A Largo Tornola di scena la “termolesità”: successo per la serata in vernacolo foto

Nella notte di ieri, mercoledì 22 agosto, a Largo Tornola, nel cuore del borgo vecchio Termolese, si è tenuta una serata dedicata al dialetto della cittadina adriatica fra poesie, piccole pièces e intermezzi musicali rigorosamente in vernacolo.

La piccola piazza ha accolto calorosamente i protagonisti: i posti a sedere esauriti e i numerosi spettatori rimasti in piedi hanno reso l’idea del coinvolgimento generale generato intorno all’iniziativa curata dall’architetto Saverio Metere, termolese trapiantato a Milano con l’amore incondizionato per Termoli.
È proprio l’architetto ad aprire la serata dopo l’intervento introduttivo del sindaco Angelo Sbrocca. Metere recita quattro poesie prima di cedere il microfono agli altri tre protagonisti.
Si tratta di Roberto Cappella, Sebastiano Di Pardo e Lucia Marinaro. Ognuno dei poeti recita 8 poesie in due distinte parti della serata. Nel mezzo trovano spazio un’esecuzione musicale di brani celebri della tradizione Termolese, un divertente monologo di Anna Catalano – colorito e pittoresco – accolto dagli applausi del pubblico divertito, e una breve pièces di Anna Gina Costantino e Marina Turdó intitolata “Le comari”.

Serata vernacolo Largo Tornola

Gran parte della serata è incentrata sulle poesie: brevi e scanzonate quelle di Roberto Cappella, ironiche e sincere quelle di Lucia Marinaro, intime e personali quelle di Saverio Metere. E poi è la volta di Sebastiano di Pardo: le sue poesie sono ricche di emozione. Di Pardo ama quella che lui definisce “termolesità”: un senso di appartenenza innato, un amore smisurato per la propria terra e per tutte le sue tradizioni. Le sue poesie, recitate con grande trasporto emotivo, ne sono la prova inconfutabile: autentici atti di amore per la storia di Termoli, per le sue tradizioni culinarie e canore. Nell’opera trova spazio il racconto dei fratelli Brigida a cui è dedicata la celebre via centrale, quello di un tipico piatto termolese (u’ scecill) e quello della tradizione canora del San Sebastiano.
Gli spettatori apprezzano particolarmente le poesie di Di Pardo nelle quali è racchiusa perfettamente tutta l’essenza di un popolo. Gli applausi giungono meritatissimi.

Nella seconda parte il poeta si avvale dell’accompagnamento musicale per eseguire le sue poesie. Il castello di Termoli, storico simbolo della cittadina, il pescatore “Pasanèll” e il ritrovamento delle spoglie di San Timoteo sono i protagonisti delle sue esecuzioni. L’accompagnamento musicale arricchisce l’opera di Di Pardo: le dolci sonorità creano un’atmosfera intima, a tratti malinconica ma profondamente coinvolgente.

La “termolesità” di Sebastiano di Pardo è un patrimonio prezioso per tutta la cittadina: il suo amore per Termoli e il pathos messo in mostra rendono onore all’attaccamento per la propria terra. Non è un caso che gli spettatori delle prime file, per lo più donne di mezza età, si lascino coinvolgere dalla prima all’ultima poesia.

La serata si rivela un successo grazie all’intervento di tutti i partecipanti.
Lucia Marinaro mette in mostra composizioni ricche di ironia e sincerità in cui primeggia il tema centrale del trascorrere degli anni senza perdere la voglia di vivere e di sentirsi perennemente ragazzi.
Roberto Cappella diverte con le sue brevi e divertenti poesie.
Saverio Metere apre e chiude la serata con le sue esecuzioni passionali che mettono in mostra un amore per Termoli duraturo e profondo nonostante la lontananza fisica dalla cittadina.
La serata si chiude tra gli applausi del pubblico numeroso. Nel cuore del borgo vecchio di Termoli in una notte di piena estate la “termolesità” diventa la protagonista assoluta.