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Scuola ‘Petrone’, il sistema antincendio è un disastro: in fumo 800mila euro. Apertura a rischio

Una delibera di Palazzo San Giorgio prevede l’avvio dei lavori per gli ultimi atti utili ad ottenere la certificazione obbligatoria senza la quale l'istituto (come tutti gli altri che ne sono sprovvisti ) potrebbe non aprire. Ma per l'adeguamento alla normativa del '92, la giunta regionale aveva già assegnato al Comune nel 2012 quasi un milione di euro. Per capire cosa è successo il sindaco si è visto costretto - fra le altre cose - a scrivere alla Procura della Corte dei Conti

Il sindaco Antonio Battista e il suo esecutivo sono corsi ai ripari poco prima della riunione di giunta quando sul tavolo del primo cittadino la relazione dei vigili del fuoco ha detto che il sistema di prevenzione incendi della “Igino Petrone” non era funzionale né rispondeva alla normativa nazionale. E questo è un fatto.

L’altro fatto è che per mettere a norma la scuola, nel 2012, la Regione Molise aveva assegnato all’amministrazione guidata da Gino Di Bartolomeo 800mila euro. Soldi che dovevano essere utilizzati allo scopo, ma che lo scopo – a questo punto, stando a quanto accaduto nelle ultime ore e certificato dagli organi preposti – non l’hanno raggiunto. Possibile? A quanto pare sì, se ad oggi i vigili del fuoco hanno rilevato che così com’è la “Petrone” non può essere riaperta.
Stesso discorso per tutti gli altri istituti di Campobasso. Questo perché la cosiddetta certificazione di prevenzione incendi (Cpi) è una condizione necessaria ad esercitare l’attività didattica. E’ un atto che rilascia il Comando provinciale dei vigili del fuoco assicurando la sussistenza dei requisiti di sicurezza di una struttura.

La legge di riferimento risale al 1992. E tutti i proprietari degli edifici scolastici (perlopiù Comuni e Province) da quel momento sono stati chiamati a rispettare una serie di obblighi: adeguare l’impianto elettrico ai criteri stabiliti, dotarsi di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale in caso di pericolo, installare estintori portatili, applicare la segnaletica di sicurezza, effettuare controlli periodici degli impianti e dei presìdi installati.
Il governo, su questo argomento, ha emanato l’ultima proroga: bisogna adeguarsi entro il 31 dicembre scorso. Ma si è determinata una situazione di particolare gravità a causa dell’alto numero di strutture scolastiche sul territorio italiano che non sono in possesso di questa certificazione obbligatoria. Proprio come a Campobasso dove tutti gli istituti sono stati particolarmente attenzionati a causa di carenze strutturali che hanno provocato la chiusura di alcune scuole e lavori di adeguamento per altre. Al termine di questi ultimi, con il sopralluogo dei vigili del fuoco per le valutazioni finali, in particolare sulla “Petrone”, è arrivata invece la doccia fredda. E dunque alcun rilascio del Cpi.

“E’ chiaro che sono stato colto di sorpresa – ha ammesso il primo cittadino – perché per i lavori utili a questo aspetto nel 2012 (durante la legislatura Di Bartolomeo, con Battista che invece faceva parte dell’opposizione, ndr) erano stati affidati a questo Comune 800mila euro. Una tegola che ci ha costretto a riprogrammare gli interventi finora messi in campo,visto che nei bilanci riferiti agli anni precedenti non c’erano fondi destinati a questa finalità. Così poco prima della riunione di Giunta abbiamo impegnato 600mila euro per questo obiettivo. Di questi, 300mila sono destinati alla ‘Petrone’ e serviranno a colmare le lacune strutturali riscontrate in fase di verifica da parte dei vigili del fuoco”.

A rotazione seguiranno poi gli altri edifici scolastici della città, sui quali sarà spalmata la somma rimanente.

E per capire come sono stati utlizzati gli 800mila euro stanziati nel 2012 l’amministrazione Battista ha scritto alla Regione, ma anche alla Procura della Corte dei Conti al fine “di capire cosa è successo ma anche per tutelare il Comune” ha spiegato il sindaco. Infatt, questi fondi sono stati stanziati con una delibera di Giunta regionale il 20 settembre 2012. Oggetto: esecuzione dei lavori di messa in sicurezza antincendio, con copertura finanziaria a carico dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile.

In base all’importo furono quindi progettate tre azioni. La prima: per la scuola media “L.Montini” di via Scarano per una spesa di 230mila euro. La seconda destinata alla “I.Petrone” di via Alfieri con un importo di 370mila euro e infine la terza per la scuola media “G.A. Colozza” e la scuola materna “Cep Nord” di via De Gasperi con un finanziamento complessivo di 200mila euro.

L’esito dell’opera sulla “I.Petrone” è stato disastroso tant’è che il Comune ha dovuto investire nuovamente poco meno del primo finanziamento, pena il rischio che la scuola non apra. Ma su questo aspetto Battista però assicura: “Stiamo lavorando per definire gli accorgimenti che ci sono stati richiesti. E’ vero anche che confidiamo in un’ulteriore proroga chiesta al governo da parte dell’Anci. Perché adeguare tutte le scuole a questa normativa richiede uno sforzo economico rilevante e la situazione degli enti locali è nota a tutti. Tuttavia, in attesa che il governo si pronunci, noi continuiamo a lavorare per metterci in regola”. Intanto per chiarire questa grava vicenda il consigliere di opposizione Francesco Pilone depositerà un’interrogazione urgente da discutere nel prossimo consiglio comunale.