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Caos vaccini come grimaldello per la maggioranza. Il Pd lancia la sfida: “Toma sta con FI o no?”

I consiglieri regionali Fanelli e Facciolla hanno depositato una interrogazione urgente e una proposta di legge: "E' il momento della chiarezza, il governo Toma ci dica cosa vuole fare sull'obbligo vaccinale, rinviato di un anno per le materne e asili nido. Noi siamo preoccupati". Intanto, dopo le polemiche, la ministra Grillo ha chiarito: "L'obbligo resta per tutti i dieci vaccini".

Ci sono cinque Regioni italiane hanno già dichiarato guerra al governo gialloverde: Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Umbria, Sardegna, Marche e Lazio non hanno alcuna intenzione di ‘arretrare’ sull’obbligo vaccinale. Una norma inserita come emendamento al Decreto Milleproroghe – che dovrebbe essere approvato a settembre in Parlamento – rinvia di un anno l’obbligo di vaccinazione per le materne e nei nidi. Per questo hanno deciso di rivolgersi alla Corte costituzionale.

E anche la Regione Molise non può essere da meno e deve adottare una norma per confermare l’obbligo. Per questo nonostante sia piena estate, come i parlamentari a livello nazionale, i consiglieri regionali del Pd Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla aprono il fronte contro il governo guidato da Donato Toma. Hanno depositato due atti in Consiglio regionale: una interrogazione urgente che sarà presentata all’attenzione dell’Aula di via IV Novembre domani, 9 agosto (è in programma una riunione dell’assise, ndr), e una proposta di legge alla competente commissione consiliare.

Facciolla e Fanelli

Esplicitano i motivi di “un’azione politica e giuridica” durante una conferenza stampa convocata questa mattina a palazzo D’Aimmo. Nelle stesse ore sul Corriere della Sera la ministra della Salute Giulia Grillo spiega che “l’obbligo resta per tutti e dieci i vaccini individuati dalla norma. Cambia la sanzione per materne e asili nido perché riteniamo che la coercizione non possa essere l’unico strumento a disposizione di uno Stato per raggiungere le ultime sacche di contrari”. Nelle scuole basterà presentare anche un’autocertificazione.

Ma la confusione resta, così come restano le perplessità di medici e dirigenti scolastici.

E poi “che succede per i bambini che non vengono vaccinati? Staranno con gli altri o verranno esclusi? E gli immunodepressi possono stare insieme ai bambini non vaccinati? Creiamo dunque delle classi ghetto?”. Sono le domande che fa Facciolla.

Insomma, “è il momento della chiarezzaNoi vogliamo capire cosa succederà in Molise sull’obbligo vaccinale – insiste Micaela Fanelli – anche perché nella nostra regione si registra un arretramento della percentuale di persone che si vaccinano. Questo ci preoccupa, contrasta con il diritto alla salute tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. Inoltre, l’ex governo Gentiloni rendeva obbligatori i vaccini per i bambini dai 0 a 3 anni”. Il giudizio della consigliera dem è netto: “Noi siamo preoccupati, sarebbe un grave arretramento anche culturale. E’ un atto da irresponsabili sospendere l’obbligo vaccinale, sono contrari il Comitato di bioetica e la Federazione regionale dei medici: anche per loro l’obbligo vaccinale non va toccato”.

E poi c’è un aspetto importante aspetto politico a fare da sottofondo alla questione: “Il presidente della Regione è di Forza Italia e i principali rappresentanti nazionali di Forza Italia stanno condannando (forse con maggiore veemenza del Partito democratico) la scelta del governo nazionale parlando di un attentato alla salute pubblica”.

E’ noto: se a Roma Forza Italia è all’opposizione del governo Lega-M5S, in Molise invece azzurri e Leghisti sono alleati. I vaccini quindi potrebbero mettere in fibrillazione la maggioranza guidata da Donato Toma ed essere un primo banco di prova per capire se l’alleanza tiene. Il Pd punta a far uscire allo scoperto il governatore. “A lui – insiste la Fanelli – chiediamo se la posizione nazionale di Forza Italia vincoli la sua linea politica. Invece Salvini che tweetta su tutto, è stranamente silente su tale questione. Vogliamo sapere qual è la posizione del governo regionale, del Consiglio regionale e del Movimento 5 Stelle”. La resa dei conti tra 24 ore, sempre che l’interrogazione venga discussa in Aula: occorrono i due terzi dei voti dei consiglieri.