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Taglio dei vitalizi, sorpresa: gli ex parlamentari molisani sono favorevoli. A patto che…

Diversi sono gli ex parlamentari molisani ai quali verrà tagliato il vitalizio. "Siamo favorevoli - dicono - basti che si faccia seguendo un giusto iter legislativo". Esente dal provvedimento Michele Iorio il quale non ne ha maturato il diritto.

“Credo proprio che oggi riusciremo a tagliare i vitalizi”, dice a Uno Mattina, questa mattina, Luigi Di Maio. “Oggi è giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no”, scandisce.
E il vicepremier a 5 stelle continua: “È un principio di giustizia, ma non mi nascondo che c’è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati”. E ancora: “E’ un inizio, tagliamo un privilegio odioso e applichiamo le normali pensioni a ex parlamentari che avevano vitalizi da nababbi con 3 giorni o 3 mesi in Parlamento. E’ una giornata storica perché cominciamo a restituire ai cittadini i soldi con cui si sono finanziati i privilegi nella prima e seconda Repubblica”.

L’annuncio del Vicepremier fa seguito alla delibera illustrata dal Presidente della Camera Roberto Fico il 28 giugno scorso. Una delibera nella quale è previsto un taglio che dovrebbe portare a un risparmio netto di 40 milioni di euro all’anno, 200 per ogni legislatura. In sostanza all’incirca 70 centesimi all’anno per ogni cittadino italiano, poco meno del costo di un caffè al bar.  Il vitalizio minimo sarà di 980 euro al mese, e andrà a chi ha fatto una sola legislatura. Il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50 per cento il vitalizio sarà di 1.470 euro al mese. L’Ufficio di Presidenza della Camera, quindi, oggi giovedì 12 luglio dovrebbe dare il via libera al provvedimento nonostante le proteste degli ex parlamentari e il rischio di una pioggia di ricorsi, anche ‘ad personam’.

Diversi sono gli ex parlamentari molisani che saranno direttamente interessati dal provvedimento: da Antonio Di Pietro con i suoi 4.002,01 euro mensili,  Luigi Biscardi con il suo assegno da 4.581,48 euro al mese, Antonino Valletta con i suoi 3.408 euro, Giovanni Di Stasi con i suoi 3.007,89 euro, Luigi Occhionero con i suoi 2.079,68 euro, Angelino Sollazzo con i suoi 2.174,62 euro, Eugenio Riccio e i suoi 3.992,77 euro, Remo Di Giandomenico con i suoi 2.121,54 euro per finire con Cinzia Dato e i suoi 3.135, 57 euro al mese. “Tagliare i privilegi è una cosa giusta – afferma l’ex deputato Giovanni Di Stasi – ciò che non sopporto è che si dica che io abbia rubato qualcosa gettandomi in pasto all’opinione pubblica come un delinquente, non è così: sono stato eletto democraticamente ed ho servito con onore, passione e dedizione il mio Paese”. L’ex presidente della Giunta regionale si dice favorevole “ad affrontare l’argomento” e altrettanto favorevole al provvedimento “purché venga rispettato un giusto iter legislativo, non si può partire dalla Camera e non dal Senato ad esempio, e purché sia equo”.

La norma si andrà ad applicare a tutti quei parlamentari (senatori o onorevoli che fossero) in carica prima del 2011. Questo perchè il vitalizio è stato abolito alla fine del 2011 ed è stato sostituito da una pensione calcolata con metodo contributivo, in maniera non differente dal metodo di calcolo utilizzato per i dipendenti pubblici. Fautore della riforma fu il governo Monti che nell’inverno del 2011 approvò una severa riforma delle pensioni (la riforma Fornero), il Parlamento e i consigli regionali approvarono una forte riduzione dei vitalizi che spettavano ai loro membri. Il nuovo regolamento di Camera e Senato  cancellò il vitalizio e lo ribattezzò ‘pensione dei deputati’ e ‘pensione dei senatori’.

parlamento

Oggi, quindi, il metodo con cui viene calcolato l’assegno per i neo parlamentari è quello ‘contributivo’, in cui cioè l’assegno è legato direttamente ai contributi che vengono effettivamente versati. Il risultato è una significativa riduzione dell’importo. Alcuni esempi.

