiche alimentato dal fatto che si sospetta che quei lavoratori fossero vittima di caporalato, oggi 11 agosto la polizia, tramite una volante del commissariato di Termoli e una pattuglia del distaccamento di Polizia Stradale, ha effettuato alle 6 del mattino al km 558+800 della statale 16 Adriatica, in territorio di Campomarino, un controllo finalizzato alla repressione del fenomeno del caporalato. Ha quindi fermato un pulmino Fiat Ducato Panorama omologato per il trasporto di 9 persone che proveniva dalla provincia di Foggia e si dirigeva a Campomarino.

Il conducente è un cittadino ivoriano, K. A., che sprovvisto di patente di guida, alla vista degli agenti ha fermato il furgone provando a scappare. Ma la sua fuga è durata pochi istanti perché i poliziotti l’hanno immediatamente acciuffato. Quindi è partita una verifica accurata da cui subito gli agenti hanno constatato che, nonostante fosse un furgone da 9 posti, all’interno del veicolo c’erano state delle modifiche, con l’installazione di panche di legno per poter far sedere addirittura 20 lavoratori. 

Su richiesta degli agenti l’autista del mezzo ha dichiarato che stava accompagnando i lavoratori in un campo di pomodori che si trova poco lontano e si è offerto di condurre il personale di polizia sul campo coltivato. Lì gli agenti hanno trovato numerosi immigrati impegnati nella raccolta dei pomodori. I braccianti però sono immediatamente fuggiti quando hanno visto gli uomini in divisa.

Invece i 20 braccianti africani trovati all’interno del furgone, di varie nazionalità ma tutti di origine dell’Africa centrale, sono stati accompagnati al commissariato di via Cina per valutare la loro posizione sul territorio italiano. Il mezzo è stato sottoposto a fermo amministrativo e sono state effettuate varie multe per violazione delle norme del codice della strada dato che il veicolo era anche senza assicurazione e c’erano state modifiche strutturali al mezzo, al motore e all’abitacolo con l’intento di aumentare la capienza del numero dei trasportati.

Il giovane ivoriano invece è stato arrestato con l’accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, reato meglio conosciuto come caporalato. Ulteriori indagini sono in corso sull’azienda di Campomarino dove erano impiegati i braccianti africani.