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Scuole tra furti e vandali, Battista: il “patto per la sicurezza” è insufficiente

Non soltanto le telecamere (una per ogni istituto) previste nel “patto per la sicurezza” che entrerà in funzione entro l’autunno ma il primo cittadino rispetto alla reiterazione dei raid negli edifici scolastici del capoluogo, in settimana scioglierà le riserve per annunciare l’avvio delle procedure utili ad installare un numero di telecamere da stabilire in tutte le scuole di proprietà del Comune

L’occasione è quella che si presenta durante il fine settimana, oppure quella del “ponte” infrasettimanale. Perlopiù sono queste le circostanze durante le quali le scuole di Campobasso sono state prese di mira da ladri oppure vandali che durante la notte – certi di non essere scoperti almeno fino al giorno successivo – hanno scorrazzato in lungo e in largo nelle aule e nei corridoi creando danni, qualche volta portando via materiale anche costoso, altre volte facendo semplici atti di teppismo che sono costati più di un eventuale bottino.
Al momento, però, la situazione è diventata pesante.

I raid nelle scuole del capoluogo di regione sono diventati troppo frequenti tanto che il sindaco Antonio Battista dopo l’episodio alla “Giovanni Paolo II” che ha visto il furto di 5 pc portatili (soltanto un paio di giorni prima i ladri avevano fatto la visita alla “F. Jovine”) ha deciso di correre ai ripari. E di farlo con il pugno di ferro contro “atti di teppismo fastidiosi e snervanti, che spesso creano più danni di un eventuale bottino”.

Preoccupazione legittima se nell’analisi degli ultimi episodi si osserva che adesso non sono più sempre le stesse scuole ad essere prese di mira dai teppisti di zona ma il fenomeno si sta estendendo un po’ ovunque. Dalla “G. A. Colozza”, alla “F. D’Ovidio”, e poi la “F. Jovine” ora addirittura l’ex Casa dello Studente. Per citare soltanto gli ultimi casi. Lo scenario è sempre lo stesso: personale che scopre i fatti, polizia o carabinieri che arrivano sul posto, rilievi, denunce e la speranza di un elemento che possa aiutare gli investigatori a rintracciare chi ha agito, quando, come e perché.

Se ci fossero le telecamere il lavoro sarebbe più veloce, certamente, ma ancor più le scuole sarebbero più al sicuro.
E invece per ora di telecamere nemmeno l’ombra, quelle in arrivo sono previste dal “Patto per la sicurezza” per un totale di 140 telecamere in tutta la città di cui è prevista una per ogni istituto.
“E’ ovvio che rispetto alla recrudescenza di questi ultimi episodi – ha spiegato il sindaco – una telecamere per ogni scuola non basta. Ed è altrettanto ovvio che sto valutando di adottare provvedimenti che possano non soltanto far sentire più sicuri alunni, docenti e personale scolastico ma anche essere d’aiuto agli investigatori in caso di eventuali nuovi raid”.

Eh sì, ammettiamolo, furti e vandali nelle scuole campobassane hanno vita fin troppo facile. Tecnologie obsolete, poche risorse da investire rendono quasi nulli i mezzi attualmente a disposizione per arginare il fenomeno e fronteggiare i predatori di computer, stampanti e merendine.
“Dobbiamo assolutamente intervenire per migliorare l’intero sistema” prende atto quindi il sindaco e annuncia che in questa settimana di luglio scioglierà le riserve su un imminente e veloce progetto di installazione di altre telecamere (una per ogni istituto di proprietà del comune) che vanno al di là di quelle già previste dal “Patto per la sicurezza”.

Riserva – quella da sciogliere – legata all’individuazione delle risorse da utilizzare per fare il più in fretta possibile. Perché le irruzione dentro elementari, materne e medie sono ormai quasi all’ordine del giorno, specchio di mezzi inadeguati a garantirne la sicurezza.
Serve un giro di vite. E Battista lo promette entro brevissimo tempo.