Il deputato eletto nel 2013, quando aveva 27 anni, che ha cessato il suo mandato nel 2018 senza essere riconfermato per il secondo, percepirà nel 2051 (a 65 anni) una pensione compresa tra i 900 e i 970 euro al mese. Se, invece, l’onorevole eletto sempre nel 2013 a 39 anni, è stato riconfermato fino al 2023, con due legislature alle spalle potrà andare in pensione nel 2034 (a 60 anni) incassando circa 1550 euro al mese. Entrambe le simulazioni ipotizzano che i contributi accantonati nell’arco della carriera parlamentare dai due ipotetici deputati siano gli unici versamenti effettuati nell’intera vita lavorativa. Della riforma Monti rientrano gli onorevoli Laura Venittelli e Danilo Leva, e i senatori Roberto Ruta e Ulisse Di Giacomo.

Nell’aula di Palazzo Madama, all’epoca, era presente l’ex senatore Giuseppe Astore che ricorda che fu promotore di “un emendamento nel 2012  al decreto legge 70 del Governo Monti nel quale scrivevo che bisognava porre fine al privilegio facendo un ricalcolo con il metodo contributivo di tutti i vitalizi erogati dal parlamento”.  

Entrando invece nel merito del nuovo provvedimento, per l’ex assessore regionale alla sanità: “Il ricalcolo deve essere fatto tenendo conto di tanti fattori: magari ci sono ex parlamentari che hanno un solo reddito o che prima avevano un lavoro e poi si sono dedicati alla politica, oppure ci sono quelli che hanno più assegni. Deve essere fatto con molto criterio perchè è una materia delegata e non va tagliato tutto a prescindere”. Dopo questa premessa, però, Astore tiene a precisare che è “totalmente favorevole al provvedimento perchè quando un diritto diventa un privilegio va tagliato”. Inoltre, tiene ad evidenziare di non far parte “non solo dell’associazione degli ex parlamentari” ma di essere anche “totalmente contrario a qualsiasi ricorso”.

michele iorio

Assente nella lista degli ex parlamentari che percepiscono il vitalizio Michele Iorio. L’ex presidente della Regione seppur eletto due volte in Parlamento, nel 2001 alla Camera dei deputati e nel 2006 al Senato della Repubblica, non ha maturato i due anni necessari per potervi accedere. “In sostanza – afferma Iorio – è come se vi avessi rinunciato perchè mancavano solo 15 giorni e  io mi dimisi andando a svolgere il ruolo di Presidente della Regione”. Iorio, infatti, in entrambe le elezioni parlamentari a distanza di qualche mese venne anche eletto Governatore regionale: nel maggio 2001 venne eletto Deputato e l’11 novembre dello stesso anno venne eletto Presidente della Regione; nell’aprile del 2006 fu eletto Senatore della Repubblica e nel novembre del 2006 fu rieletto Presidente della Regione.

Nel frattempo, l’Associazione degli ex parlamentari ha inviato a tutti i membri dell’Ufficio di presidenza della Camera una diffida stragiudiziale a non approvare la delibera che tagli i vitalizi agli ex deputati, con la minaccia di un’azione civile e amministrativa per danni rispetto alla quale risponderebbe personalmente e patrimonialmente ciascun membro dell’ufficio di Presidenza, compreso il presidente Roberto Fico. La delibera è stata definita “palesemente incostituzionale, dato che per la prima volta si interviene retroattivamente sulla materia previdenziale – ha spiegato il presidente dell’Associazione Antonello Falomi -. I membri dell’Ufficio di Presidenza sono ‘consapevoli‘ del fatto che la delibera sia incostituzionale visto che ciò è stato rilevato dai pareri dei competenti uffici di Camera e Senato, rispettivamente il 26 e il 27 maggio”.

I vitalizi erogati dal Parlamento sono in tutto 1405. In totale saranno 1338 ad essere ricalcolati e, quindi, abbassati. Altri 67 invece non verranno ritoccati: in base alla delibera, quelli percepiti da ex deputati che hanno sulle spalle almeno 4 legislature si fermeranno al valore del 31 ottobre prossimo, alla vigilia dell’applicazione della delibera.