Sisma e soccorsi: Molise da anni senza eliporto. Lavori in corso ma l’elicottero dovrà arrivare dall’Abruzzo

All'emergenza terremoto si aggiunge anche l'assenza di un eliporto per il trasferimento dei pazienti critici da un ospedale all'altro. Il servizio - di cui il Molise ha urgente bisogno da anni - sarà ripristinato a breve tanto che si sta lavorando sul tetto del Cardarelli di Campobasso. Il mezzo, però, è parcheggiato in Abruzzo e volerà solo di giorno. Il direttore generale dell'Asrem: "Bene ripristinare la superficie ma un piazzale non risolverà il problema, i tempi di decollo e atterraggio non sono brevissimi".

Tra qualche settimana l’eliporto dell’ospedale Cardarelli di Campobasso tornerà in funzione.

Lo ha annunciato settimane fa a Primonumero il direttore sanitario dell’Asrem, Antonio Lucchetti. Lo ha confermato il direttore generale dell’azienda sanitaria, Gennaro Sosto. 

Una buona notizia, non c’è che dire, soprattutto oggi che il trasporto veloce di pazienti da un nosocomio all’altro è diventato una emergenza oltre che una necessità. Perché i terremoti, purtroppo, fanno anche questo: trasformano carenze ataviche in situazioni urgenti e non più rinviabili. E successo in questi ultimi giorni con il palazzo in bilico sul vuoto di Guglionesi, con la diga del Liscione mai collaudata, con la viabilità precaria delle strade alternative alla statale 647. E l’elenco potrebbe continuare.

Quando le scosse arrivano quello che mancava da anni diventa ancora più indispensabile. L’elisoccorso è solo una di queste cose.

Per fortuna la ristrutturazione in atto. Ed è evidente per la presenza di un cantiere coi lavori in corso destinati a ripristinare la pavimentazione e a fare interventi di manutenzione sulla piazzola da cui torneranno presto a decollare e atterrare gli elicotteri per i casi urgenti. Anche l’area sottostante, recentemente interessata da problemi di infiltrazioni di acqua, è stata transennata con la rete arancione da cantiere.

eliporto cardarelli

Insomma, ci si sta dando da fare e questo è certamente un aspetto positivo dopo anni di abbandono di una superficie per l’elisoccorso di cui un ospedale di primo livello, l’unico del Molise, quello più grande e importante col maggior numero di specialità, non può proprio fare a meno.

Ancora di più con uno sciame sismico in atto che potrebbe produrre nuove e più importanti scosse di terremoto di cui nessuno sa prevedere la fine.

Purtroppo quella dell’eliporto al Cardarelli è anche una notizia poco rassicurante per certi versi: avere l’eliporto, infatti, non significherà automaticamente avere un elicottero sempre a disposizione.

Gennaro Sosto sul punto è terribilmente realista: “L’elisoccorso non risolverà più di tanto i problemi perché i tempi tecnici di arrivo del mezzo, di discesa e risalita, nonché di stabilizzazione del paziente non rendono rapidissimo – come forse ci si immagina – l’intervento. Io penso che un servizio di questo tipo sia più utile quando bisogna trasportare fuori dal Molise una persona che non quando c’è bisogno del trasferimento da un ospedale molisano all’altro”.

In quel caso per Sosto il trasporto su gomma resta la soluzione ottimale.

Il 24 agosto, giorno di riapertura della Bifernina dopo una settimana di interruzioni per le verifiche sui viadotti, i ponti e le campate del Liscione, la Prefettura di Campobasso ha fatto sapere che il servizio di emergenza-urgenza 118 “procederà ad una ottimizzazione del proprio dispositivo in modo da poter rispondere con efficienza e immediatezza alle eventuali richieste provenienti in particolar modo dall’area colpita dal sisma”.

Le ambulanze, insomma, sono state allertate per essere pronte in caso di necessità.

Purtroppo, ma questo non è certo un problema di ambito sanitario, tutti i molisani fanno quotidianamente i conti lo stato problematico della viabilità. Compresi gli autisti delle automediche. Per chi vive nelle aree interne, poi, le difficoltà sono maggiori. E lo hanno visto tutti quelli che nei giorni della chiusura della statale 647 hanno attraversato paesi come Casacalenda per raggiungere la costa adriatica.

eliporto cardarelli

 

Ma come funzionerà esattamente il servizio dell’elisoccorso? Lo abbiamo chiesto al direttore Sosto.

“C’è una specifica convenzione tra la Regione Molise e la Regione Abruzzo per l’utilizzo in comune dell’elicottero: l’accordo, stipulato prima del mio arrivo all’Asrem, affonda le radici nel decreto ministeriale numero 70 del 2015 che fissa gli standard per l’assistenza ospedaliera”.

Si tratta del regolamento che definisce i parametri qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi agli ospedali tarato sulle linee più generali del cosiddetto decreto Balduzzi.

Per quanto riguarda l’elisoccorso il regolamento propone “un servizio, integrato con il sistema di soccorso a terra (automediche, ndr), che impieghi un numero di mezzi diurno pari a uno per una previsione media di interventi compresa tra 400 e 600 anno per ogni base operativa in relazione, motivata, alla numerosità dei mezzi a terra ed alla definizione della rete ospedaliera”.

Tradotto in soldoni significa che per giustificare la presenza di un servizio di questo tipo bisognerebbe far decollare almeno 400 pazienti l’anno. Il ragionamento, in buona sostanza, è lo stesso che si fa per il mantenimento dei reparti di Ostetricia e Ginecologia: se non nascono almeno 500 bambini l’anno (il caso del San Timoteo di Termoli è recentissimo) quel punto nascite non ha ragione di esistere. E va soppresso.

Stessa situazione per l’elisoccorso: il Molise continua a non avere numeri competitivi, nella migliore delle ipotesi quando il servizio funzionava si facevano una ventina di trasferimenti al mese in elicottero. Poco più della metà del minimo stabilito dal regolamento.

Per questo poco più avanti sempre il decreto ministeriale numero 70/2015 scrive che “data la peculiarità del servizio e dei mezzi sono fortemente auspicate sinergie di intervento a copertura delle aree di confine tra le diverse regioni”.

Che è esattamente ciò che hanno fatto Abruzzo e Molise.

Solo che l’elicottero è parcheggiato in Abruzzo e al momento è disponibile solo di giorno perché l’elisuperficie non è attrezzata per un volo notturno nonostante ci stiano lavorando. In più, quando si ritiene necessario chiamarlo, bisogna considerare i tempi del decollo e dell’atterraggio (dall’Abruzzo a Campobasso, Termoli o Isernia), la preparazione del paziente che è in condizioni critiche e di nuovo i tempi tecnici di salita e discesa nell’ospedale di destinazione finale del viaggio.

Un viaggio della speranza, per l’appunto.