Poste italiane, Molise escluso da nuove assunzioni. Occhionero interroga Ministro

Il Molise è la regione in cui Poste Italiane ha perso la metà dei posti di lavoro, a fronte di “un bilancio aziendale florido che vede un’ininterrotta distribuzione di utili agli azionisti”, riferisce l’onorevole molisana di Liberi e Uguali Giuseppina Occhionero.  Il taglio dei servizi ha penalizzato tutte le zone interne e montane del Molise dove gli uffici oramai funzionano a giorni alterni così come il recapito della corrispondenza, “circostanze che hanno contribuito allo spopolamento delle stesse”.

Una situazione che non migliorerà dopo l’attesissimo accordo nazionale, arrivato qualche ora addietro. “Anche in questa circostanza è stata fortemente penalizzata la nostra regione” spiega la Occhionero. Mentre nel resto d’Italia ci sono state nuove assunzioni e trasformazioni da part time a full time nei tre anni di almeno 6000 unità, “il Molise viene ancora del tutto ignorato”.

L’esistenza sul territorio dell’Ufficio Postale ed il recapito della  corrispondenza rappresentavano “nell’immaginario collettivo – continua la Occhionero – una certezza spazzata oramai dal primato del maggior profitto. Per di più Poste Italiane continua a progettare la digitalizzazione dei servizi, nonostante l’assenza di rete e di fondi per l’acquisto dei computer”. Vittime di queste scelte “scellerate sono i soggetti più vulnerabili, come gli anziani da tempo costretti a file interminabili per riscuotere le loro misere pensioni”.

Motivi, questi, che hanno spinto l’onorevole di Campomarino “a presentare una interrogazione a risposta scritta al Ministero dello sviluppo economico. Interrogazione sollecitata anche dalla Cgil e dall’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale. Ho chiesto al vicepresidente del consiglio dei ministri onorevole Luigi Di Maio (titolare del dicastero dello sviluppo economico) come pensa di affrontare la drammatica situazione che si è determinata in Molise”.