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Neuromed: “Da Termoli non ci hanno chiamato”. Ma la clinica di Pozzilli è troppo lontana dalla costa

Un dramma, quello del 47enne di Larino morto per una emorragia cerebrale che avrebbe richiesto una rapidità di intervento impossibile in una regione come il Molise, al quale si aggiunge un retroscena imprevisto. Il Neuromed di Pozzilli, l’unico ospedale (privato ma convenzionato con la Asrem) che dispone di neurochirurgia, cioè il reparto preposto a trattare le emorragie cerebrali, fa sapere di non essere stato nemmeno contattato per la valutazione della disponibilità dei posti letto.

 

Dopo che il direttore sanitario Asrem ha dichiarato che i tempi della emergenza-urgenza sono stati rispettati, è arrivata una sorta di risposta dall’Istituto specializzato di Pozzilli. Perchè il vero problema nel soccorso a Michele risiede proprio nei lunghi tempi di trasporto fino a San Giovanni Rotondo, dove c’è un  ospedale dotato del reparto di neurochirurgia. Un reparto che in Molise si trova ormai solo al Neuromed di Pozzilli, dove però non sarebbe arrivata alcuna richiesta dai medici di Termoli.

E’ quanto precisato dal professor De Gaetano, direttore della clinica di Pozzilli: “Nessuna richiesta dal presidio ospedaliero San Timoteo è pervenuta al medico di guardia in servizio presso il Neuromed e nessuna richiesta dal presidio ospedaliero San Timoteo è pervenuta al reparto di terapia intensiva dello stesso Istituto”. Dove c’erano a disposizione 4 posti letto.

La sua nota spiega anche che “alcuna immagine del paziente è stata caricata sul sistema del teleconsulto attivato tra la Asrem e il Neuromed per consentire la visione delle immagini in tempo reale”.

In un sistema di rete emergenziale efficiente, comunque, il paziente che necessita di cure neurologiche dovrebbe essere condotto direttamente all’ospedale specializzato in quella disciplina. Nel caso del Molise, appunto, il Neuromed. Dove sono in servizio almeno 12 medici, un’equipe di neurochirurghi specializzata. Perchè, si interrogano da Pozzilli, i medici di Termoli (“e non sarebbe la prima volta”) non hanno chiesto la disponibilità alla clinica Neuromed?

Una domanda che rischia di far sfociare in una bega fra ospedali una vicenda molto grave che mette in evidenza una carenza drammatica del Molise. Perchè in realtà da Termoli è più vicina San Giovanni Rotondo di Pozzilli. E la strada per arrivare a San Giovanni è decisamente migliore, essendo autostrada. I medici di Termoli, in una situazione di urgenza, hanno contattao la struttura con neurochirurgia più vicina.

Se invece Michele Cesaride fosse stato trasferito dal 118 direttamente a Pozzilli da Larino, la cittadina dove si è sentito male ed è stato soccorso, forse si sarebbe risparmiato tempo prezioso. E anche questo sarà oggetto dell’inchiesta. Che dovrà rispondere a una domanda: perchè in Molise i pazienti vengono trasferiti in ambulanza nel presidio ospedaliero più vicino sebbene abbiano situazioni cliniche che necessitano di cure specialistiche che quell’ospedale non può garantire? Una risposta, anche se parziale, è rappresentata dal fatto che il Molise non ha alcun Dea di II livello, e la conseguente organizzazione dei soccorsi spesso è affidata al caso.

Un quadro che potrebbe configurare serie responsabilità, anche politiche.