Undicenni abusano di un bambino di 9 anni. Ma non saranno processati nè puniti

Per diverso tempo hanno approfittato di un ragazzino, sfruttando il fatto che fosse più piccolo e fragile. La coppia di bulli è stata denunciata con l'accusa di violenza sessuale e affidata ai servizi sociali, ma il 16 luglio il gip del tribunale dei minori ha stabilito il “non luogo a procedere” perché hanno meno di 14 anni

L’infanzia violata da quelli che credeva compagni di gioco, forse non gliela restituirà più nessuno. Né alcuno potrà lenire il dolore e la sofferenza che quei bulletti hanno provocato alla sua crescita psico-fisica.

Ma, se sperava che almeno giustizia fosse fatta, non otterrà neanche quella. Non penalmente, almeno.  E questo perché l’ordinamento italiano non lascia scampo: per il minore sotto i 14 anni, l’esclusione dell’imputabilità è piena e assoluta e se, pertanto, l’autore del fatto criminoso è un ragazzo che non abbia ancora compiuto il quattordicesimo anno di età, egli non potrà essere giudicato e punito.

Diversa è la questione se il minore abbia un’età compresa tra i 14 e i 18 anni. Egli sarà considerato giudicabile, ma il procedimento penale non avrà corso innanzi all’autorità giudiziaria ordinaria, ma innanzi al giudice naturale per le questioni minorili: il Tribunale per i Minorenni.

Detto questo, resta l’amarezza e lo sdegno di una brutta storia di abusi subiti da un bambino che alla sua età magari voleva soltanto tirare qualche calcio ad un pallone in compagnia degli amici o cimentarsi in un gioco a nascondino e invece ha trovato l’orco. E lo ha trovato in due compagni di un paio di anni più grandi, con una storia di disagio familiare cui far fronte e che probabilmente quel disagio lo hanno trasformato in violenza, abuso e coercizione.
La denuncia risale a circa due anni fa, le indagini ci hanno messo poco ad inchiodare i due aguzzini. Segnalati già dalla scuola ai servizi sociali.
A loro gli investigatori hanno contestato i reati di violenza sessuale.

La coppia ha abusato per qualche tempo del più piccolo. Le violenze avvenivano per la strada, nel cortile sotto casa, e finanche nei parcheggi delle auto.

A far partire le indagini è stata la denuncia di un familiare della vittima, che, per puro caso, ha notato i ragazzini in atteggiamento ambiguo con suo figlio. Il piccolo (perché di piccolo si tratta), infatti, ha sempre subito gli abusi e le angherie in silenzio, senza mai confidarsi con qualcuno, nemmeno con la madre.
Dopo mesi di attesa, il gip del Tribunale per i minori ha disposto il non luogo a procedere ma tutti, anche la vittima, adesso sono seguiti e attenzionati da un’equipe di assistenti sociali e psicologi.

Certo è che da questa brutta storia emerge la necessità di individuare strategie capaci di prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo di cui si parla tanto ma per il quale, concretamente, non si fa abbastanza. Ancor più rispetto a questa vicenda (che potrebbe essere simile a molte altre tenute nascoste) che ha assunto contorni terribili, perché a commettere violenze inaudite e impensabili sono stati ragazzini di soli 11 anni.