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Bestemmie e simboli fallici nella scuola sotto processo. “Non è una ragazzata, vado dai Carabinieri”

Bestemmie, simboli fallici e numeri, segni ‘strani’ sono stati disegnati da ignoti sui muri della scuola di Fossalto. Il sindaco: "Presenterò denuncia ai Carabinieri". La 'Pertini' era stata sequestrata nel 2013 e finita sotto processo per i mancati lavori di adeguamento sismico.

Questa mattina, alla riapertura del cantiere, la sorpresa. Bestemmie, simboli fallici e numeri, segni ‘strani’. Erano stati realizzati con una bomboletta da spray da qualcuno che nella notte si era intrufolato nella scuola ‘Sandro Pertini’ di Fossalto. Forse qualcuno la ricorderà: l’istituto, sequestrato cinque anni fa dalla Guardia di Finanza, fu al centro di un processo sui lavori di adeguamento sismico effettuati tra il 2006 e il 2009. Interventi finanzianti nell’ambito della ricostruzione post sisma 2002 e costati oltre 400mila euro.

I sette imputati – l’ex primo cittadino Nicola Cornacchione, gli ex assessori comunali Donato Brienza e Nicola Gallo, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Fossalto Carlo Gatti, Antonio Iuliano, titolare della Italscavi, il progettista Pasquale Tromba e il collaudatore Aldo Vergalito – erano stati accusati a vario titolo di pericolo di disastro colposo, truffa ai danni dello Stato e falso. Nel 2016, con la sentenza di primo grado, vennero tutti assolti.

Quella vicenda giudiziaria però ha avvelenato il clima in paese. E forse quelle scritte lasciate sui muri del soffitto della scuola non sono un caso. Ne è convinto il sindaco Nicola Manocchio, colui che avviò la battaglia giudiziaria per capire perché i lavori di messa in sicurezza dell’istituto non vennero – a suo dire – eseguiti.

Quell’atto vandalico non è una ragazzata”, dice raggiunto telefonicamente da Primonumero. “Oltre alle bestemmie, ci sono messaggi precisi”, sottolinea. “Morirò da re” è una delle scritte realizzate con uno spray. E ancora: “Sui pilastri sono stati disegnati alcuni numeri che corrispondono ai numeri riportati sul progetto di esecuzione dei lavori.  E che ne sa un ragazzino del numero del pilastro sul progetto? Come fa a disegnare con la bomboletta proprio quel numero? Su un pilastro che è stato consolidato è stato disegnato un dito medio. E chi lo ha fatto, come faceva a sapere che c’era stato un intervento proprio su quel pilastro. Ecco perché ritengo che non sia una bravata”. Dubbi e ipotesi che il primo cittadino segnalerà agli organi inquirenti. “Vado dai Carabinieri per presentare la denuncia”, aggiunge il primo cittadino di Fossalto.

“Questa vicenda comunque mi fa molto male – si sfoga – non so che significato attribuire a questo gesto. A Fossalto non sono mai successe queste cose. Un avvertimento? Non lo so, io comunque presenterò un esposto a tutela del bene pubblico. Forse do fastidio a qualcuno…”.

Ma forse tutto è riconducibile al processo che ha coinvolto la ‘Pertini’ che ha generato un clima che ha avvelenato il paese. “La sentenza, che ormai è passata in giudicato, ha confermato le nostre ipotesi e cioè che lavori non erano stati eseguiti e alcuni atti erano falsi. La scuola non doveva essere aperta e invece era aperta”, rimarca Manocchio. E poi, ricorda, “i reati erano stati prescritti” e “nessuno ha proposto appello alla sentenza”.

Bestemmie e scritte falliche realizzati con la bomboletta spray saranno cancellati dai muri. Anche perché il 29 settembre la ‘Pertini’, più sicura grazie ai lavori di adeguamento sismico, sarà inaugurata. Pochi giorni più tardi in quelle aule inizierà l’attività didattica dei circa 100 alunni che in questi anni hanno svolto le lezioni in un altro edificio del paese adibito a scuola.

“Provo grande rammarico: poteva essere un momento per la comunità di ritrovarsi – conclude amareggiato il sindaco – ma queste scritte sui muri mi inquietano”.