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Comune a un passo dal dissesto. Debiti anche con la comunità montana dove il liquidatore è la “stampella” del sindaco

Carlo Perrella, commissario-liquidatore della "Matese" è anche consigliere comunale a Bojano che fa parte della sua comunità montana: il Municipio rischia lo scioglimento anticipato per dissesto finanziario anche a causa del debiti che ha proprio nei confronti dell'ente territoriale governato da Perrella. C'è attesa per la votazione della prossima settimana: cosa farà il commissario-consigliere?

Non è la prima volta che piccoli comuni del Molise si ritrovino a influenzare le sorti di una amministrazione regionale. Stavolta il caso destinato a far discutere è quello di Bojano, dove c’è un consigliere comunale, Carlo Perrella – fresco di nomina a commissario liquidatore di comunità montana da parte del presidente della Regione Donato Toma – che potrebbe portare allo scioglimento anticipato della legislatura targata Marco Di Biase (centrosinistra).

Il 31 luglio scorso, con proprio decreto, il governatore del centrodestra ha scelto i commissari liquidatori degli enti territoriali in fase di scioglimento: il sovranista Perrella, bocciato alle scorse elezioni regionali, è stato nominato alla “Matese-Fortore molisano”.  

Fa parte dell’ambito di questa comunità montana anche il Comune di Bojano, dove Perrella è consigliere comunale. E già questo basterebbe per aprire all’ipotesi di una incompatibilità tra il ruolo di liquidatore e quello più  istituzionale e politico che ricopre nel Municipio matesino. L’Amministrazione Di Biase, infatti, è indebitata fino al collo per milioni di euro e ne deve 150 mila proprio alla comunità montana la cui gestione liquidatoria è nelle mani del consigliere Perrella “che col suo voto la regge in piedi da un anno” , come ha evidenziato l’ex consigliere regionale e oggi comunale a Bojano, Massimo Romano.

A essere a conoscenza dei delicatissimi equilibri politici nel municipio di Bojano è anche il presidente Toma. Prima di essere eletto governatore, infatti, Di Biase lo aveva voluto come esterno nella sua giunta con la delega al Bilancio. Toma, nominando Perrella commissario, non può non aver valutato la presunta incompatibilità, come pure le sue conseguenze.

La prossima settimana il Consiglio comunale dovrebbe essere chiamato a pronunciarsi sul dissesto finanziario già proposto dal responsabile del settore Bilancio e avallato dal revisore dei conti.

Cosa farà il commissario-consigliere Perrella col suo voto così determinante, che già in passato ha salvato Di Biase?

La cosa più logica sarebbe che, dato il doppio ruolo di consigliere e commissario, si astenesse. Anche se questo cagionerebbe una ipotesi di danno alla sua comunità montana: senza dissesto dichiarato e approvato dall’aula, infatti, i creditori non recupererebbero nulla mentre si scioglierebbe il consiglio comunale con l’arrivo di un commissario prefettizio e poi le nuove elezioni.

Caso contrario, con dissesto finanziario dichiarato, chi è in credito da un ente pubblico può recuperare parte del denaro. Ma l’ente in questione, il Comune in questo caso, non viene commissariato anche se deve alzare le tasse per i cittadini e cercare così di tornare a una situazione ordinaria entro un numero prestabilito di anni.

Ecco perché la decisione di Perrella – che potrebbe anche lasciare uno dei due incarichi – è così importante. “Soprattutto se – come dice ancora Massimo Romano – non ci saranno stampelle dell’ultima ora, allo stato non previste”.

Secondo Romano le ipotesi sono due: “O Toma, con la nomina di Perrella, ha voluto ‘fare fuori’ il sindaco, oppure lo vuole ‘aiutare a farla finita’ con una nomina che equivale a un atto di eutanasia politica, ipotesi che sembra più plausibile visti i rapporti con Di Biase, della cui clinica è stato presidente del collegio sindacale e della cui amministrazione assessore al Bilancio”.

Ma può anche darsi che la vittima sia proprio Carlo Perrella, il quale rischia sotto il profilo erariale – e addirittura penale – se non si asterrà dalla votazione.