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800mila euro ‘in fumo’ per l’antincendio nelle scuole, l’ex sindaco: “I lavori vennero fatti, parlano le delibere”

A Palazzo San Giorgio una multa dei vigili del fuoco per il mancato adeguamento al Sistema di Prevenzione incendi. Intanto l’ex sindaco di Campobasso rispetto al finanziamento della Regione per il quale l’attuale giunta ha scritto alla Procura della Corte dei Conti reagisce con sdegno: “Chi ha buona memoria ricorderà quando chiusi gli istituti proprio per questo problema,. Ottenuti i fondi i lavori sono stati eseguiti e le scuole messe a norma laddove si è potuto”

Per il mancato Cpi (Certificato di prevenzione incendi) il Comune di Campobasso ha ricevuto una sanzione da parte dei Vigili del Fuoco. Come prevede, tra l’altro la normativa vigente.

Non solo: il 25 luglio, il comandante provinciale della caserma di via Sant’Antonio dei Lazzari – l’ingegnere Cristina D’Angelo –  incontrerà presso la facoltà di Economia dell’Unimol tutti i dirigenti scolastici e i proprietari degli immobili adibiti a scuola per illustrare e precisare la normativa esistente sull’obbligo di questa certificazione. Perché i rischi non sono soltanto di tipo amministrativo (per chi non si adegua) ma anche di tipo penale.

Detto questo, Gino Di Bartolomeo – sindaco quando al Comune furono assegnati dalla Regione guidata da Michele Iorio, gli 800mila euro per l’adeguamento al sistema antincendio di quattro istituti molisani – a quanto accaduto in queste ultime ore non ci sta.

gino di bartolomeo

Era il 6 settembre 2012 quando l’allora sindaco Gino Di Bartolomeo convocò una conferenza stampa per annunciare: “L’11 settembre non apro alcuna scuola”.

Il motivo? Non rispettavano le norme sulla sicurezza antincendio.

Un provvedimento che il primo cittadino Gino Di Bartolomeo assunse con una drastica ordinanza a poche ore dall’avvio del nuovo anno scolastico: “In galera non ci voglio andare – spiegò – Ci deve essere un decreto che ripristina la norma della gradualità della messa a norma delle scuole”.

E così fu, l’adeguamento per il conseguimento del certificato di prevenzione antincendio obbligatorio per tutte le attività scolastiche fu prorogato di altri due anni. E ancora fino al 31 dicembre 2017.

Ma nel frattempo l’allora presidente della Regione Michele Iorio e la sua giunta assegnarono a Palazzo San Giorgio 800mila euro per i lavori utili a rendere agibili le scuole.

Nulla a che fare con il terremoto o la vulnerabilità sismica ma “con l’agibilità” spiega oggi l’ex sindaco. Che ha un sussulto quando legge di una missiva inviata alla Procura della Corte dei Conti da parte dell’attuale amministrazione comunale per chiedere lumi su come sono stati spesi quei soldi. Questo perché la “Igino Petrone” non ha ottenuto l’esito positivo dal sopralluogo dei Vigili del Fuoco. E perché la giunta Battista per metterla a norma ha dovuto stanziare un totale di 600mila euro, di cui 300mila destinati proprio all’edificio di via Alfieri. Oltre a dover pagare la sanzione comminata dai vigili del fuoco.

“Gli 800mila euro – spiega a Primonumero Di Bartolomeo – sono stati utilizzati per bene e per lavori immediati che rendessero agibili la scuole. Ho fatto realizzare pavimenti antincendio, le porte antipanico… Insomma non sto qui ad elencare tutte le opere portate a termine perché al mio posto parlano le carte. Parliamoci chiaro: questi vogliono fare campagna elettorale sulle spalle degli altri? No. Non ci sto. Io ho fatto quello che andava fatto all’epoca e ribadisco i lavori sono stati eseguiti nelle due ‘D’Ovidio’, alla ‘Montini’, nelle scuole di via Crispi e via Berlinguer e molte altre. Ma ci sono gli atti deliberativi che parlano e che sono certamente più precisi di me”.

E Di Bartolomeo rammenta con nitidezza quando, da poco insediatosi, chiese all’ufficio tecnico del Comune un elenco delle scuole agibili. “Bene, non lo era nessuna. Quindi mi sono ritrovato a sbrogliare una situazione che con trascorrere dei giorni vide in Campobasso solo la punta di un iceberg di dimensioni ben più vaste”. Il problema, infatti, è generale, riguarda tanti istituti di tutta Italia.

A rafforzare le paure dell’ex primo cittadino arrivò infatti anche un’indagine da Cittadinanzattiva e che venne presentata al Senato. Un rapporto da cui risultò che solo un istituto su 4 era a norma. E i dati facevano riferimento alla presenza delle certificazioni di agibilità statica, igienico-sanitaria e di prevenzione incendi previste dal decreto 81/08.

La provocazione di Gino Di Bartolomeo all’epoca andò a colpire in sostanza un problema che di fatto riguarda l’intero territorio nazionale e a maggior ragione oggi – ai sospetti mossi in merito all’uso degli 800mila euro – reagisce con sdegno. Tant’è che d’accordo con la consigliera Maria Laura Cancellario ha annunciato che per le prossime ore è stata convocata la commissione dei Lavori pubblici a carattere urgente alla quale parteciperanno i tecnici di Palazzo San Giorgio e durante la quale saranno vagliate tutte le vecchie delibere.