Rissa al Modena, la versione dei gestori: “Centro chiude per motivi gestionali”

Per i responsabili della cooperativa un alterco per gelosia alla base del litigio fra due migranti

I responsabili della cooperativa società “Marinella” che gestisce l’ex hotel Modena, oggi centro di accoglienza straordinaria per migranti, confermano che il Cas sta per chiudere. Una decisione legata a motivi gestionali, nella quale la rissa di due giorni fa e gli episodi di violenza collegati nulla c’entrano.

 

<< Il Modena non chiuderà per questo episodio ma per motivi gestionali, totalmente non riconducibili all’episodio di cui tratta l’articolo. Spranghe e bastoni non ce ne sono all’Hotel Modena che è una struttura curata, pulita e spesso scambiata per un hotel ricettivo aperto a tutti. L’ “arma” utilizzata nell’alterco era una forchetta >> chiarisce Vincenzo Scardapane, responsabile della comunicazione della cooperativa “Marinella”.

 

Sempre secondo la ricostruzione dei gestori << i protagonisti della vicenda erano soltanto due ragazzi, uno contro l’altro, che hanno avuto un alterco per motivi personali e sono venuti alle mani. Altri ospiti del centro sono intervenuti per separarli. Non erano né gruppi, né bande, fazioni, né altri tipi di aggregati, ma solo uno contro l’altro. I due ragazzi hanno litigato per gelosia, si sono azzuffati tra loro fino all’arrivo delle forze dell’ordine >>.

 

Quindi Scardapane prosegue nella ricostruzione dei fatti. << Nessun panico, al limite la curiosità. Alle 20,45 quando è accaduto l’episodio, non c’è il viavai di turisti che si vuole far credere, ma uno sparuto numero di bagnanti che tornano a casa. I due ragazzi si sono azzuffati per motivi personali, non erano una decina. L’unico oggetto utilizzato come “arma” è stata una forchetta. Nessuna bottiglia di vetro è stata scagliata contro alcuno. Il litigio è avvenuto subito dopo cena, quindi uno dei due ha impugnato una forchetta che era a portata di mano >>.

 

Contrariamente a quanto verificato dal nostro giornale, Scardapane nega che sia stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica, che inoltre sarebbe un atto dovuto, e sostiene che: << la Procura non ha aperto alcun fascicolo su questo specifico episodio >>.

 

Per la cooperativa << nessuno si è barricato all’interno e nessuno provava a entrare. Si specifica quindi che sulla strada pubblica non è accaduto nulla, ma soltanto dentro il Cas. La struttura è talmente curata che viene scambiata ogni giorno dai turisti come struttura ricettiva aperta al pubblico. Ogni giorno chiedono in reception se sia possibile pranzare, avere un caffè, dormire >>.

 

Sempre secondo la ricostruzione dei gestori l’intervento del 113 è stato con << una pattuglia con due poliziotti, non due pattuglie. Non è stato fermato nessuno, i due protagonisti della vicenda sono stati calmati e hanno smesso di percuotersi, hanno dovuto fornire i documenti e spiegare i motivi dell’alterco. Nessuno è stato messo in stato di fermo, o portato in questura o altrove. Niente sprangate e bottigliate, o fuga. Assolutamente non esistono bande, totalmente fantasiosa l’associazione a episodi di spaccio, di droga. L’Hotel Modena viene rappresentata come una fucina di male di ogni tipo, il crogiolo di immigrati dediti allo spaccio di droga in cui ci sarebbero gang criminali. È tutto esattamente l’opposto della realtà dei fatti. I ragazzi sono tutti apprezzati e integrati nel tessuto sociale termolese. Lavorano e nella struttura di giorno di fatto non ci sono >>.

 

Per finire << il mancato rinnovo del contratto è dovuto a motivi gestionali, totalmente scollegati a episodi citati, ed è il frutto di una decisione presa già da mesi, quindi evidentemente non riconducibile a questo episodio >>.