Sta meglio ragazzo ferito durante soft air, trasferito in clinica specialistica

Dopo un mese il 28enne di Grosseto lascia il Cardarelli e va in una struttura toscana. La madre ringrazia tutti via Facebook

Dopo un mese di degenza all’ospedale Cardarelli di Campobasso, Paolo sta meglio ed è stato trasferito. Paolo è il ragazzo che era rimasto gravemente ferito la sera del 9 giugno nelle campagne di San Biase mentre svolgeva una sessione di soft air, gioco di squadre in cui si simulano azioni di guerra con armi finte. Il 28enne era precipitato da un muretto, forse per il buio, battendo la testa.

Il 28enne di Grosseto è stato trasferito in una struttura specializzata, come riferisce via Facebook la madre del giovane. “Con immensa gioia vi informiamo che Paolo sarà trasferito in giornata dal Cardarelli di Campobasso ad una struttura riabilitativa specialistica a Volterra (PI). Un grande passo per Paolo, che ha sorpreso tutti, medici inclusi, per la velocità di recupero”.

Infatti dopo quell’incidente si era temuto il peggio. Paolo era finito in coma e solo dopo qualche giorno di grande apprensione aveva iniziato a stare decisamente meglio. Adesso questa buona notizia.

“In soli 30 giorni dal tragico incidente, Paolo è cosciente, interagisce con i suoi familiari e muove quasi tutto il corpo. L’iter riabilitativo sarà sicuramente ancora lungo, ma Paolo, con la sua grinta, ce la metterà tutta per tornare in forma”.

Quindi la mamma del ragazzo toscano prosegue nel racconto e fa dei doverosi ringraziamenti. “Un mese esatto. Paolo ha bruciato le tappe uscendo dal suo ‘bosco buio‘ in tempi sorprendentemente brevi, con la tenacia e la grinta che contraddistingue tutti voi. I numerosi messaggi, la vostra irremovibile certezza che ce l’avrebbe fatta, mi hanno commossa e sostenuta ed è stata l’ennesima conferma di tutto ciò che Paolo mi ha sempre raccontato su questo sport. Un grazie particolare alla Figt, vicina ad ogni nostra necessità, ai ragazzi che per primi hanno soccorso Paolo, a tutti i club del Comitato regionale Abruzzo Molise.
Un abbraccio grande a Giuseppe e tutta la sua famiglia che ci ha accolto e ospitato, a Fernando, Mirko e Serena, presenti dal primo drammatico momento fino ai giorni pieni di speranza. E Paolo tornerà a trovarvi, ne sono certa.
Un Caro Saluto, Maura”.