Trasporto pubblico locale, il ‘buco’ di Frattura coperto coi soldi dei bolli. Fanelli: “Rischioso, non c’è certezza di incassarli”

Se il Movimento 5 Stelle non è riuscito neppure a far discutere la sua mozione sul trasporto pubblico locale, e il Pd si è astenuto, il centrodestra in Consiglio regionale ha votato compatto la seconda variazione di Bilancio (proposta di legge numero 7 di iniziativa della Giunta Regionale relativa alla “Seconda variazione di Bilancio di previsione pluriennale per il triennio 2018\2020”) che ha assicurato la continuità del servizio in Molise.

Relatore del provvedimento il consigliere Andrea Di Lucente il quale ha parlato di “mero atto tecnico” per evitare il collasso di un servizio essenziale “che va certamente riorganizzato e lo faremo da domani”. Nell’attesa, però, l’ok della maggioranza ha evitato “che la macchina dei trasporti si bloccasse e non potevamo permettercelo”.

Di Lucente ha spiegato che dal comparto la giunta precedente di centrosinistra aveva tolto 19 milioni di euro, “soldi che recupereremo dalla riscossione del bollo auto per l’annualità 2015”.

Le buste verdi per chi non ha pagato la tassa automobilistica stanno arrivando proprio in queste settimane. Toma e i suoi assessori hanno pensato bene di prendere da lì i soldi per il settore trasporti dopo essersi resi conto che i 7,5 milioni di euro recuperati con la prima variazione di bilancio non sarebbero bastati. Quella di oggi, per altri 11,5 milioni permetterà di saldare i debiti coi gestori ed evitare di lasciare a piedi pendolari e lavoratori “in attesa di una rivoluzione strategica del settore a cui dobbiamo lavorare da subito una volta superata questa emergenza. Purtroppo –  ha spiegato ancora Di Lucente – la Regione Molise ha perso milioni di euro non chiedendo indietro, prima che fossero prescritti, i vecchi bolli non pagati”. 

Insomma, non c’era altra soluzione sebbene quella di Toma & Co. sia una “toppa”. Ne è convinta la consigliera Micaela Fanelli la quale ha messo in guardia la maggioranza sul rischio di un provvedimento del genere “tarato su una previsione di entrate senza certezze di incassare il bollo auto. C’è bisogno di maggiori sicurezze per i lavoratori e gli utenti, di interventi più strutturali e certi, suggeriti già in fase di discussione del provvedimento in Prima Commissione”.

Da queste considerazioni la scelta di non opporsi alla variazione ma di astenersi.

“Il vero tema, come ho ribadito oggi nel mio intervento in Consiglio, è quello di aprire un negoziato nazionale per rimodulare il trasferimento dei fondi destinati al trasporto pubblico locale, senza più tagli lineari, lavorando alla modifica degli indicatori di riparto sulla scorta delle nostre caratteristiche territoriali. In caso contrario, non riusciremo a trovare una soluzione strutturale e duratura nel tempo, ma continueremo ad utilizzare palliativi, senza risolvere i problemi”.