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Assunti quasi alla pensione o precari da 20 anni, l’estate bollente degli insegnanti molisani

Dal 9 agosto sono iniziate le immissioni in ruolo per gli insegnanti molisani. Il racconto dei protagonisti tra felicità e sfiducia: da una parte c'è chi ha conquistato il posto fisso ad un passo dalla pensione oppure in giovane età, dall'altra ci sono i precari storici.

Per qualcuno è un giorno di festa. Lo è ad esempio per Antonio Picariello, il noto professore e critico d’arte, che dopo 36 anni di precariato e di supplenze in giro per l’Italia finalmente ha conquistato il posto fisso. “Questi sono stati anni surreali”, dice nell’intervista video rilasciata a Primonumero. Da settembre sarà in cattedra all’Alberghiero di Termoli pronto contribuire alla formazione del pensiero critico dei suoi studenti.

Antonio Picariello

C’è anche chi è più giovane e ha già una cattedra. “Sono felice, sono entrata di ruolo: io ho lavorato molto e ho fatto tanti sacrifici per raggiungere questo traguardo”, dice la trentenne Donatella. Altri sono stanchi e sfiduciati: “Sono precaria da 18 anni, forse nemmeno quest’anno riesco a diventare di ruolo”. Stati d’animo diversi all’Ufficio scolastico regionale, dove dalle 9 di del 9 agosto sotto un sole cocente sono iniziate le procedure per le immissioni in ruolo degli insegnanti molisani.

insegnanti assunte

Negli uffici di via Garibaldi si lavora ininterrottamente da giorni: “Non andremo nemmeno in ferie perché la macchina organizzativa sta girando a pieno regime per offrire un servizio adeguato”. 199 i posti disponibili in Molise, 57mila in tutta Italia. Ci sono i vincitori dei concorsi che devono scegliere le classi e poi ci sono coloro che sono inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, le cosiddette Gae. Metà dei posti è per i primi, l’altra metà per i secondi. Gli insegnanti molisani sono per il 96% donne, il 4% si tratta di uomini. 

insegnanti

Ma c’è confusione dovuta ad una normativa che ha complicato non poco le assunzioni. “Chi ha presentato ricorso perché riteneva che il proprio titolo fosse abilitante, ad esempio, e ha avuto ragione – spiega Nicolino Fratangelo, segretario della Uil Scuola – è stato inserito nelle graduatorie. Qualcuno è entrato pure di ruolo. Il che ha creato ulteriore trambusto. Ma a novembre il Consiglio di Stato ha bloccato tutto. Ora il Governo ha messo mano alla questione con il decreto Dignità”.

Paola ha 38 anni e dopo sette anni di precariato è entrata di ruolo. “Sono entrata grazie al concorso, ma questi sette anni di precariato – dice con un sorriso – che mi sono serviti per fare esperienze diverse”. Invece per Lucia “in questo momento è importante che venga riconosciuta la figura del docente e le sue competenze perché solo così si può avere una scuola di qualità”.

E poi c’è chi resta deluso. Come Maria Luigia, da 18 anni in attesa di un posto di ruolo: “Non ho voluto fare il concorso del 2016 perché non mi sembrava giusto e perché non volevo rischiare di andare al Nord, la mia famiglia abita qui”.

insegnanti precarie

Nella sua stessa situazione ci sono Sonia, Marianna, Emilia e Giulia: sono in graduatoria da quasi 20 anni, ma il posto fisso nella scuola resta un’utopia. “Ogni anno è la sempre la stessa storia, non abbiamo prospettive, il futuro è sempre incerto. Dobbiamo aspettare sempre le supplenze se ci sono, ‘sbattute’ un giorno a Trivento, un giorno a Termoli…”, si sfoga Sonia.

Invece Emilia ha una figlia di 12 anni e da 18 sogna un posto stabile nella scuola: “Sono Gae Infanzia da 18 anni, vincitrice di concorso nel 2000. Ho bisogno di lavorare veramente per mangiare. L’unica cosa che chiedo: esaurite le graduatorie, azzerate i posti e poi si comincia ad assumere le persone vincitrici di concorso. E invece così con la ripartizione al 50 e al 50 percento penalizzate sia gli uni che gli altri. Noi siamo stanche”.