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Sentinelle contro Gay pride: “Patrocinio ‘illegittimo’, pronti ad andare alla Corte dei Conti”

Il gruppo che difende la famiglia tradizionale sta valutando di presentare un esposto alla magistratura contabile per i soldi pubblici che saranno spesi il prossimo 28 luglio per il Molise Pride. In altre città lo hanno già fatto "e anche se si tratta di un patrocinio gratuito serviranno comunque risorse per garantire la sicurezza". In più gli oneri per le affissioni e per l'occupazione del suolo pubblico non vengono richiesti in caso di riconoscimento del patrocinio.

Il primo a lanciare l’allarme è stato il consigliere comunale Michele Ambrosio (Udc) quando, nel chiedere di rivedere le regole per la concessione dei patrocini, ha fatto presente le responsabilità erariali nel caso di patrocini illegittimi. L’esponente dei centristi a Palazzo San Giorgio – tra i più appassionati contestatori del Gay pride del 28 luglio – ha rimarcato (era il 2 luglio scorso) che una volta ottenuto il ‘bollino’ dall’ente pubblico sulla manifestazione che si sta organizzando, si viene esonerati dal pagamento degli oneri per l’affissione di manifesti e per l’occupazione di suolo pubblico. “Per tali ragioni – questo diceva Ambrosio dopo il lungo braccio di ferro in commissione Cultura – sarebbe opportuna una istruttoria più coerente e una regia consiliare più attenta”.

Quelle parole non sono cadute nel vuoto tanto che oggi il gruppo campobassano delle Sentinelle in piedi, i difensori della famiglia tradizionale nonché i più accaniti contestatori della legge Scalfarotto, stanno valutando di presentare un esposto alla Corte dei Conti.

In molte altre città, dove i Gay pride hanno ottenuto fondi pubblici da enti pubblici, questa strada è stata già seguita. Roma, Firenze, Napoli, Catania, Cagliari, Torino, Milano, Trento e Bolzano sono solamente alcuni dei Comuni chiamati in causa dalle Sentinelle “per verificare se sia legittimo patrocinare e finanziare manifestazioni che promuovono apertamente l’utero in affitto”.

La giustizia contabile, coinvolta anche nel Lazio, in Campania, in Piemonte, in Toscana e in Umbria, potrebbe essere chiamata a pronunciarsi anche per il Molise pride sebbene, a detta del consigliere Francesaco Pilone (uomo molto vicino alle Sentinelle) “non si ravvedono motivi trattandosi di un patrocinio gratuito”.

Non ne sono del tutto convinti i promotori delle veglie silenziose nel capoluogo considerando che “anche se gratuito si spenderanno dei soldi per la sicurezza” come potrebbe essere per il pagamento degli straordinari alla polizia municipale il giorno della manifestazione.

“Non possiamo accettare che una parte politica utilizzi risorse pubbliche per diffondere pratiche raccapriccianti e diseducative. Ecco perché reputiamo necessario l’intervento della magistratura contabile per recuperare dai responsabili di tali scelte eventuali risorse destinate a queste manifestazioni”.