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Petrone, altri 300mila euro per l’antincendio: “Lavori fatti male”. Il sindaco garantisce: “Riaprirà a settembre”

Non bastano i 370mila euro già spesi dall'ex amministrazione Di Bartolomeo: la giunta comunale ha dovuto stanziare altri 300mila euro per adeguare la scuola di via Alfieri alla normativa antincendio. "I lavori erano stati fatti male o non erano stati eseguiti", le parole del primo cittadino. "Le responsabilità? Dovremo verificarle perciò abbiamo mandato gli atti alla Procura della Corte dei Conti. Ad ogni modo, il 10 settembre la scuola aprirà regolarmente".

La scuola Petrone “sarà aperta regolarmente per l’inizio dell’attività scolastica”. E’ nell’Aula di palazzo San Giorgio che il sindaco Antonio Battista fa chiarezza sulla riapertura dell’istituto di via Alfieri, attualmente privo della necessaria certificazione per l’antincendio. Una notizia che ha messo in subbuglio in queste ultime settimane i genitori dei 700 alunni che hanno appreso dalla stampa l’approvazione da parte della giunta di una delibera con cui l’ente ha deciso di stanziare 600mila euro per adeguare l’edificio di via Alfieri e altre scuole alla normativa perché i lavori effettuati dall’ex amministrazione Di Bartolomeo – e finanziati con 370mila euro – non sono sufficienti per l’attuale governo cittadino. Quest’anno poi non c’è proroga che tenga (come avvenuto negli anni passati). E, scaduti i termini fissati dalla normativa, tutto dovrà avvenire entro il 10 settembre, il giorno in cui la campanella tornerà a suonare.

La vicenda è stata approfondita durante il consiglio comunale di questa mattina, 27 luglio. Doveva essere la prima assise in diretta streaming. Invece no: se ne riparlerà al prossimo Consiglio comunale a causa di alcuni problemi tecnici che fanno pure slittare l’inizio dei lavori alle ore 10. In Aula il primo cittadino comunica pure la nomina della neo assessora alla Cultura, Lidia De Benedittis.

Poi si entra nel vivo del dibattito. L’antincendio alla Petrone è uno dei principali. Chiarimenti sollecitati con due distinte interrogazioni presentate da Francesco Pilone da una parte e da Maria Laura Cancellario, Carla Fasolino e Alberto Tramontano dall’altra.

Battista De Bernardo Salvatore Maio Comune Campobasso

Abbiamo preso atto che c’erano dei lavori che erano stati eseguiti male o che non erano stati eseguiti e finalizzati ad ottenere la scia, ossia la segnalazione certificata di inizio attività ai fini antincendio”, rimarca Battista, supportato dalla relazione della dirigente Giovanna Iannelli. Spiega che “c’è stato un mancato controllo sulla corretta esecuzione dei lavori da parte del direttore dei lavori”, oltre ad evidenziare che ci sono stati problemi dal punto di vista tecnico-amministrativo che non hanno consentito l’acquisizione della certificazione antincendio. I vigili del fuoco, inoltre, hanno fissato al 10 settembre prossimo il termine ultimo in cui compiere questo adempimento con possibilità di proroga di massimo 6 mesi.

“I tempi dei lavori non dovranno confliggere con le attività didattiche – aggiunge Battista – alcuni di questi si svolgeranno fuori dall’orario delle lezioni”. Ad ogni modo, “siamo sicuri di poter rispettare i tempi, di poter garantire la sicurezza” e “se non ci saranno imprevisti, la scuola (Petrone, ndr) riaprirà regolarmente alla ripresa delle attività didattiche”. E poi “complessivamente abbiamo stanziato 600mila euro per l’antincendio”, scandisce ancora alzando la voce e ricordando che “in Italia il 70% delle scuole italiane non ha la certificazione antincendio”. La metà dei 600mila euro sarà utilizzato solo per la Petrone, mentre “gli altri 300mila dobbiamo ancora decidere per quali scuole utilizzarli, forse per l’asilo di via Verga, ma stiamo valutando ed entro la prossima settimana decideremo. Posso assicurare – incalza Battista – che faremo interventi completi, non a spezzoni”.

C’è un altro capitolo da approfondire, più spinoso. “Le responsabilità? Dovremmo verificarle. La delibera approvata dalla giunta (per stanziare altri fondi per l’antincendio in tre scuole della città, ndr) è stata inviata alla Regione e alla Procura della Corte dei Conti per accertare se chi doveva vigilare non l’ha fatto e se ha generato una condizione che ha messo in difficoltà il dirigente scolastico e il Comune”. Alla magistratura dunque il compito di accertare se c’è stato uno sperpero di denaro pubblico e un danno per le casse dell’ente.

Comune Campobasso Pilone Cancellario

Una risposta che non convince Francesco Pilone perché, dal suo punto di vista, il mancato controllo non si può imputare al direttore dei lavori, ma al Comune. E poi “dovevano passare tre anni per accertare questa situazione?”. Il capogruppo di Democrazia popolare si dimostra scettico pure sulla riapertura al 10 settembre: “Dovremo chiedere un’altra proroga, la scuola non potrà aprire senza certificati”.

Anche per Maria Laura Cancellario la questione deve essere approfondita meglio: “E’ necessaria una riunione della commissione Lavori pubblici e spero che il presidente Fernando Massarella possa convocarla al più presto”.